Guida Pensioni 2022. News | Ultime notizie | Pagamenti | Novità

Pensioni 2022, qua trovi tutte le ultime notizie e le news su riforme, pagamenti e novità sul sistema pensionistico italiano.

GUIDA PENSIONI. Fra frequenti riforme e una comunicazione non sempre chiara, capire cosa succede veramente con le pensioni non è facile. In questa pagina trovi tutte le informazioni che ti servono sulle pensioni in Italia nel 2022. Che tu sia un uomo o una donna, o che appartenga a particolari categorie, qua trovi le news e le ultime novità sulle pensioni e gli approfondimenti per capire meglio.

Ultime notizie sulle pensioni 2022:

Pensioni 2022, novità e approfondimenti

Questa pagina è una guida sempre aggiornata alle pensioni in Italia. Vediamo insieme tutte le notizie e i chiarimenti sul sistema pensionistico. Dall’età pensionabile, riforma delle pensioni, pensioni sociali, pensioni donne e tutto ciò che c’è da sapere sul tema. Qua trovi tutto diviso per argomento. Se hai dei dubbi qui potrai avere le risposte che cerchi.

A che età si va in pensione?

Nel 2022 si potrà andare in pensione utilizzando una delle seguenti opzioni:

  • pensione di vecchiaia. Vale a dire la cosiddetta legge Fornero che prevede i seguenti requisiti: 67 anni di età anagrafica e almeno 20 di contributi versati.
  • pensione anticipata. In questo caso le opzioni disponibili a seguito della riforma pensioni inserita nella Legge di bilancio 2022 sono 3: quota 102 (che richiede 64 anni di età e 38 di contributi), opzione donna (58 anni per le dipendenti, 59 per le autonome e 35 di contributi) e Ape Sociale (63 anni e 30 di contributi, in presenza di determinate condizioni lavorative). Queste 3 possibilità ad oggi sono utilizzabili fino al 31 dicembre 2022.

Per approfondire:

A che età si va in pensione in Italia?

Pensione sociale donne

La pensione sociale consiste in una prestazione assistenziale rivolta a chi si trova in una condizione di disagio economico e con pochi (o zero) contributi versati. La prestazione è erogata dall’Inps e prevede 13 mensilità da 467,65 euro al mese nel 2022, se non si possiedono altri redditi. In caso contrario l’importo cambia.

Per richiederla bisogna avere i seguenti requisiti:

  • avere almeno 67 anni di età
  • essere cittadini italiani, UE o con permesso di soggiorno
  • non superare i limiti di reddito previsti dalla legge per coniugati e non.

Per approfondire:

Pensione sociale donne: requisiti e quando fare domanda

Pensione di vecchiaia donne, situazione 2022

Nel 2022 le lavoratrici hanno a disposizione due opzioni per accedere alla pensione di vecchiaia. La Legge Fornero, che prevede il possesso di almeno 67 anni di età e 20 anni di contributi versati, rappresenta la principale.

Ma esiste anche una seconda possibilità: ottenere la pensione senza contributi (o con pochi). Questo tramite:

  • fondo di garanzia Inps (che riguarda le casalinghe senza contributi, da richiedere con apposita domanda all’Inps e versando mensilmente una somma).
  • Pensione sociale, in base alle regole riportate in precedenza.

Per approfondire:

Pensioni di vecchiaia donne 2022 con e senza contributi

Calcolo pensione opzione donna 2022

Come previsto dalla nuova manovra, nel 2022 l’età pensionabile donne è di 58 anni se dipendenti e 59 se autonome, con 35 anni di contributi. E’ quanto previsto dallo scivolo pensionistico opzione donna, rinnovato per un anno.

Questo significa che le nate nel 1963 (1962 nel caso delle autonome) potranno andare in pensione nel 2022. Ma attenzione, perché l’effettivo pensionamento scatta non al momento del raggiungimento dei 35 anni contributivi, ma 12 mesi (18 per le autonome) dopo per effetto della cosiddetta finestra. In altre parole, per calcolare la data della pensione bisogna aggiungere 12 o 18 mesi alla data di maturazione del requisito.

Per approfondire:

Quando va in pensione una donna in Italia nel 2022?

Rivalutazione pensioni 2022.

L’apposito decreto ministeriale del Mef, pubblicato in gazzetta ufficiale, ha definito l’aumento dei trattamenti pensionistici nel 2022. Il tasso di rivalutazione dei trattamenti pensionistici è pari all’1,7% (dato basato sull’inflazione annua dei prezzi).

L’applicazione di questo aumento è totale o parziale, a seconda dell’ammontare dei trattamenti pensionistici. In particolare sarà del 100% per gli assegni fino a 4 volte il minimo, del 90% per quelli fra 4 e 5 volte il minimo e del 75% per quelli oltre 5 volte il minimo. Quindi ad esempio una pensione lorda di 1.300 euro riceverà un incremento dell’1,7% (100%), vale a dire 22,10 euro (1300/100*1,7). Aumentando così l’importo a 1322,10 euro mensili.

Per approfondire:

Rivalutazione pensioni 2022. Come aumenta la pensione

Calendario pagamento pensione 2022

Le date dei pagamenti delle pensioni dipendono dal mese di riferimento e da dove si percepisce il trattamento erogato dall’Inps (alle poste o in banca). Da diverso tempo, per effetto dello stato di emergenza causa covid, il pagamento alle poste avviene anticipatamente. In particolare negli ultimi giorni del mese prima di quello a cui si riferisce l’assegno. Quindi ad esempio la pensione di marzo, viene erogata dagli ultimi giorni di febbraio negli uffici postali e così via. Per evitare assembramenti è previsto un calendario giornaliero con suddivisione in ordine alfabetico dei beneficiari.

Tuttavia se lo stato di emergenza finisse (al momento è previsto fino al 31 marzo 2022), il pagamento tornerebbe ad essere effettuato il primo giorno lavorativo del mese. Questo avviene già attualmente in banca per gli accrediti tramite bonifico, dove non c’è alcun anticipo. Di seguito trovi le date dei pagamenti mese per mese.

Per approfondire:

Date e calendario pagamento pensioni 2022

Pensioni invalidità 2022: a chi spetta, requisiti e importi

Per ricevere la pensione di invalidità nel 2022 bisogna avere i seguenti requisiti, come riporta il sito dell’Inps:

  • percentuale di invalidità certificata compresa fra il 74 e il 99%.
  • Essere in uno stato di necessità economica (ovvero non superare determinate soglie di reddito pari a 5.010,20 euro per gli invalidi civili parziali e a 17.050,42 euro per quelli totali).
  • Età compresa fra 18 e 67 anni.
  • Avere residenza stabile in Italia e cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno valido.

L’Inps, tramite la circolare n.197 del 23 dicembre 2021, ha definito gli importi spettanti per i vari trattamenti di invalidità, che risentano della rivalutazione annua. Ad esempio le pensioni di invalidità civile ammontano a 291,69 euro mensili nel 2022. Mentre l’indennità di accompagnamento è pari a 525,17 euro. Sono stati inoltre definiti gli importi spettanti a ciechi, sordi e altre categorie che hanno diritto a ricevere il trattamento.

Per approfondire:

Aumenti pensioni di invalidità 2022. Tabella nuovi importi Inps

Che cos’è la pensione di reversibilità e come funziona?

Le pensione di reversibilità è l’assegno riconosciuto ai familiari superstiti, in caso di decesso di un pensionato. Questo trattamento, erogato dall’Inps dietro apposita richiesta, spetta in percentuale all’assegno maturato dal defunto.

I possibili beneficiari del trattamento sono il coniuge e i figli. In caso di loro assenza il trattamento spetta anche a genitori, fratelli e sorelle. Per ogni caso l’Inps prevede importi e durata diversi. Il pagamento del trattamento, decorre a partire dal primo giorno del mese successivo alla scomparsa del pensionato.

Per approfondire:

Pensione di reversibilità 2022: a chi spetta e come richiederla

Come funziona il sistema pensionistico italiano

Il sistema pensionistico italiano redistribuisce le risorse dei contribuenti, ovvero di chi lavora attivamente, verso i pensionati. Sono tali coloro che non lavorano più per raggiunti limiti di età anagrafica o perché hanno maturato il diritto ad un trattamento previdenziale, anche tramite una degli scivoli descritti in questa guida.

Ovviamente chi percepisce la pensione ha versato contributi durante la sua vita lavorativa, che andranno ad influire sulla somma erogata dall’Inps. Una volta acquisito il diritto alle pensione mensilmente, tramite bonifico o altri metodi di pagamento, l’assegno viene erogato al beneficiario.

Quante tasse pagano i pensionati?

L’importo della pensione lorda è diversa da quella netta, il motivo principale è la presenza delle tasse da pagare. Sono sostanzialmente 3 le tipologie di voci che influiscono sulla somma percepita dai pensionati:

  1. L’IRPEF, con le aliquote sui redditi, suddivisi per scaglioni, che rappresentano la maggior parte delle imposte dovute.
  2. Addizionali regionali e comunali (che variano in base alla residenza del pensionato).
  3. Eventuali detrazioni (in questo caso possono aumentare l’importo percepito a seconda della situazione del nucleo familiare).

Per approfondire:

Quante tasse pagano i pensionati? Elenco tasse sulla pensione

Pensioni e Irpef, tabella risparmi 2022

Come detto l’Irpef rappresenta l’imposta più sostanziosa da pagare sulle pensioni e in generale sui redditi percepiti. Tuttavia nella legge di bilancio 2022, il governo Draghi ha previsto una riforma che riordina le aliquote (da 5 a 4) e prevede una riduzione delle somme da pagare.

In altre parole questo taglio delle tasse corrisponde a risparmi sulla pensione, che nel 2022 sono di importo maggiore. L’ammontare di questo risparmio varia da un minimo di 61 euro a un massimo di 692 euro annui, in base al reddito percepito, come da tabella che trovate nell’articolo di seguito.

Per approfondire:

Manovra, riforma irpef 2022 pensionati. Tabella risparmi sulla pensione

Come faccio a sapere quanto prenderò di pensione?

Il calcolo della somma spettante di pensione dipende in primo luogo dalla quantità di contributi versati. Quindi dagli anni di versamento e dalle somme versate nel complesso. Tanto maggiori saranno queste due voci quanto più alto sarà il trattamento a livello generale.

Tuttavia la somma che si percepirà dipende anche dal metodo di calcolo (che può essere retributivo, contributivo o misto). In sintesi, con il retributivo l’assegno si calcola sulla base delle ultime retribuzioni percepite, mentre con il contributivo con i soli versamenti effettuati. Nel caso del misto entrambe le cose vengono prese in considerazione.

A chi rivolgermi se ho problemi con la pensione? Inps, patronato, sindacati

Se non siete in grado di calcolare quando andrete in pensione o a quanto ammonta il vostro assegno e via dicendo, potete sempre chiedere aiuto. A partire dall’Inps (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale), che fornisce guide sul suo sito internet per le domande e le altre procedure, ma anche numeri di telefono per contattare un operatore.

L’alternativa è quella di recarvi in un caf, sindacato o patronato. In questi centri di assistenza verrete aiutati nelle procedure di richiesta destinate all’Inps e nel capire quando e come potrete accedere alla pensione.

Storia: come e quando sono nate le pensioni in Italia

In Italia, la previdenza sociale nasce in forma volontaria nel 1898, grazie alla fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”. L’iscrizione diventa poi obbligatoria nel 1919, anno in cui l’istituto cambia nome in “Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali”.

Negli anni poi la previdenza si è evoluta fino ad arrivare a prendere il nome di INPS (sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali). Senza dimenticare che esistono numerose enti previdenziali per specifiche categorie lavorative. Con l’obbligo di iscrizione alla previdenza sociale, diventava obbligatorio il versamento di un contributo e al raggiungimento di requisiti cambiati nel tempo, in ragione delle aspettative di vita, si maturava il diritto a percepire la pensione. Esattamente come avviene ancora oggi.

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