Inni di calcio: la Top 5 degli inni sportivi più famosi

Inni di calcio e di sport: la classifica degli inni sportivi e delle canzoni sul calcio più amate in assoluto

Inni di calcio – La moda di creare un brano che fosse colonna sonora di un grande evento sportivo nacque con negli anni ’80. Strategie di marketing e commerciali: ma anche il desiderio di diffondere un messaggio trasversale. E niente come la musica sa essere trasversale per qualsiasi cultura, a qualunque latitudine. E così se “Reach Out” di Giorgio Moroder è considerato il primo vero inno di un evento sportivo (Olimpiadi di Los Angeles 1984), molti altri ne sono seguiti ottenendo un enorme successo. Come “Barcelona” cantato da Montserrat Caballet e Freddy Mercury per le Olimpiadi del 1992.

Freddy Mercury Montserrat Cabaret

Inni di calcio le canzoni più famose

“Un’estate italiana” – Edoardo Bennato e Gianna Nannini

Partiamo da qualcosa di molto italiano: i Mondiali di calcio di Italia ’90 sono quelli delle ‘notti magiche’, brano cantato da Edoardo Bennato e Gianna Nannini che all’epoca erano all’apice del loro successo. Due rockstar italiane per un brano di respiro internazionali che tutti continuano a chiamare ‘Notti Magiche’… anche se in realtà si intitola “Un’estate italiana”. La canzone fu tradotta in inglese e spagnolo e venne scritta – anche questa – dal grande Giorgio Moroder.

Vedi anche: Canzoni italiane anni 80, le più belle e famose

“Força” – Nelly Furtado

L’Europeo 2004 fu ospitato dal Portogallo: e a sorpresa, contro ogni pronostico vinse la Grecia contro i padroni di casa di un giovanissimo Cristiano Ronaldo. L’Italia uscì al primo turno dopo il vergognoso biscottone tra Svezia e Danimarca. Una delle poche cose che i tifosi italiani ricordano volentieri di quella edizione dell’Europeo fu la canzone “Força”, interpretata dalla splendida Nelly Furtado, cantante americana di origine portoghese. Nel video, bellissimo, un ragazzino incastra un pallone troppo in alto, sul motore di un condizionatore. Decine di persone arriveranno a costruire una piramide umana per farglielo riprendere.

“Three Lions” – The Lightning Seeds

Quando la UEFA assegnò l’Europeo del 1996 all’Inghilterra l’entusiasmo nel paese che il calcio lo ha inventato e creato fu enorme. Una vera e propria ondata di entusiasmo e di orgoglio nazionale che portò alla realizzazione di un brano che rimase storico, e che ancora oggi è considerato l’inno non ufficiale della nazionale inglese. Uno degli inni sportivi calcistici più famosi in assoluto.

Si intitola “Three Lions”, il riferimento è ai tre leoni che campeggiano nel simbolo della Football Association inglese. Il brano venne composto dai The Lightning Seeds e interpretato dagli attori David Baddiel e Frank Skinner. Il ritornello ripete più volte la frase “Football is coming home”, il calcio torna a casa. Un refrain che è tornato d’attualità in questi giorni perché Wembley ospiterà tutte le gare dell’Inghilterra e la finale di Euro 2020.

“La Copa de la Vida” – Ricky Martin

Il Mondiale del 1998 fu ospitato dalla Francia. Italia eliminata ai rigori dai padroni di casa che poi avrebbero vinto il loro secondo titolo mondiale a St.Denis contro il Brasile di Ronaldo. L’Inno di quell’edizione della rassegna diventa un caso diplomatico: perché Michel Platini, capo dell’organizzazione, si rifiutò di commissionare il brano a una delle tante superstar francesi della canzone. Ne nacque un vero e proprio caso nazionale.

Platini si rivolse a Ricky Martin: il brano, composto dal grandissimo Desmond Child, diventa un successo mondiale straordinario, forse l’inno di un evento sportivo più popolare mai composto. Del brano esistono undici versioni ma la più famosa è quella in cui Ricky Martin canta in Spanglish, con alcune frasi in inglese e altre in spagnolo. Il ritornello è tema conduttore in migliaia di stadi ancora oggi.

 

“Waka Waka” – Shakira

Del disgraziatissimo Mondiale in Sudafrica (2010) quando l’Italia si presentava da campione in carica per uscire miseramente al primo turno, ci si ricordano due cose: il terribile suono delle vuvuzela, le irritanti trombette di plastica vendute a milioni in tutto il mondo, e Waka Waka, la canzone portata al successo da Shakira. Cosa c’entrasse una cantante colombiana con un mondiale di calcio in Sudafrica e un testo un po’ inglese e un po’ in swahili non si è mai capito. Ma la canzone piaceva a tutti e Shakira si inventò un ballo che diventò immediatamente virale. Così come la canzone, un vero e proprio tormentone estivo.

Waka Waka, che in swahili è un’esortazione difficile da tradurre, significa “fai quel che devi”, in realtà non è un brano originale. Ma una canzone scritta nel 1986 dai Golden Sounds, un gruppo del Camerun che suonava makossa, una samba africana travolgente e di enorme successo. La canzone si chiamava “Zamina mina”, altra parola intraducibile che potrebbe significare… “vieni anche tu”.

“We are the People” – Bono, The Edge & Martin Garrix

Scritto dal produttore e DJ olandese Martin Garrix, “We are the People” è l’inno ufficiale dell’Euro 2020 rinviato a questa estate a causa della pandemia. La musica, scritta da Garrix, è stata completata dal chitarrista degli U2 con una armonizzazione molto particolare che porta il timbro inconfondibile della rock band irlandese.

Il testo è un vero inno alla gioia e alla partecipazione scritto da Bono Vox, parole di grande intensità con le quali si chiede alle persone di essere ospiti e padroni di casa e di riappropriarsi delle proprie radici. Il calcio diventa una metafora.

Vedi anche: Inno Euro 2020 con Bono e The Edge degli U2: testo e significato

Dopo il covid e i drammi degli ultimi anni, gli attentati che hanno insanguinato molte città, il rogo di Notre Dame, la gente deve riaprirsi al mondo e tornare a essere protagonista.

Difficile dire se di un inno prodotto e composto per un evento sportivo si ricordino più le vendite o quello che rappresenta. A volte a brani di enorme successo corrispondono anche atroci delusioni sportive, proprio come nel caso delle ‘notti magiche’ del 1990 quando l’Italia venne eliminata in semifinale dall’Argentina di Maradona e Caniggia.

Di sicuro alcuni brani composti per fare da colonna sonora a grandi eventi di sport e di calcio sono rimasti nell’immaginario collettivo come splendide canzoni pop. E altre che non volevano essere canzoni legate al mondo sportivo, lo sono diventate loro malgrado… come la leggendaria “We are the Champions” dei Queen.

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