Quante tasse si pagano sulla pensione in Italia nel 2026. Elenco imposte sulle pensioni lorde e come funzionano.
Le tasse sulla pensione diminuiscono l’importo ricevuto dai pensionati ogni mese. Fra addizionali di enti locali, Irpef e detrazioni varie, a volte il netto è molto più basso rispetto al lordo. Per questo proviamo a fare chiarezza su quante sono le tasse sulle pensioni. Precisando subito che parliamo solo di imposte applicate direttamente sull’assegno pensionistico, in base alle dichiarazioni dei redditi.

Quali sono le trattenute sulla pensione?
Per i pensionati l’Inps agisce da sostituto d’imposta, ossia applica direttamente sulla pensione le trattenute, relative alle tasse da pagare. In altre parole toglie dal lordo della pensione le somme dovute al fisco, ottenendo il netto.
Le trattenute applicate sugli assegni pensionistici sono 3:
- L’Irpef nazionale (che rappresenta la parte più grande)
- L’addizionale Irpef regionale e comunale
- Eventuali detrazioni.
Approfondiamole qui di seguito una per volta.
Tassazione Irpef pensioni: aliquote 2026
L’Irpef è la trattenuta che prevede un’aliquota da applicare per scaglioni, in base al reddito del pensionato. In altre parole: più alto è il reddito maggiore è l’aliquota, che si traduce in tasse da pagare.
Con la riforma fiscale del governo Meloni la tassazione delle pensione è cambiata. Ecco quali sono le aliquote Irpef applicate sulle pensioni in base al reddito percepito, secondo la tabella qui riportata con dati Inps.

Perché si paga l’Irpef sulle pensioni?
Anche in pensione si pagano le tasse, perché si tratta a tutti gli effetti di un reddito. Non è una rendita concessa dallo Stato, ma frutto di anni di lavoro e contributi versati. Dal punto di vista fiscale, viene trattata come qualsiasi altro reddito (da lavoro o di altra natura). Per questo si possono notare tasse sulla pensione ogni volta che si guarda il cedolino.
Quanto si paga di tasse sulla pensione? Esempio
Se ad esempio hai 18.000 euro di reddito, hai una tassazione Irpef del 23%, ovvero 4.140 euro. Pagherai questa non in un’unica soluzione, ma spalmata su 13 mensilità. A redditi più alti corrispondono invece tassazioni più elevate.
Tuttavia bisogna precisare che i pensionati con meno di 8.500 euro di reddito rientrano nella no tax area, indipendentemente dall’età. In questi casi, come per la pensione sociale, le ritenute irpef non vengono applicate.
Quanto si risparmia con la nuova Irpef?
Attualmente le aliquote sono 3 con un risparmio per le fasce di reddito intermedie. In particolare per i redditi compresi fra 28.000 e 50.000 euro c’è una diminuzione delle tasse da pagare sulla pensione di 2 punti percentuali.
Questo significa un importo netto dell’assegno pensionistico più alto per determinate categorie di pensionati. Mentre per altre fasce di reddito nulla è cambiato. Tuttavia sull’aumento delle pensioni pesa anche la rivalutazione degli assegni.
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Addizionali regionali e comunali sulle pensioni
Oltre all’Irpef, anche le addizionali regionali e comunali incidono sulla somma finale erogata ai pensionati. L’ammontare di queste tasse sulla pensione dipendono dalla residenza del pensionato. Infatti, ogni regione e comune decide gli importi da versare, entro i limiti fissati dalla legge.
Ad esempio il comune di Milano prevede un’aliquota unica dello 0,8% (con esenzione per i redditi inferiori a 23.000 € ai fini Irpef, a cui non si applica l’addizionale). Mentre quella della regione Lombardia è compresa fra l’1,23% e l’1,73%, da pagare in misura crescente rispetto al reddito.
Gli addizionali influiscono sul netto che si riceve sull’assegno pensionistico Inps. Ma se vuoi trovare quello previsto dal tuo comune o regione, puoi farlo direttamente dal sito ufficiale del Mef dove basta selezionare il territorio che ti interessa.
Quali sono le detrazioni sulle pensioni
Per calcolare il netto della pensione erogata bisogna considerare anche le detrazioni di imposta. Si tratta di una somma che può aumentare il netto percepito, se inferiore a 55.000 euro. Il suo importo si calcola quando si presenta il 730. Un esempio di detrazione, è quella per carichi familiari (per chi ha familiari il cui reddito non supera i 2.840,51 euro annui lordi).
Il pensionato è tenuto a richiederle e inserirle nella dichiarazione, per permettere il giusto calcolo del regime fiscale da applicare. Inoltre, deve segnalare eventuali variazioni durante l’anno. Attenzione perché i cambiamenti non comunicati potrebbero far perdere il diritto alla detrazione. In tal caso l’Inps recupera quanto dovuto con l’accredito delle pensioni successive.
Abbiamo visto quali sono le tasse sulla pensione nel 2026. In breve: l’assegno lordo diminuisce per Irpef e addizionali regionali e comunali, ma può essere reintegrato dalle detrazioni. L’Inps effettua le trattenute e paga il netto al pensionato ogni mese. Questa la situazione attuale, in attesa di sapere se la nuova riforma fiscale della Meloni abbasserà la tassazione sulle pensioni oppure no.
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Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web