Ape sociale donne e riforma pensione. Ultime sulle pensioni

Ape sociale 2021: requisiti donne e uomini, importi e quanto si perde sulla pensione. Ultime notizie sulla riforma pensioni 2022 e la proroga di Ape social.

L’Ape sociale, ossia l’indennità a carico dello stato erogata dall’Inps, per consentire a donne e uomini con non hanno ancora una pensione diretta di raggiungerla, potrebbe essere prorogata. Questo è quanto emerge dalle ultime notizie sulla riforma pensioni.

ape sociale riforma pensione

Attualmente la discussione è in fase di stallo, per questo si fa largo l’ipotesi di una proroga della misura nel 2022. In alternativa l’Ape sociale potrebbe diventare addirittura strutturale (quindi non più a tempo). Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa tipologia di pensione.

VEDI ANCHE: PENSIONE ANTICIPATA 2021

Quali sono i requisiti per andare in pensione con l’Ape social?

L’Ape social spetta a categorie di lavoro svantaggiate o in condizioni di fragilità lavorativa, ossia disoccupati involontari, invalidi (almeno al 74%) e caragiver. Ma anche a chi svolge lavori gravosi, seppur con requisiti più elevati.

Per arrivare alla pensione utilizzando questo strumento, i requisiti d’accesso attualmente previsti sono:

  • un’età anagrafica di almeno 63 anni
  • un minimo di 30 anni di contributi versati (36 solo per chi svolge mansioni gravose).

Ape sociale donne

I requisiti previsti per le donne, permettono di avere un sconto ulteriore di 12 mesi per ogni figlio. Il periodo massimo conseguibile in questo caso è di 24 mesi (in presenza di due o più figli).

Quindi, in presenza di queste condizioni, le lavoratrici madri, possono ottenere un abbuono di 1 o 2 anni (in base al numero di figli), rispetto ai 30 necessari per accedere all’Ape Social (36 nel caso in cui svolgano una lavoro gravoso).

Quanto si perde con Ape social?

L’importo dell’Ape social viene determinato in base alla rata mensile di pensione, calcolata al momento della decorrenza del trattamento. In altre parole dipenderà dai contributi versati fino alla richiesta.

Tuttavia l’ammontare dell’indennità può arrivare fino ad un massimo di 1.500 euro mensili. Questo significa che se la pensione certificata da Inps avesse un valore superiore a tale somma, il beneficiario non riceverebbe la parte eccedente. Ma quell’importo verrebbe poi corrisposto nel momento in cui si raggiunge il requisito di età, per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Insomma, calcolare quanto si perde utilizzando l’Ape social non è possibile per tutti allo stesso modo. Infatti, bisogna valutare caso per caso. In base ai contributi versati fino al momento in cui si richiede questo strumento, l’Inps stabilirà il valore dell’indennità.

VEDI ANCHE: APE SOCIALE DOMANDA INPS

Riforma pensioni 2022 e proroga ape social

Abbiamo visto i requisiti per accedere all’Ape social donne e uomini, l’importo e quanto si perde utilizzandola. La caratteristica più importante di questo tipo di pensione è che permette a chi si trova in una situazione di oggettiva difficoltà lavorativa, come i disoccupati, di avere un reddito nell’immediato, in attesa di maturare i requisiti per la pensione. In questo caso quindi rappresenta senza dubbio un vantaggio.

Mentre chi svolge lavori gravosi, dovrà valutare la convenienza di aderirvi, perché continuando a lavorare andrebbe ad incrementare l’ammontare dei contributi versati e di conseguenza della pensione che riceverà al conseguimento dei requisiti.

In generale però si tratta di uno strumento utile per le categorie fragili, che in alcuni casi può fungere anche da ammortizzatore sociale, specie un periodo difficile come quello attuale. Per questo l’ipotesi di una proroga nell’ambito della riforma pensioni 2022 non è da escludere, se non addirittura la possibilità che Ape sociale diventi strutturale, magari allargando la platea dei possibili beneficiari. Nei prossimi mesi ne sapremo di più.

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