Juve partite horror, di chi è la colpa?

La Juventus è in crisi e per molti tifosi è colpa di Sarri. È così? Scopriamo i motivi delle tante sconfitte e brutte partite nel campionato di serie a

La Juventus e le sue ricorrenti partite horror. Ma di chi è la colpa? E anche un’altra domanda si sta facendo strada nella mente dei tifosi: questa Juve merita davvero lo scudetto?

Le prestazioni deludenti sono ormai così tante che, se non stessimo parlando dei bianconeri dei (quasi) nove campionati di Serie A di fila, non farebbero quasi più notizia. Un problema che affonda le radici lontano nel tempo e che, per gran parte della tifoseria juventina, ha un solo colpevole: Maurizio Sarri.

Vedi anche: Quando gioca la juventus date partite serie a

Le colpe di Sarri: manca il gioco

Sarri viene accusato di non aver centrato l’obiettivo che gli era stato richiesto dalla dirigenza. Attenzione, non lo scudetto (che molto probabilmente arriverà), ma dare un gioco e un’impronta ben visibile alla squadra.

maurizio sarri

L’allenatore toscano, infatti, arriva alla Juve per sostituire Massimiliano Allegri, rimpianto da molti oggi. Il rapporto fra la piazza e l’allenatore dei 5 campionati di fila si era deteriorato proprio sulla base di un presunto atteggiamento troppo passivo della squadra, nonostante i risultati, almeno in ambito nazionale, arrivassero puntuali.

Nella visione dei tifosi, ma anche della dirigenza – Paratici e Nedved per primi -, Sarri avrebbe dovuto invertire la rotta: vincere, ma al contempo divertire. Saltato Pep Guardiola, sogno di una notte di mezza estate, il filosofo del “bel gioco” a Napoli sembrava il profilo più adatto per questo compito.

Un modo di stare in campo e attaccare, che gli era valso anche l’appellativo “Sarrismo” sull’enciclopedia Treccani, mai visto, però, alla Juve. Se il problema più lampante sono i troppi gol subiti, 38 in altrettante partite, anche la fase offensiva stenta a decollare, con le 30 reti di Ronaldo che – più che merito di Sarri – sembrano una manifesta prova di superiorità del portoghese.

Ma è davvero tutta colpa dell’allenatore? L’ex Napoli e Chelsea ha sicuramente il demerito di non essersi riuscito ad adattare alla squadra né a farsi seguire nei suoi schemi dai campioni della Juve. Al netto dei tanti gol, è stato problematico soprattutto il rapporto con Cristiano Ronaldo. Sarri lo avrebbe voluto punta centrale, un’idea che non ha mai entusiasmato CR7. Non pendono dalla sua parte anche i due titoli fin qui persi, le finali di Coppa Italia e Supercoppa, entrambe alla portata della Juventus.

Le colpe della dirigenza e il mercato

La dirigenza della Juve non ha ascoltato le esigenze di Sarri sul mercato. Non è un mistero: in estate, i bianconeri hanno sfruttato occasioni, più che cercare giocatori adatti al nuovo tecnico. Si spiegano così gli arrivi a parametro zero di Aaron Ramsey e Adrien Rabiot, quando Sarri avrebbe preferito centrocampisti più dinamici.

Allo stesso, solo con le esigenze di bilancio si può giustificare lo scambio col Manchester City fra Danilo e Cancelo, terzino portoghese che aveva faticato con Allegri, ma che sembrava perfetto per il gioco offensivo e palla a terra di Sarri.

Un mercato estivo, il primo con Fabio Paratici come Chief Football Officer, figlio degli errori del passato e di un monte ingaggi ormai diventato insostenibile. Nel cercare di vendere calciatori fuori dal nuovo progetto di Sarri, come Mandzukic, Emre Can o Rugani, la dirigenza della Juventus si è dovuta scontrare con la volontà dei calciatori di rimanere, consci che non avrebbero mai trovato stipendi così alti altrove.

Un esempio? Khedira, 33 anni, percepirà 6 milioni netti l’anno fino al 2021 e, in questa stagione, è sceso in campo per meno di mille minuti fra tutte le competizioni. Con queste condizioni, diventa impossibile vendere e si è costretti a rescindere il contratto, come nel caso di Mario Mandzukic, uno dei fedelissimi di Allegri.

Vedi anche: Stipendi giocatori Juventus

Maurizio Sarri, quindi, si è trovato davanti una rosa inadatta sia al suo gioco che al 4-3-3. Il centrocampo, il vero problema della Juve fin dai tempi delle cessioni di Vidal e Pogba, è stato costruito con una serie di giocatori compassati e con pochi gol nei piedi: doppioni del ruolo e nessun calciatore dinamico, se non Rodrigo Bentancur, non a caso cresciuto molto sotto la gestione di Sarri.

In attacco, invece, con Ronaldo confinato per sua scelta sulla fascia sinistra e Dybala che interpreta la posizione da falso nueve, un Gonzalo Higuain in netta fase calante è l’unica vera prima punta della Juventus. Non va meglio sugli esterni, dove con Douglas Costa spesso ai box e Cuadrado retrocesso per esigenze a terzino, Bernardeschi rimane l’unica soluzione.

Per di più, la rosa della Juve è una delle più vecchie d’Italia, nonostante l’arrivo del 21enne de Ligt. Serve, dunque, una rivoluzione (iniziata quest’anno con i colpi Kulusevski, 20 anni, e Arthur Melo, 23 anni), che mal si concilia con la difficoltà a liberarsi degli esuberi.

Il futuro della Juve e di Sarri

Le colpe di Sarri sono innegabili: 8 sconfitte in stagione, con 2 trofei già persi, non possono e non devono essere la normalità per la Juve, in nessun caso. Altrettanto preoccupanti sono i 38 gol subiti, mai così male dai tempi bui di Gigi Del Neri, come i 18 punti persi da situazione di vantaggio.

La Juventus di Sarri non riesce a gestire le partite: lo aveva dimostrato già nel rocambolesco 4-3 contro il Napoli della seconda giornata, lo ha confermato nella sconfitta per 4-2 contro il Milan. Uno scenario che preoccupa, anche in vista del ritorno di Champions League contro il Lione, dove non incassare gol inutili sarà fondamentale per ribaltare l’1-0 dell’andata.

Vedi anche Juventus Champions calendario partite

Allo stesso tempo, però, la dirigenza della Juve ha dato in mano al tecnico una squadra che solo all’apparenza può sembrare competitiva su tutti i fronti. Fra infortuni (quello di Chiellini ha privato Sarri del capitano per tutta la stagione) e giocatori in naturale fase calante, l’allenatore ha potuto contare su pochi elementi validi, che soprattutto affiancassero Ronaldo in zona gol.

Molti rimpiangono Allegri, ma è difficile dire se “Max” avrebbe fatto meglio di un Sarri che, incrociando le dita, vincerà comunque lo scudetto con parecchi punti di vantaggio sull’Inter dell’ex Antonio Conte.

Di sicuro, tanto della stagione di Sarri passerà dal ritorno col Lione: uscire agli ottavi contro i francesi, non di certo una squadra temibile, sarebbe una delusione difficile da digerire. E che potrebbe costargli il posto.

In caso contrario, con una Champions dignitosa e lo scudetto in bacheca, difficilmente le strade del tecnico e della Juve si separeranno. Con la speranza che, stavolta, le richieste di Sarri vengano esaudite e che in campo si assista davvero a una rivoluzione: quella del “bel gioco”.

Vedi anche:

 

Related Posts

Ben tornato!