Domenico Panico: “Pomigliano, salvezza meritata. Bello vedere le bambine nelle scuole calcio!”. Intervista

Domenico Panico, allenatore del Pomigliano Women, ha parlato ai microfoni di DonneSulWeb  del futuro della squadra e, in generale, del calcio femminile italiano.

Domenico Panico ha senz’altro vissuto una stagione piuttosto ricca di emozioni: arrivato al Pomigliano femminile alla terza giornata di campionato per sostituire Manuela Tesse, è successivamente stato esonerato per poi tornare in sella a due giornate dal termine, centrando l’obiettivo salvezza nell’ultimo intensissimo derby con il Napoli donne.

La redazione sportiva di DonneSulWeb lo ha dunque raggiunto per parlare dell’ultima Serie A femminile, ma anche del futuro della squadra e del movimento, soffermandosi inoltre sulle scuole calcio femminili e sul sempre crescente numero di bambine e ragazze che si stanno avvicinando a questo sport.

Ecco dunque la nostra intervista esclusiva a Domenico Panico.

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Mister Domenico Panico con Tori DallaPeruta (Ph. Nicola Velotti per Pomigliano Calcio Femminile)

Prima stagione con una squadra di calcio femminile per Domenico Panico: che differenze ha trovato?
«Ho trovato tante differenze rispetto alle prime squadre maschili, ma la mia esperienza con le giovanili mi ha aiutato molto: l’impronta è quella, le ragazze come i giovani vogliono raggiungere obiettivi, danno sempre tutto e fanno tante domande. In quest’avventura nel calcio femminile sono rimasto impressionato dalla loro voglia di emergere e da una determinazione che forse in ambito maschile è andata un po’ scemando».

Non è stata una stagione semplice: subentrato alla terza giornata, esonerato alla quindicesima e rientrato a due turni dal termine del campionato…
«Diciamo che non ci siamo fatti mancare nulla. Parlando della mia esperienza, quando sono arrivato ho trovato una squadra in difficoltà a livello tecnico, mentale e fisico, ma abbiamo subito ottenuto risultati importanti, vincendo tanti scontri diretti e facendo un bel balzo in avanti. La squadra era in fiducia e giocava a calcio, ma poi qualche sconfitta contro alcune “big” e il successivo avvicinamento delle inseguitrici hanno portato la società a un nuovo cambio. Ho accettato la decisione, anche se ero piuttosto incredulo. Durante le ultime giornate sono infine stato richiamato con una classifica che ci dava ancora speranza, ma in una situazione complicata in quanto la squadra era reduce da risultati negativi come la sconfitta contro l’Hellas Verona Women e il pareggio contro la Lazio femminile. Avversarie erano poi la Fiorentina Women’s, una squadra fortissima e che si è ritrovata a lottare per la salvezza in modo inspiegabile, e un Napoli femminile in fiducia. Alla fine, nonostante un girone di ritorno al di sotto delle aspettative, credo che sia arrivata una salvezza comunque meritata in quanto siamo sempre stati davanti alle tre retrocesse».

Anche il campionato della squadra è stato una girandola di emozioni: qual è la partita da ricordare e quella che invece vorrebbe rigiocare?
«Per il carattere e la qualità del gioco, mi porto nel cuore la sfida contro la Lazio femminile (vinta per 1-2 in rimonta, ndr): nel primo tempo eravamo in svantaggio, poi abbiamo pareggiato e, nonostante un’espulsione, abbiamo portato a casa la vittoria. Vorrei invece rigiocare la sfida persa contro la Juventus Women (5-0 per le bianconere, ndr), non tanto per il risultato finale quanto perché l’abbiamo approcciata male dal punto di vista caratteriale, facendo una brutta figura».

La salvezza è arrivata all’ultima giornata, peraltro in un derby: ci racconta come avete vissuto Napoli-Pomigliano?
«Durante la settimana precedente alla gara abbiamo lavorato molto bene, anche perché la società non ci ha messo pressioni di alcun tipo e le ragazze ne hanno risentito positivamente. Sapevamo che, se non avessimo battuto la Fiorentina Women’s, tutto sarebbe passato per il derby. Negli scontri diretti comunque avevamo sempre fatto bene, quindi avevamo la consapevolezza di potercela giocare alla pari. Dopo lo svantaggio, le ragazze sono rimaste tranquille e convinte di poter rimontare, come poi è effettivamente acaduto: nel secondo tempo abbiamo segnato tre reti, tutte peraltro di ottima fattura. È stato un successo meritato».

Giocatrici esperte, ma anche giovani come DellaPeruta che si sono messe in mostra: il giusto mix per la salvezza?
«Credo proprio di sì. Il direttore e il presidente hanno fatto grandissimo lavoro e sin dal principio credevo che con questa rosa avremmo potuto salvarci. C’era la giusta miscela: avevamo giocatrici dal passato internazionale, altre che hanno fatto tanta gavetta nelle serie inferiori e giovani molto interessanti. Se non ci fossero state tutte le particolari vicissitudini che abbiamo vissuto, probabilmente avremmo potuto raggiungere l’obiettivo molto prima».

Il Pomigliano ha puntato molto anche su innesti stranieri: quanto le ragazze provenienti dall’estero possono aiutare il movimento italiano?
«Le ragazze che vengono da campionati come quello australiano, svedese o inglese hanno un’altra mentalità, più “professionale”. In quei Paesi hanno cominciato prima a sviluppare il calcio femminile, quindi è normale. Le nostre ragazze comunque stanno facendo enormi passi in avanti e il gap si sta notevolmente riducendo. Merito anche del grande lavoro della CT Bertolini con la Nazionale Italiana di calcio femminile».

La prossima stagione la Serie A femminile sarà professionistica: grande traguardo, ma forse non è tutto oro quello che luccica…
«Ci saranno sicuramente alcuni problemi, soprattutto di natura economica, ma sono cose al di fuori del mio campo di competenza. Parlando dell’aspetto tecnico, ovviamente il livello salirà perché molte straniere di qualità saranno più propense a giocare in un campionato professionistico. Tante ragazze oggi in Serie A femminile potrebbero poi scendere di categoria, permettendo anche alla Serie B di divenire più competitiva».

In queste ultime settimane si è parlato di una possibile cessione del titolo del Pomigliano femminile alla Lazio: a prescindere dalle voci, è possibile per una squadra non “legata” a una società maschile sostenere il professionismo?
«È sicuramente molto complicato e noi, anche senza professionismo, l’abbiamo notato già quest’anno. Per fare un esempio, il Verona femminile pur essendo retrocesso aveva un’organizzazione pazzesca, quando si muovevano erano in tanti. Era come se si spostasse tutto l’Hellas, non solo le ragazze. Noi non abbiamo una squadra di riferimento nel mondo del calcio maschile professionistico e quindi il presidente dovrebbe sostenere costi molto elevati. Ci sta che stia prendendo del tempo per fare le proprie riflessioni, anche se so che la sua intenzione sarebbe quella di continuare in Serie A, come dimostra il fatto che stia cercando sponsor. Il suo è un progetto ambizioso, farà di tutto per iscrivere il Pomigliano femminile e per fare bella figura».

DonneSulWeb da anni si occupa di seguire il calcio femminile, ma secondo lei c’è qualcos’altro che la stampa potrebbe fare per “spingere” il movimento?
«Credo che se ne debba parlare sempre di più, soprattutto sui quotidiani nazionali. I trafiletti minuscoli che vedo non bastano, già una pagina simile a quella solitamente dedicata alla Serie C potrebbe essere un inizio. La stampa ha una grande occasione, ma sono comunque tanti i fattori che possono aiutare a portare un maggior afflusso di pubblico allo stadio: in Italia non ho mai visto tanta gente alle partite di calcio femminile, forse solo a Roma, quindi serve che tutti facciano qualcosa in più. Parlo anche a livello di organizzazione, non solo di comunicazione. Queste ragazze, che per anni hanno giocato anche gratis o quasi, se lo meritano per tutta la dedizione che ci hanno messo e che ci mettono. Vorrei poi aggiungere una cosa…».

Dica pure, mister Panico…
«Sono felice di vedere che ovunque stiano nascendo tante scuole calcio femminili, soprattutto al Sud. Fino a qualche anno fa era impensabile che i genitori portassero le figlie a giocare a calcio, era uno sport “per maschi”, ma per fortuna le barriere stanno crollando. Qui a Pomigliano abbiamo già un centinaio di ragazze nel settore giovanile e spero siano sempre di più»

Chiudiamo con l’Europeo femminile: come vede l’Italia nel torneo che si aprirà il prossimo luglio? I segnali sono incoraggianti…
«L’Italia è forte, un’autentica mina vagante che può mettere in difficoltà chiunque. Ho avuto il piacere di conoscere la CT Bertolini e le ho fatto i complimenti per la partita contro la Svizzera, una gara perfetta a livello tattico e al termine della quale l’Italia avrebbe meritato di chiudere con un successo più ampio. Attorno al gruppo storico sta crescendo una grande Nazionale femminile, così come di pari passo sta crescendo la Serie A. Credo che l’Italia possa disputare un grande Europeo e togliersi diverse soddisfazioni».

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