A che età si va in pensione in Italia?

A che età si va in pensione in Italia nel 2022? Che età bisogna avere e quanti anni di contributi? Ecco la situazione attuale caso per caso.

Pensione, nel 2022 in Italia la strada principale per l’uscita dal lavoro è rappresentata dalla Legge Fornero. Si tratta delle cosiddette pensioni di vecchiaia, che prevedono i seguenti requisiti di accesso: 67 anni di età anagrafica e almeno 20 anni di contributi versati.

Tuttavia esistono altre possibilità per andare in pensione anticipatamente nel nostro paese, ognuna delle quali richiede requisiti specifici. Si tratta di scivoli pensionistici a cui bisogna prestare particolare attenzione, visto che le novità in materia sono all’ordine del giorno.

A che età si va in pensione in Italia nel 2021

Scopriamo insieme caso per caso, qui di seguito, a che età è possibile conseguire la pensione e in che modo. Così potrete comprendere meglio le varie casistiche e quale potrebbe eventualmente interessarvi più da vicino.

Vedi anche: Guida pensioni 2022

A che si età si va in pensione con quota 102?

Quota 102 è la legge introdotta dal governo Draghi nella legge di bilancio 2022, che permette a quei lavoratori in possesso dei requisiti richiesti, di anticipare l’uscita dal lavoro. Infatti, vi rientra chi possiede un’età anagrafica di 64 anni e ha versato almeno 38 anni di contributi.

Una volta conseguiti i requisiti, il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico scatta trascorsi i tre mesi della cosiddetta “finestra”. Per raggiungere questa soglia si possono cumulare tutte le forme di versamento a vario titolo, ma sono inderogabili gli anni di contribuzione effettiva. In altre parole al netto di periodi di disoccupazione, di malattia e quant’altro.

Ricordiamo che la pensione quota 102 non è cumulabile con i redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, salvo quelli da lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 € lordi annui.

Attenzione però questa possibilità è garantita a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi fino al 31 dicembre 2022. Infatti dal 2023 questo scivolo non dovrebbe essere più utilizzabile, ma questo dipenderà dalle decisioni future del governo. Al suo posto probabilmente verranno introdotte nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro nell’ambito della riforma pensioni.

Pensione anticipata con opzione donna

Nel 2022 è stata prorogata anche la possibilità di ottenere la pensione anticipata per le lavoratrici, tramite opzione donna. Essa consente il prepensionamento a 58 anni di età per le dipendenti (59 per le autonome), avendo versato almeno 35 anni di contributi.

Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per le lavoratrici dipendenti.
  • 18 mesi dal conseguimento dei requisiti, per le autonome.

La presentazione della domanda per questa opzione destinata alle donne (con tutta la documentazione allegata) deve avvenire online sul sito dell’Inps. Attualmente la scadenza di questo scivolo è prevista per il 31 dicembre 2022. Non si può escludere però che la sua durata venga prorogata anche nei prossimi anni.

Vedi anche: Calcolo pensione netta donna 2022

Ape Sociale 2022

Atra opzione per raggiungere il pensionamento anticipato è quella dell’Ape Sociale. Consiste in un’indennità erogata a lavoratori e lavoratrici con almeno 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi versati, ma solo in situazioni di oggettiva difficoltà, come ad esempio la disoccupazione prolungata. Il beneficio sarà erogato ai richiedenti, fino al raggiungimento dell’età utile per la pensione di vecchiaia. L’Ape sociale è utilizzabile attualmente fino al 31 dicembre 2022.

La proroga annuale di questo scivolo pensionistico è stata prevista nel testo della manovra 2022. Con una novità per gli edili, che potranno accedervi, a differenza del passato, se in possesso di 63 anni di età e 36 di contributi.

Vedi anche: Riforma pensioni 2022 Ape Sociale

Pensioni precoci

L’uscita anticipata dal lavoro nel 2022 è inoltre realizzabile grazie alle pensioni precoci. Questa possibilità riguarda però solo coloro che hanno iniziato a lavorare molto giovani e versato almeno un anno di contributi prima del compimento di 19 anni. In questo caso, donne e uomini, che hanno maturato 41 anni di contributi potranno conseguire la pensione anticipata, a prescindere dalla loro età.

Non tutti i lavoratori tuttavia possono avere tali requisiti, per questo si parla di una possibile introduzione di quota 41 per tutti. Tuttavia almeno per il 2022 non sono cambiate le categorie beneficiarie.

Pensione anticipata contributiva

L’ultima opzione in vigore nel 2022 è rappresentata dalle pensioni anticipate contributive. Queste consentono alle donne lavoratrici che hanno maturato un requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi, di andare in pensione, a prescindere dalla loro età anagrafica. Per gli uomini invece il requisito contributivo è di 42 anni e 10 mesi.

Si tratta di una delle possibilità più utilizzate, anche perché a differenza degli altri scivoli non prevede significative penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

A che età si va in pensione senza contributi?

Abbiamo visto le principali opzioni per andare in pensione in Italia nel 2022. Ognuna prevede requisiti anagrafici e contributivi diversi, ma anche incidenze diverse sull’ammontare della pensione erogata dall’Inps.

Resta solo da chiarire a quale età si può accedere alla pensione anche senza versare contributi. In questo caso l’unica possibilità è rappresentata dalla pensione sociale. Essa permette di ricevere un assegno minimo, ma solo dopo aver compiuto i 67 anni di età e se non si superano determinate soglie di reddito.

Vedi anche: Pensione sociale donne requisiti e domanda

Calcolo pensioni: cosa fare se appare difficile?

Se tutti questi calcoli per ottenere la pensione anticipata vi sembrano troppo complessi, anche viste le numerose opzioni disponibili, potete sempre avvalervi dell’aiuto di un professionista. Nello specifico vi consigliamo di rivolgervi al vostro caf di fiducia, se siete lavoratori dipendenti o ad esperti del lavoro e previdenziali, se siete autonomi.

Le leggi sulle pensioni sono in continua evoluzione. Dunque il consiglio migliore in base alla vostra situazione vi può essere dato dai professionisti del settore, evitando di lanciarvi in calcoli complessi.

Vedi anche:

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