Pensioni di vecchiaia donne. Requisiti, importi minimi e massimi per la pensione di vecchiaia per donne sole o sposate.
Le donne che hanno raggiunto i 67 anni di età, hanno 2 strade per accedere alle pensioni di vecchiaia nel 2026. La prima è quella tradizionale (ossia la Legge Fornero) e richiede il possesso di almeno 20 anni di contributi versati, oltre all’età anagrafica. La seconda, quella che forse non tutti conoscono, è la pensione ottenibile anche senza versare contributi.

Approfondiamo, in questo articolo, entrambe le possibilità per conoscere le opzioni a disposizione per la pensione in base al vostro percorso lavorativo o di vita.
Pensioni di vecchiaia donne con contributi
Alle lavoratrici con un’un’età anagrafica di 67 anni, con almeno 20 anni di contributi versati, spetta la pensione di vecchiaia erogata dall’Inps. Dal 2020 i requisiti previsti sono gli stessi degli uomini, a differenza di quanto accadeva in precedenza.
Questo vale anche per il 2026. Ma attenzione perché a partire dal 2027 il requisito dell’età aumenta per tutti di 1 mese, salendo così a 67 anni e 1 mese. Questo al momento le novità previste dal governo Meloni nella nuova manovra di bilancio.
Per quanto riguarda l’importo della pensione è più o meno elevato in base agli anni e ai contributi versati, durante la carriera lavorativa. L’ammontare dell’assegno è anche influenzato dal sistema di calcolo utilizzato (contributivo per chi ha versato a partire dal primo gennaio 1996 in poi) o retributivo misto per le lavoratrici con versamenti già effettuati al 31 dicembre 1995).
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Pensione di anzianità donne autonome
I contributi e i requisiti necessari per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono gli stessi sia per le dipendenti che per le autonome (ovvero libere professioniste con o senza partita iva). Quindi se sei una lavoratrice autonoma per andare in pensione con legge Fornero nel 2026 dovrai avere 67 anni di età e almeno 20 contributivi. Ma come accennato in precedenza dal 2027 l’età minima aumenta di 1 mese, mentre dal 2028 di altri 2 mensilità (per un totale di 3 in più rispetto a quanto previsto attualmente).
Pensioni di vecchiaia donne senza contributi
Tornando ai requisiti della pensione di anzianità, non tutte le lavoratrici riescono a produrre un elevato numero di contributi, come quelli richiesti dalla legge. Per questo esiste anche la possibilità di accedere al pensionamento seguendo altre vie.
Le donne che non hanno mai lavorato, hanno avuto una carriera discontinua o non hanno contributi perché casalinghe, hanno 2 possibilità per ottenere un trattamento pensionistico. Si tratta di:
1) Fondo di garanzia Inps
2) Pensione sociale
Vediamo di seguito come funzionano e quali sono i requisiti necessari in entrambi i casi.
Pensioni di vecchiaia per le casalinghe
Il Fondo di garanzia Inps, assicura una pensione anche alle casalinghe che non hanno versato alcun contributo lavorativo. In altre parole a coloro che svolgono lavori di cura di casa e figli non retribuiti, derivanti dalle responsabilità familiari.
L’accesso a tale fondo deve avvenire tramite apposita domanda online (per donne di età compresa fra 16 e 67 anni) da presentare sul sito dell’Inps, accedendo mediante le proprie credenziali Spid, Cie o Cns. In alternativa potete rivolgervi al caf, che inoltrerà la richiesta per vostro conto.
Il fondo richiede il versamento di un contributo mensile di importo libero, per accedere alla forma di previdenza proposta. Tuttavia, più alte sono le somme versate in un anno, maggiori sono i mesi di contribuzione riconosciuti (e le relative somme) ai fini dell’assegno pensionistico.
Pensione di anzianità donne senza contributi
Un’ulteriore opportunità è rappresentata dalla cosiddetta pensione sociale, che spetta anche alle donne che non hanno versato contributi, ma solo in presenza di un reddito al di sotto di determinate soglie. In particolare, come spiega l’Inps, la misura intera spetta chi possiede:
- 0 euro se la richiedente non è coniugata,
- 6.947,33 euro se la richiedente è coniugata.
In questi casi la donna riceverà un trattamento pensionistico di 538,68 euro euro al mese per 13 mensilità. Mentre la pensione sociale ridotta (ovvero con decurtazione proporzionale al crescere del reddito) spetta alle:
- coniugate con redditi compresi fra 7.115,29 e 13.894,66 euro
- non coniugate con reddito fino a 6.947,33 euro annui.
Pensioni vecchiaia donne novità 2026-2027
Sulle pensioni il governo Meloni, che aveva promesso interventi strutturali, fino ad oggi non ha apportato modifiche al sistema previdenziale italiano. Come visto per le pensioni di vecchiaia nulla è cambiato, vige ancora la Legge Fornero e addirittura a partire dal 1° gennaio 2027 l’età pensionabile cresce a 67 anni e 1 mese.
Mentre le uniche novità introdotte con la manovra finanziaria 2026 non sono positive per le pensioni anticipate. Cosa prevedono? In breve spariscono gli scivoli pensionistici quota 103 e opzione donna. Mentre resta in vigore l’Ape sociale, destinata a chi svolge lavori particolarmente gravosi e ad altre categorie specifiche.
Questo quello che c’è da sapere sulle pensioni di vecchiaia donne, in attesa di ulteriori novità dell’ultima ora sulla riforma pensionistica, allo studio del governo. Tuttavia se avete necessità di ulteriori approfondimenti sul tema, trovate tutti gli argomenti in materia pensionistica sul canale pensioni di Donne sul web.
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Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web