Governo, cosa ha fatto davvero e cosa aveva promesso. Dai bonus fino a pensioni, tasse e politica estera. Domande e risposte su leggi approvate o bloccate.
Il Governo Meloni ha avuto già alcuni anni per realizzare le promesse fatte agli italiani sull’economia. In alcuni casi lo ha fatto, in altri no. Vediamo una lista di tutte le misure approvate e quelle che invece ad oggi sono rimaste solo propaganda elettorale. Per poi entrare nel dettaglio di ogni singolo provvedimento.

Cosa ha fatto finora il governo Meloni
Sono 6 le principali misure realizzate dall’esecutivo fino a questo momento:
- riduzione numero dei bonus statali
- cancellazione e rimodulazione del superbonus
- sostituzione reddito di cittadinanza con il reddito di inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro
- riduzione delle aliquote Irpef da 4 a 3
- pace fiscale con agevolazioni per i contribuenti in debito con l’erario
- potenziamento dell’assegno unico per le famiglie.
Cosa non ha fatto il governo: elenco
Queste invece le promesse fatte prima delle elezioni non ancora realizzate:
- cancellazione della Legge Fornero
- riforma delle pensioni con introduzione di nuove forme di flessibilità per l’uscita anticipata e sostituzione di quelle già esistenti, ma cancellate dal 2026
- aumento pensioni minime a 1.000 euro
- riduzione tasse e accise
- interventi strutturali per l’abbassamento delle bollette
- maggiore sostegno alla natalità
- introduzione della flat tax per tutti i lavoratori.
Bonus col governo Meloni, cosa è cambiato
Per quanto riguarda gli incentivi a famiglie e lavoratori, la premier aveva annunciato la riduzione dei bonus nazionali. In effetti molti non ci sono più o stanno per scadere. Altri invece sono stati cancellati definitivamente come il superbonus.
Restano attivi invece i bonus elettrodomestici, mobili e quelli per le ristrutturazioni edilizie, seppur con qualche modifica. Cambiato il bonus cultura che ora spetta solo con Isee medio-basso e/o agli studenti meritevoli. Ancora attiva invece la carta del docente per le attività di aggiornamento degli insegnanti, ma l’importo è più basso rispetto allo scorso anno.
Confermato nel 2026 anche il bonus madri lavoratrici, ma non ci sono altri aiuti concreti per le donne con figli. Infine il bonus affitto è stato suddiviso in 3 diverse categorie di beneficiari. Insomma, anche se sono diminuiti, gli incentivi dello stato restano ancora diversi.
Abolizione Rdc e introduzione nuovi sussidi
Sul reddito di cittadinanza il governo Meloni ha mantenuto la sua promessa: ovvero toglierlo a chi è in grado di lavorare. Dal 2024 infatti è stato abolito, tranne che per i più fragili a cui spetta l’assegno di inclusione o in alternativa il Supporto Formazione Lavoro.
Inoltre per sostenere le famiglie più bisognose ora ci sono sussidi diversi. In particolare:
- carta dedicata a te, ovvero un contributo economico erogato dai Comuni sotto forma di prepagata per l’acquisto di beni alimentari , destinato con Isee fino a 15.000 euro.
- Social card, da utilizzare per pagare il rifornimento di benzina, che spetta persone con Isee fino a 15.000 € che non ricevono altri aiuti.
Pensioni col governo Meloni, cosa è cambiato nel 2026
Per quanto riguarda le pensioni, la coalizione di centrodestra aveva previsto il superamento definitivo della Legge Fornero e l’incremento delle pensioni minime fino a 1.000 euro. Ma entrambe le cose non sono state realizzate neppure nell’ultima manovra finanziaria approvata.
Secondo i partiti che sostengono l’esecutivo si tratta di obbiettivi da raggiungere prima della fine della legislatura. Ma intanto finora il governo Meloni ha cancellato quota 103 a opzione donna che servivano per andare in pensione anticipata. Mentre le pensioni minime sono aumentate di pochi euro (arrivando a circa 620 €) quindi siamo ancora lontanissimi da quanto promesso. E non finisce qui perché a partire dal 1° gennaio 2027 l’età pensionabile aumenterà di 1 mese invece di diminuire come promesso.
Tesse, accise e bollette
Il risultato principale del governo Meloni per le imposte è la cosiddetta riforma fiscale con la riduzione delle aliquote Irpef da 4 a 3. Un meccanismo che di fatto ha diminuito il carico fiscale ha chi percepisce reddito medio alti. Mentre per le fasce di reddito più basse nulla è cambiato.
Nessun intervento invece è stato fatto per abbassare le accise sulla benzina, che restano una delle principali fonti di finanziamento per il bilancio dello Stato. Anzi la legge di bilancio 2026 ne ha previsto l’aumento per il diesel e sulle sigarette. Mentre per contrastare il caro bollette di gas e luce, che pesa sempre di più nelle tasche degli italiani, è stato previsto un bonus straordinario per famiglie con Isee basso.
Flat tax, come doveva essere e com’è
La Flat Tax per tutti i lavoratori promessa in campagna elettorale ad oggi non esiste. Qualche intervento è stato fatto solo per lavoratori autonomi e partite iva. Mentre per i dipendenti non c’è nessuna tassa piatta: poco è cambiato per la tassazione sulle buste paga, salvo eccezioni.
Quindi per ora è stato fatto solo un piccolo intervento, che consente a pochi lavoratori di pagare meno tasse. Tuttavia approvarla per tutti costerebbe moltissimo alle casse dello stato, motivo per cui è stata concessa solo ad alcuni.
Misure governo: chi ne ha beneficiato?
In termini di economia il governo Meloni finora ha mantenuto solo poche delle promesse fatte. Ma quelle attuate di certo non hanno favorito i poveri, che hanno visto ridurre il sostegno al reddito sia tramite sussidi che con le agevolazioni. Perché se da un lato è vero che non si vive di bonus dall’altra bisogna considerare che molte famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese e un sostegno in più può fare la differenza.
Viceversa chi ha redditi più alti ha beneficiato per esempio di una riduzione della tassazione. Quindi con queste misure chi è povero resta povero (o peggiora la propria condiziona visto l’aumento del costo della vita) mentre chi è ricco diventa sempre più ricco.
Governo Meloni e politica estera
Non solo economia, ma anche sui temi di politica estera l’esecutivo italiano si trova in difficoltà al momento, insieme all’intera Unione Europea. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha ristabilito un dialogo privilegiato con la Russia di Putin e creato forti tensioni in Medio Oriente, con il conflitto in Iran che ha generato ripercussioni sui mercati energetici globali, provocando un aumento del prezzo del carburante, delle bollette e del costo della spesa.
Per ora l’Europa resta in disparte, perché considerata incapace di prendere decisioni. Su queste strategiche questioni di politica estera il presidente del consiglio non ha ancora preso posizione. Ricapitolando, abbiamo visto cosa ha fatto l’esecutivo finora. Poco rispetto a quanto previsto dal programma elettorale, che adesso si è scontrato con la realtà: non ci sono risorse per aumentare le pensioni o per il prepensionamento. Discorso simile per i bonus e tutte le altre voci elencate fin qui.
Nonostante le promesse disattese il governo Meloni gode ancora oggi di ampia fiducia dall’elettorato che ha votato i partiti di centrodestra. Lo dimostrano gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto, che però come sempre sono soggetti a continue variazioni. In conclusione, gli italiani meritano di meglio visto che manca sempre meno alla fine de mandato e il governo ha fatto poco sia per l’economia che in politica estera. Ma ha ancora tempo per mantenere almeno in parte gli impegni presi.
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Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web