I 10 film sportivi più belli da vedere

10 film assolutamente imperdibili dedicati al mondo dello sport.

FILM SPORTIVI. Lo sport e il cinema rappresentano un legame straordinario che spesso è di mutuo sostegno. Grandi personalità sportive che si sono prestate con successo al cinema, storie che sono diventate trame di grande intensità.

Il cinema dal canto suo sta offrendo popolarità trasversale non solo a discipline sportive poco conosciute dal pubblico cinematografico ma anche a storie che senza il grande schermo potevano anche finire nel dimenticatoio.

Ecco dieci film da vedere, non necessariamente in ordine di importanza, che non possono mancare nella playlist degli appassionati di sport e di cinema.

Film sportivi: i più belli e famosi da vedere e rivedere

Fuga per la vittoria

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Un classico straordinario. Ispirato a una storia vera. Anche se la sceneggiatura del film diretto nel 1981 da John Houston era un autentico capolavoro narrativo. Un gruppo di prigionieri progetta un’avventurosa fuga nel bel mezzo di una storica partita di calcio tra i campioni europei alleati, tutti prigionieri dei tedeschi, e alcuni ufficiali nazisti che facevano parte del Mannschaft, la squadra nazionale tedesca. La partita viene organizzata allo Stadio Colombes, a Parigi, e si conclude con un clamoroso pareggio dopo una storica rimonta degli Alleati, con Stallone che para un rigore. La perla è il gol del pareggio, firmata con una straordinaria rovesciata da Pelé, uno dei tanti calciatori professionisti coinvolti nel film. Tra gli altri l’argentino Ardiles, l’inglese Bobby Moore e il polacco Deyna. Il film è una delle pellicole sportive più amate di sempre.

La Leggenda di Bagger Vance

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Film diretto nel 2000 da Robert Redford. Un grande campione di golf, Runnulph Junuh, torna a casa reduce dalla devastante esperienza della prima guerra mondiale e perde se stesso oltre al suo swing, il colpo in rotazione che caratterizza tutti i grandi campioni. Un torneo di esibizione con altri due grandi campioni, Bobby Jones e Walter Hagen (due fuoriclasse che realmente hanno fatto parte della storia del golf) sarà la sua grande occasione di riscatto. Con il quale ritroverà anche l’amore della sua fidanzata, lasciata per la Guerra (Charlize Theron).

Bagger Vance è il suo caddie, interpretato da Will Smith. Arrivato a dargli una mano e qualche consiglio in cambio di pochi spiccioli e un paio di scarpe usate, Bagger Vance è una figura allegorica, una sorta di angelo, inviato sul campo da golf a rimettere il capitano Junuh sulla giusta strada. Film delicatissimo che ottenne scarso successo ai botteghini, una meravigliosa chiave di lettura sul golf come sport in grado di dare senso ed equilibrio alla vita.

Gioco d’amore

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“Gioco d’Amore” (“For love of the Game” è quello originale) è il titolo italiano di una splendido film diretto nel 1999 da Sam Raimi che ha per protagonista Kevin Costner. Un film sul baseball del quale Billy Chapel è un interprete straordinario. Chapel (Costner) è un lanciatore ormai a fine carriera, indeciso sul da farsi e su quale direzione dare alla propria vita. Gioca nei Detroit Tigers e sa già che verrà ceduto. In una partita di fine stagione riflette sul suo rapporto con la fidanzata Jane (Kelly Preston) e su quello che è il vero valore della vita e non solo del suo sport, schiacciato tra viaggi, trasferte, allenamenti e partite estenuanti.

Chapel farà il suo capolavoro, una partita perfetta, senza subire una sola battuta valida, al termine della quale deciderà di privilegiare la vita reale al baseball. Il film è ispirato dal libro “For love of the game” di Michael Shahara. Kevin Costner, grande appassionato di sport, coinvolto nel progetto anche come produttore, si conferma uno straordinario intenditore di soggetti sportivi.

Rush

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Il film, diretto da Ron Howard e scritto da Peter Morgan, riassume in chiave biografica una delle più grandi rivalità di tutti i tempi: quella che caratterizzò il mondiale di Formula 1 nella stagione del 1976 tra James Hunt, pilota inglese della McLaren e Niki Lauda, formidabile campione austriaco della Ferrari. Il film è una lunga introspezione psicologica tra due personaggi completamente diversi, agli antipodi. Lauda, un perfezionista maniacale che vive solo per la pista e le macchine, e Hunt, un dongiovanni senza scrupoli che antepone a tutto le donne e il divertimento.

La storia è nota: Lauda, vittima di un drammatico incidente al Nurburgring, tornerà a correre pur perdendo quel mondiale a vantaggio di James Hunt. Per l’inglese sarà l’unico titolo di una carriera brevissima. Una storia straordinaria e molto realistica alla quale non bisogna aggiungere molti elementi narrativi tanta è la sua consistenza. Splendida la prova di Chris Hemsworth (“Thor”) nei panni di Hunt e quella dell’attore austriaco Daniel Brühl, un Niki Lauda semplicemente perfetto.

Borg vs McEnroe


Sulla falsariga di “Rush” ecco nel 2017 la ricostruzione della non meno straordinaria rivalità tra Bjorn Borg e John McEnroe, film di Janis Metz Pedersen che racconta l’ossessivo desiderio di vittoria dell’americano nei confronti di Borg, considerato il campione più forte di sempre. Il film ricostruisce il periodo storico tra il 1978 ed il 1981: Borg e McEnroe con sette vittorie a testa arrivano a giocarsi la supremazia mondiale. Quello che appassiona il pubblico, proprio come per Lauda e Hunt, è una rivalità soprattutto umana tra due caratteri opposti. Una sfida che rivive grazie anche a due attori meravigliosi come Sverrir Gudnason (Borg) e Shia LaBeouf (McEnroe). Un film che piace anche a chi di tennis non capisce e non conosce nulla per il suo crescendo narrativo che porterà alla parabola discendente di Borg e che culminerà con la solida amicizia con il suo grande rivale. Che dura tuttora…

Rocky

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Con la sua lunghissima saga, “Rocky” è inevitabilmente uno dei film sportivi più amati di sempre. L’intuizione di Sylvester Stallone fu proprio quella di puntare su un personaggio di fantasia ma estremamente verosimile e del tutto ritagliato sulle sue caratteristiche. Un pugile di origine italiana, una persona di umili origini, quasi un diseredato destinato a fare grandi cose solo sulla base della propria feroce determinazione. Nel corso dei vari episodi Rocky arriverà a sfiorare e poi vincere il titolo mondiale, confermandosi a grandissimi livelli nonostante gli infortuni, i lutti e il tempo che passa. Per poi realizzarsi come allenatore trovando il suo erede ideale. Pur con tutti i limiti derivati dal fatto che una saga così lunga finisce anche per esaurire il suo personaggio, Rocky è indiscutibilmente uno dei miti della cinematografia sportiva.

Il lato cieco

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“The Blind Side”, tradotto letteralmente in lingua italiana e diretto nel 2009 da John Lee Hancock, autore anche della sceneggiatura, è la storia (vera) di un fuoriclasse del football americano, il difensore Michael Oher. Oher, figlio di una madre tossicodipendente e alcolizzata e di un padre pregiudicato, arriva fino alla NFL dopo essere accettato alla Mississippi University nonostante limiti umani e culturali immensi. Tutto per merito dell’amore di una madre adottiva, interpretata da Sandra Bullock che per questo ruolo ha anche vinto un Oscar. La storia è davvero straordinaria: un ragazzo così povero da non avere nemmeno un solo vestito di ricambio. Così ignorante da sfiorare il ritardo per scarso quoziente intellettivo: la storia di Michael Oher è un vero e proprio simbolo del sogno americano legato allo sport e il film illustra perfettamente il delicato meccanismo di accesso allo sport negli USA tra scuole e università.

Million Dollar Baby

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Bella e drammatica storia dedicate al pugilato femminile che ha per protagonisti Clint Eastwood (regista della pellicola) nei panni di un allenatore anziano e disilluso, e una giovanissima e splendida Hilary Swank. Lei è Maggie Fitzgerald, un’atleta autenticamente appassionata di boxe pronta a tutto pur di costruirsi una carriera nel pugilato professionistico. Sarà lei a convincere l’allenatore a seguirla, passo dopo passo, nel conseguimento del suo sogno, fino a raggiungere il successo e il consenso del pubblico. Un sogno che purtroppo avrà esiti drammatici. Un film che racconta la grande sofferenza e determinazione di chi dalle piccole palestre e dal degrado delle metropoli fa di tutto pur di costruirsi una carriera dignitosa. Sicuramente uno dei film sportivi più belli e famosi di sempre, ma anche un grande dramma.

The Wrestler

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Diretto dal discusso regista e produttore americano Darren Aronofski (“Il Cigno Nero”), “The Wrestler” è un realistico spaccato dedicato al mondo del wrestling professionistico. Il protagonista, Golden Globe per il suo ruolo, mai così vicino anche all’Oscar, è Mickey Rourke. Una parte che sembra ritagliata sulle spalle di un attore che in passato ha tentato anche la carriera pugilistica e che come il protagonista del film ha spesso attraversato momenti drammatici.

Randy “The Ram” Robinson è un wrestler indipendente che cerca di sopravvivere tra acciacchi e problemi economici tra match in piccole federazioni nel tentativo di recuperare il suo rapporto con la figlia. Il sogno di tornare un grande protagonista del wrestling è l’unica ossessione di Randy, incapace di adattarsi a una vita normale, al di fuori del ring. “Questo è l’unico posto dove non mi faccio del male” dice Randy alla sua amica Pam (Marisa Tomei) prima di salire per un’ultima volta sul ring, con conseguenze – purtroppo – fatali. Autentico capolavoro…

Invictus

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In “Invictus”, ancora una volta di Clint Eastwood, lo sport è il protagonista marginale di una vicenda storica di portata ben più ampia. Si parla del primo, storico, titolo mondiale di rugby vinto da un Sud Africa dopo che Nelson Mandela – liberato dal carcere – era stato eletto alla presidenza di un paese alla ricerca di se stesso. É il 1995, siamo appena cinque anni dopo la liberazione di Mandela, avvenuta nel 1990 in un mondo che sta rapidamente evolvendo dopo il crollo del blocco sovietico e del Muro di Berlino. Il Sud Africa affronta il suo lentissimo cammino di consapevolezza in un clima di sofferta convivenza civile: sullo sfondo il presidente Mandela (Morgan Freeman) e il capitano della nazionale sudafricana Pienaar (uno straordinario Matt Damon)  gli danno una spinta. Il campo e l’insperata vittoria in finale contro gli All Blacks faranno il resto.

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