Riforma pensioni 2022. Ultime su Ape sociale e pensione contributiva

Riforma pensioni 2022. Come cambiano i requisiti dell’Ape Sociale per l’edilizia. Ultime notizie sulla manovra e sul ricalcolo contributivo della pensione.

Riforma pensioni 2022. La novità dell’ultima ora nel testo della manovra, è la modifica dei requisiti necessari per accedere all’Ape Sociale ai lavoratori del settore dell’edilizia. Per questa categoria infatti è prevista una diminuzione dei contributi necessari per la pensione anticipata.

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Vediamo quindi cosa cambia con la riforma 2022 e quali sono le ultime news sulla pensione contributiva.

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Ape Sociale 2022, come cambiano i requisiti per gli edili

La legge di bilancio 2022 ha prorogato per un anno l’Ape Sociale. Con questo scivolo si potrà andare in pensione con 63 anni di età e 36 di contributi. Ma solo per chi si trova in condizioni di disoccupazione prolungata o rientra nelle categorie dei lavori gravosi.

In quest’ottica c’è una novità importante che riguarda i lavoratori del settore edilizio. Maggioranza e governo hanno trovato un’intesa per modificare i requisiti di accesso all’Ape Sociale per gli edili nel 2022: basteranno 32 anni di contributi versati e 63 di età.

In altre parole a questa categoria lavorativa spetta una riduzione di 4 anni dei requisiti necessari per l’uscita anticipata dal lavoro. La scelta di abbassare la soglia contributiva era stata indicata dalla commissione sui lavori gravosi, ora accolta dall’esecutivo. Quindi, salvo novità sulla manovra, dal primo gennaio 2022 gli edili potranno accedere all’Ape Sociale con i nuovi requisiti.

Pensioni, quanto si perde con il ricalcolo contributivo

Oltre alle novità inserite nella legge di bilancio, il dibattito sulla riforma si concentra sulla pensione anticipata contributiva. Ovvero l’ipotesi avanzata dal governo Draghi, nel confronto con i sindacati, che permetterebbe di lasciare il lavoro a qualsiasi età, ma prendendo solo quanto versato.

In altre parole non ci sarebbero soglie di età, ma l’assegno verrebbe ricalcolata esclusivamente con il metodo contributivo, con tagli sull’importo. Secondo un’analisi del sindacato Cgil la riduzione dell’assegno con il contributivo sarebbe fra il 20 e il 30% dell’assegno lordo. In alcuni casi supererebbe il 30%.

Ad esempio, una retribuzione lorda di 20.000 euro, con 30 anni di contributi, passerebbe da una pensione di 870 euro (col sistema misto) a 674 € (con il contributivo). Il taglio in questo caso sarebbe pari al 22,6%. Poi ovviamente i numeri sono diversi in base alla storia lavorativa di ognuno.

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Pensioni 2022 e riforma notizie ultime ora

Come visto il governo ha apportato modifiche immediate, con un emendamento al testo della manovra, per l’accesso all’Ape sociale degli edili.

Mentre per la riforma futura del sistema previdenziale vorrebbe introdurre la pensione anticipata contributiva. Ciò garantirebbe flessibilità in uscita, ma anche spesa contenuta per la casse delle stato. Lo dimostrano i tagli applicati sull’assegno scegliendo questa opzione. Tuttavia almeno per quest’ultima possibilità si tratta solo di ipotesi al momento. Queste, in sintesi, le ultimissime sulla riforma pensioni 2022.

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