Pensioni 2022. Quanti anni di contributi servono per andare in pensione

Pensioni 2022: dal fondo per superare quota 100, alle pensioni donne. Ecco quanti contributi servono per la pensione anticipata. Ipotesi e ultime news.

Entro il 31 dicembre 2021 la riforma pensioni 2022 deve essere approvata, all’interno della nuova legge di bilancio. Per questo il governo Draghi e la maggioranza politica che lo sostiene, sono alla ricerca di nuovi scivoli pensionistici per sostituire quota 100.

Pensioni 2022

Vediamo allora a che punto siamo e quali sono le nuove ipotesi per la pensione anticipata nel 2022, in base alle ultimissime.

VEDI ANCHE: AUMENTO PENSIONI 2022 QUANDO E COME

Pensione a 62 anni ultime notizie

Secondo le ultime news de Il Sole 24 ore, il governo ha inserito nella Nadef l’impegno a prevedere nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro. Per questo le forze politiche che sostengono la maggioranza avanzano ipotesi da prendere in considerazione per la riforma.

In particolare la Lega preme per una sorta di quota 100 rivisitata, con la creazione di un Fondo nazionale per l’uscita dal mercato del lavoro. In sostanza, questo fondo consentirebbe di accedere alla pensione anticipata a 62 o 63 anni, erogando l’assegno calcolato come avveniva per quota 100, fino al raggiungimento dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia. Da quel momento in poi, il trattamento previdenziale verrebbe erogato dall’Inps.

Quindi, per fare un esempio pratico, un lavoratore con 62 (o 63 anni) con 38 anni di contributi versati, potrebbe accedere alla pensione anticipata con tale misura. In questo caso il fondo creato pagherebbe la pensione per i 3 o 4 anni e 10 mesi necessari a raggiungere la pensione di anzianità. La misura proposta sarebbe temporanea (fino al 2024), tuttavia i potrebbe comportare costi forse troppo elevati per le casse dello Stato.

Riforma pensioni 2022 quota 41 e altre ipotesi

Oltre al fondo per superare quota 100, ci sono altre proposte al vaglio dell’esecutivo, provenienti da altri partiti. Ad esempio il PD propone l’Ape Sociale rafforzata, con l’allargamento della platea dei beneficiari dei lavori gravosi, affiancata dalla proroga di opzione donna, con sconti sui requisiti per le lavoratici madri.

Ma attenzione anche a quota 41, ovvero il prepensionamento per chi ha versato 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, richiesta a gran voce dai sindacati. Senza dimenticare la cosiddetta quota 97, che permetterebbe di andare in pensione con 35 anni di contributi e un minimo di età di 62 anni fino ad un massimo di 70.

Queste tutte le ipotesi di riforma pensioni 2022 attualmente al vaglio del governo. Come visto le idee dei partiti che sostengono l’esecutivo sono diverse fra loro, ma tutte mirano a garantire una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro. Tema che è un impegno preso dal governo e che dovrà essere rispettato nelle Legge di Bilancio, da redigere e approvare in entrambi i rami del parlamento entro fine anno. Quindi per sapere quali saranno le decisioni finali non ci resta che attendere i prossimi mesi.

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