Quante settimane servono per andare in pensione nel 2022 in Italia?

Quante settimane di contributi bisogna avere per andare in pensione nel 2022. Ecco requisiti e calcoli pensionistici secondo le leggi attuali.

Quante settimane servono per la pensione? Lavoratori e lavoratrici prossimi a raggiungere i requisiti per il pensionamento, si chiedono quale sia il numero di settimane di contributi necessari. La risposta dipende dai casi. Infatti, i requisiti sono diversi a seconda se si prende in considerazione la pensione anticipata o una delle altre opzioni disponibili nel 2022.

Quante settimane servono per andare in pensione nel 2022

Vediamo allora caso per caso, tramite alcuni semplici calcoli, quante settimane contributive servono per la pensione. Per poi passare alle pensioni news.

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Quante settimane per la pensione con 42 anni e 10 mesi?

Se per la pensione di vecchiaia bisogna raggiungere i 67 anni di età, quindi il calcolo delle settimane non è necessario, diverso invece è il discorso per quella anticipata standard.

In particolare, nel 2022 richiede un minimo di contributi pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Tali requisiti a quante settimane equivalgono? In altre termini, quante settimane sono 42 anni e 10 mesi? Vediamolo con alcuni semplici calcoli:

  • ogni anno prevede 52 settimane contributive. Quindi bisogna moltiplicare 42*52 (41*52 per le donne), ottenendo il risultato di 2184.
  • Per i restanti 10 mesi bisogna fare 52/12*10, ottenendo 43.
  • Infine, sommando i due risultati si ottiene il numero di settimane necessarie per il pensionamento: 2184+43= 2227.

2227 sono quindi il numero di settimane necessarie ad un lavoratore per andare in pensione anticipata standard nel 2022, a prescindere dall’età anagrafica.

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Quante settimane per la pensione anticipata donne esempio

Per calcolare il numero di settimane necessarie per la pensione, basterà ripetere i calcoli fatti in precedenza. Con la differenza che sono richiesti 41 anni e 10 mesi di contributi in questo caso.

Quindi il calcolo può essere effettuato sostituendo ai valori precedenti 41 a 42. Oppure per sottrazione, vale a dire 2227-52 = 2175. Questo è il numero di settimane necessarie per andare in pensione anticipata contributiva per una lavoratrice nel 2022.

Quante settimane servono per andare in pensione con opzione donna

Se una lavoratrice lascia anticipatamente il lavoro, utilizzando opzione donna, attualmente ha bisogno di avere 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 di contributi. Quindi per conoscere il numero di settimane necessarie per accedere a questa tipologia di prepensionamento riservato alle donne, basterà fare il seguente calcolo: 35*52 (ovvero il numero di settimane contributive necessarie per coprire l’anno intero). Il risultato di questa moltiplicazione è pari a 1820 settimane.

Ricordiamo che questo è il requisito necessario per accedere ad opzione donna, che una volta ottenuta permette di fare domanda. Saranno poi necessari ulteriori 12 mesi, ovvero il tempo della cosiddetta finestra, prima che inizi ad essere effettivamente pagata la pensione dall’Inps.

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Quante settimane sono 38 anni di contributi?

Il calcolo cambia ancora se si prende in considerazione lo scivolo pensionistico quota 102. Con questa misura attualmente in vigore fino al 31 dicembre 2022, sono necessari 64 anni di età e 38 di contributi versati.

In altre parole lavoratori e lavoratrici che vogliono uscire anticipatamente dal lavoro con questa opzione, oltre all’età anagrafica dovranno avere 38 anni di contributi. Per calcolare a quante settimane equivalgono basterà moltiplicare 38*52. In questo caso il risultato è di 1976 settimane.

Questi in sintesi i numeri di settimane necessarie nei vari casi per il pensionamento. Tale calcolo è utile ad esempio a chi non ha versato contributi tali da coprire l’intero anno e quindi deve sommare le settimane di versamenti a disposizione, per arrivare alla soglia necessaria.

Quante settimane servono per la pensione minima?

In base a quanto previsto dalla legge, attualmente per accedere alla pensione minima occorre avere 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Dal momento che ogni anno è composto da 52 settimane, facendo un rapido calcolo per andare in pensione con il trattamento minimo, servono 1040 settimane nel 2022. Questo è il numero che viene fuori moltiplicando 52*20.

Chi raggiunge questa soglia, potrà quindi usufruire del trattamento pensionistico minimo garantito dall’Inps. Per conoscere gli importi previsti in questo caso, vi consigliamo di approfondire l’argomento qui di seguito.

Ultime novità sulle pensioni 2023

Intanto, in attesa della riforma pensioni 2023 ancora oggetto di confronto fra governo e sindacati, l’Inps ha reso noto uno studio che riguarda il prossimo anno. In pratica i requisiti per la pensione di vecchiaia e quella anticipata contributiva non cambieranno.

Nel primo caso infatti saranno ancora necessari almeno 67 anni di età anagrafica. Nel secondo invece 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il motivo è che l’aspettativa di vita che influenza questi requisiti, è leggermente diminuita nel nostro paese secondo i dati, a causa del covid.

L’arrivo dei nuovi scivoli pensionistici in vigore dal primo gennaio 2023, dovrebbe avvenire all’interno della nuova legge di bilancio, che dovrebbe arrivare in autunno. Fra le varie ipotesi al vaglio dell’esecutivo, una delle più probabili sembra essere la proroga di opzione donna nel 2023. Lo scivolo potrebbe diventare addirittura strutturale, quindi senza più una data di scadenza, come invece previsto attualmente a fine anno.

Quindi ricapitolando nel 2022 in Italia servono 2227 (2175 per le donne) settimane di contributi per andare in pensione anticipata standard. Secondo le ultime news dall’Inps, questi requisiti non cambieranno nel 2023. Per opzione donna e quota 102 il numero di settimane è invece inferiore, come abbiamo visto dai calcoli. Ancora di meno per la pensione minima, che però da diritto ad un assegno di importo inferiore. Infine, per gli scivoli che dovrebbero sostituire quelli attualmente in vigore fino a fine 2022, bisognerà attendere le decisioni dell’esecutivo per saperne di più.

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