Canzoni per quando ci si lascia. La playlist da ascoltare

Le canzoni da ascoltare quando ci si lascia. L’amore, si sa, è eterno finchè dura. Ecco la playlist per tutti i gusti con le canzoni da sentire in quei momenti…

La musica è la cosa più catartica che ci sia: per questa ragione esistono probabilmente migliaia di canzoni da ascoltare quando ti lasciano, o quando tu decidi di troncare un rapporto o, in un modo o nell’altro, la relazione si interrompe.

Probabilmente la canzone d’amore in tutti i tempi e a tutte le latitudini conta un terzo di brani dedicati agli innamorati felici, e tutto il resto ai cuori spezzati.

Quando sei felice, infatti, non provi quel certo bisogno di chiuderti in casa per qualche giorno con le cuffie isolanti, o magari il fruscio del vinile, ad abbrutirti consapevolmente nel plaid e piangerci su, fino a quando torni capace di rimetterti in piedi e uscire nel mondo.

Canzoni da ascoltare quando ti lasciano, la playlist

Molti brani sono dei classici strappalacrime praticamente scontati, da All by myself di Céline Dion alla splendida e atrocemente triste Canzone dell’amore perduto di De André, che di canzoni d’amore, anche tristi, ne ha scritte tante.

Ma se sei un ascoltatore esigente non ti accontenterai delle scelte più ovvie, quelle che già gli algoritmi di Youtube e Spotify iniziano a suggerirti alla terza sad song che riproduci.

Forse vuoi qualcosa che non hai ancora ascoltato, o a cui non avresti pensato, alla spasmodica ricerca del testo e della melodia perfetti per centrare il tuo caso, il tuo esatto stato d’animo.

Abbiamo raccolto per te, oltre a qualche riferimento imperdibile, una lista di canzoni per quando ci si lascia forse un po’ meno note, ma secondo noi molto efficaci per curare il mal d’amore.

Canzoni tristi per amori finiti

1) Per quando finisce l’amore, e non riesci a digerirlo

In tema di canzoni per quando finisce un amore, ma non uno qualsiasi, il Grande amore, quello che non avrà mai l’uguale, la capolista assoluta è Black dei Pearl Jam.

La vociona di Eddie Vedder non fa sconti chiedendosi: un giorno sarai la stella nel cielo di qualcuno, ma perché (accidenti, perché diavolo) non nel mio? «All the love gone bad / turned my world to black».

Nello stesso mood di incredula sorpresa viaggia la straziante Against all odds di Phil Collins: «How can you just walk away from me?». Come diamine è possibile?

«How can it feel this wrong?» fanno eco i Portishead in Roads, un testo bruciante che può adattarsi a diverse situazioni, e aderire perfettamente a questa, mentre gli accordi ti feriscono fino al cuore del problema.

Probabilmente il fondo lo tocca Steven Wilson in Drive home, una melodia avara di speranza da maneggiare con cautela.

Più calda e dolce, conosciutissima, Ain’t No Sunshine (When She’s Gone) di Bill Withers.

2) Ti lascia per stare con qualcun altro. Per la vita

Cheers darling di Damien Rice, verosimilmente uno dei brani più tristi della storia della musica, si adatta a una situazione molto specifica: l’ami da una vita, probabilmente nemmeno lo ha capito, e adesso sta sposando qualcun altro. E tu ti senti un idiota. No, un idiota completamente disperato.

È per livelli di catarsi estremi, da somministrare eventualmente in associazione a Back to black di Amy Winehouse (interprete fra l’altro anche di Love is a losing game, il titolo parla da sé), altro caposaldo della disperazione amorosa.

Sul fronte della canzone d’autore italiana, pietra miliare per l’amore sprecato, restituito al mittente, è Quale allegria del mitico Lucio Dalla.

3) Per quando l’ami ancora (forse)

Si sa che è difficile arrendersi a un amore finito e questa caparbietà qualche volta paga, qualche volta no. A chi è nella fase della tenacia anche contro ogni evidenza suggeriamo di ascoltare White flag di Dido: «There will be no white flag above my door / I’m in love and always will be». «Stacce», aggiungerebbe qualcuno.

Se in fondo ami ancora la persona con cui hai rotto, raffinatissima sul tema è anche Bad girl di Devendra Banhart: «I ain’t waiting / But I’m still holding on».

4) È finita, e pensi di meritartelo

Quando le cose non hanno funzionato con qualcuno a cui tenevi, potresti assumere l’atteggiamento disfattista “lo so che sono uno schifo” e “tutto sommato starai meglio senza di me”.

Sappi di essere se non altro in buona compagnia: in Don’t forget me il tenebroso Mark Lanegan mormora “I know that there’s somebody new / much better than me” nell’augurare quello che in italiano suona come (l’odioso) “buona vita”.

Ci va giù ancora più pesante Thom Yorke: a qualunque età si può ancora ascoltarlo urlare «I’m a creep, I’m a weirdo / What the hell am I doing here?» nella celeberrima (e in realtà ben più complessa di significati) Creep.

5) Canzoni per quando rivedi la tua ex/il tuo ex

Anche dopo molti anni avere un contatto con qualcuno che hai amato e perduto può essere difficile. Il brano perfetto in questo caso è Diamonds and rust di Joan Baez, terapeutica al massimo grado.

Tear degli Smashing Pumpkins nutre invece la malinconia con suoni distorti démodé e va bene per tutte le situazioni di separazione e rimpianto: «Where is your heart? Where is your heart gone to?».

Tom Waits, specialista in questo genere di ambientazioni, non si riconosce più nei Blue Valentines che continua a ricevere da una donna di una vita fa. E forse un po’ se ne vergogna.

La consapevolezza della distanza dal passato ha in ogni caso sempre mille sfaccettature, come lo stile di Gotye che ne parla in Somebody that I used to know.

6) Speravi fosse amore, invece era friendzone

Paolo Nutini ha una voce graffiante e bluesy, e la usa in One day per ricordarti che se una rondine non fa primavera un bacio non fa una fidanzata: «You ask me to remember / a kiss is but a kiss», scusa ma ti vedo più come amico. Consigliatissima la più intima versione unplugged:

Per certi versi affine, nel sound soprattutto, I can’t go on without you dei Kaleo: «’Cause nothing hurts like a woman can».

6) Riservato ai jazzofili

Non ci sono solo le “canzonette”. Se ami il jazz classico pesca a piene mani negli standard più strappacuore, da Autumn leaves a I’m a fool to want you, da Almost blue a You don’t know what love is, quest’ultima preferibilmente interpretata dalla grandissima Billie Holiday, eccola:

Se poi sai anche suonare, puoi passarci settimane intere.

Canzoni per sentirti più forte dopo una relazione finita

1) Canzoni allegre per riprendersi

Canzoni per quando finisce un amore, ma vuoi riprenderti. Infatti le canzoni quando ci si lascia non devono per forza sostenere le emozioni tristi.  Servono anche a dare la carica, sbloccare la voglia di rinascere e divertirsi.

Intramontabile e imprescindibile, non ha bisogno di presentazioni: è I will survive di Gloria Gaynor (per intenditori la adorabile cover fatta dai Cake).

A contraltare tutto italiano candidiamo la spassosa La vita com’è di Max Gazzè, il quale ripulisce il suo salotto «dall’orribile ricordo rimasto di te».

2) Canzoni per esprimere la rabbia dopo un amore finito male

Se il tuo stato d’animo vira sui toni dell’ira, che tu abbia ragione o torto ti sarà di aiuto lasciar fluire la rabbia rivolgendoti a pezzi storici come You oughta know di Alanis Morissette o Turning tables di Adele.

Se preferisci identificarti in una voce maschile ripesca Cry me a river di Justin Timberlake, un buon pop adatto per chi è stato tradito e deluso.

3) Da ascoltare quando hai realizzato che non funziona più

Il primo punto per riprendere in mano la propria vita dopo una relazione che si è sciupata non è forse la consapevolezza che il gioco è stato bello, ma non ha più terreno per continuare?

Se sei in questa fase di presa di coscienza ti segnaliamo la struggente amarezza di Goodbye kiss, apprezzatissimo singolo dei Kasabian.

In versione femminile va citata Me voy di Julieta Venegas: l’idea di base è che meriti di meglio.

Impossibile poi non nominare Bob Dylan almeno una volta, per esempio con Don’t think twice, crudele e leggera a un tempo, per chi non vuol più perderne, di tempo.

Corrosiva come molti suoi brani è Something has changed di Michelle Gurevic, artista poco nota in Italia che sembra non credere nell’amore durevole: «Something has changed in me / And here I go / On the road again».

4) Si sta meglio soli (forse)

Un tantino disfattista, ma con un lato autoironico, è Circle di Edie Brickell & New Bohemians, secondo cui tutto sommato è più semplice cavarsela da soli: «Being alone is the best way to be».

La canta in toni più accorati Césaria Évora in Ausencia (composta da Goran Bregović e comunemente sottotitolata Inno alla solitudine).

Ambigua ma a suo modo catartica è Love interruption dell’eclettico Jack White, che in fin dei conti dà una visione dell’amore inquietante abbastanza da farti guardare la singletudine con sollievo (e in questo eredita, scartando parte dell’animosa cupezza, il tema di I let love in di Nick Cave).

Vagamente straniante, interpretabile in vari modi, un’altra composizione sul senso di solitudine (nel bene o nel male?) viene dai Wilco e si chiama How to fight loneliness.

Il giusto mezzo lo offre George Harrison con All things must pass, che recita: «It’s not always going / To be this grey / All things must pass away».

5) Imparare dall’esperienza

L’amore ti ha scottato, la storia è finita, ma qualcosa di certo hai imparato e potrai farne tesoro. Come Madonna in Live to tell, per esempio.

O come Francesco di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso nella eccezionale, indimenticabile Qualcosa che rimane: «Vedrai le storie non ritornano / ma succedono una volta / che cos’erano poi invece non sono state mai / e quello che rimane che non finisce mai».

Canzoni per quando ci si lascia: in conclusione…

«Rude are the tongues of love / That speak of mercy for us all / And leave us only with a song» (Madrugada, Only when you’re gone). Ovvero, a volte l’amore non ci lascia altro che canzoni.

Cerchiamo le nostre speciali canzoni per quando finisce un amore, assaporiamole fino in fondo e facciamocene scudo, ogni volta che serve!

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