Pensioni di vecchiaia donne nel pubblico impiego 2022

Pensioni di vecchiaia donne dipendenti pubbliche. A che età si prende la pensione per le lavoratrici della pubblica amministrazione nel 2022. Requisiti, contributi e domanda Inps.

Pensioni di vecchiaia. Le dipendenti statali, ovvero coloro che ricoprono un incarico nella pubblica amministrazione, nel 2022 potranno lasciare il lavoro se in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge di bilancio.

Pensioni di vecchiaia donne pubblico impiego

Ecco allora quando andare in pensione nel 2022 per le donne del pubblico impiego e quanto si prende.

VEDI ANCHE: PENSIONE DI VECCHIAIA DONNE 2022

Pensione di vecchiaia pubblico impiego a chi spetta

La pensione di vecchiaia, ovvero la prestazione economica erogata ai lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalla legge previa domanda, è rivolta a tutti i dipendenti pubblici.

In particolare le categorie individuate dall’Inps sono quelle iscritte alla:

  • forma esclusiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)
  • cassa Trattamenti Pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS)
  • cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali (CPDEL), Pensioni Sanitari (CPS), Pensioni Ufficiali Giudiziari ( CPUG ) e Pensioni Insegnanti di asilo e scuole parificate (CPI).

Quanti anni di contributi servono per andare in pensione nel pubblico impiego?

I requisiti per la pensione di vecchiaia previsti dalla legge di bilancio 2022 sono pari a 67 anni di età e almeno 20 di contributi versati. Per raggiungere questa soglia contributiva risulta valida tutta la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’iscritta (da lavoro, volontaria o figurativa).

Si tratta della misura principale del nostro sistema pensionistico, che è rimasta invariata rispetto al 2021. La pensione di vecchiaia ordinaria, prevede gli stessi requisiti sia per quanto riguarda le lavoratrici dipendenti pubbliche sia per quelle del privato. Dunque bisogna versare almeno 20 anni di contributi per accedere a questa forma di previdenza, oltre che avere il requisito anagrafico.

Pensione di vecchiaia donne con 15 anni di contributi

Ai 20 anni di contributi necessari per accedere a questa forma di pensionamento, esiste però un’eccezione seppur destinata a platee ridotte.

Si tratta della possibilità di sfruttare la cosiddetta pensione di vecchiaia in deroga. In questo caso si accede al trattamento previdenziale a partire da 67 anni di età e con 15 di contributi versati. Sono le cosiddette deroghe contenute nella legge Amato, che permettono di andare in pensione alle lavoratrici che hanno:

  • versato tutti i propri contributi prima del 1992.
  • Ricevuto l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari entro fine 1992.
  • Un’anzianità contributiva di 25 anni, ma per almeno 10 non hanno versato contributi capaci di coprire l’intero anno contributivo, vale a dire 52 settimane.

Quando si prende la pensione di vecchiaia donne

La decorrenza della pensione di vecchiaia, inizia dal giorno seguente rispetto alla cessazione del rapporto di lavoro. Quindi al raggiungimento dei requisiti necessari, la dipendente statale inizierà a percepire l’assegno pensionistico a partire dal giorno seguente della fine del rapporto lavorativo.

Quando invece si ottiene la pensione tramite cumulo di periodi assicurativi, il trattamento inizia dal primo giorno del mese successivo al conseguimento dei requisiti.

Pensione di vecchiaia scuola, da quando decorre

Per il personale della scuola e dell’alta formazione artistica musicale e coreutica, il trattamento pensionistico ha una decorrenza diversa. Come specifica l’Inps infatti si andrà in pensione dal primo settembre e dal primo novembre dell’anno di perfezionamento dei requisiti di legge.

Quindi ad esempio una lavoratrice che raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2022, potrà accedere alla pensione dal primo settembre o dal primo novembre di quest’anno.

Pensione dipendenti pubblici donne 2022

Insomma, per le dipendenti pubbliche che si chiedono quando posso andare in pensione nel 2022? La risposta è dipende dai casi. Sicuramente bisogna rispettare i requisiti previsti dalla legge di bilancio 2022 per la pensione di vecchiaia, ma anche alcune regole sono specifiche in base al lavoro svolto. Come visto ad esempio la scuola ha le sue peculiarità.

Inoltre, esistono altre possibilità di accesso alla pensione anticipata nel 2022, che Donne sul web ha già trattato in altre occasioni.

Come fare la domanda per andare in pensione di vecchiaia

La richiesta deve essere presentata all’Inps online, vale a dire tramite il sito internet www.inps.it nel servizio dedicato. La lavoratrici interessate a presentare istanza possono accedere al portale dell’istituto di previdenza, tramite le proprie credenziali Spid, Cie o Cns.

In alternativa, chi non fosse in grado di svolgere questa operazione autonomamente può rivolgersi a:

  • caf, patronati o intermediari dell’Inps (che tramite i loro servizi telematici invieranno la domanda per vostro conto)
  • contact center, chiamando il numero telefonico 803 164 (gratuito da rete fissa).

Quanto prende di pensione un dipendete pubblico?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, visto che l’ammontare della pensione dipende innanzi tutto dalla quantità e dagli anni di contributi versati. Quindi la somma percepita tiene conto della carriera lavorativa di ogni lavoratrice statale.

Tuttavia secondo i dati forniti dall’Osservatorio sulle pensioni dell’Inps, nel 2021 l’importo delle pensioni percepite dagli ex dipendenti pubblici è così distribuito:

  • 15,4% riceve un trattamento inferiore a 1.000 euro mensili
  • 46,3% percepisce un pensione tra 1.000 e 1.999,99 euro al mese
  • 28,7% un trattamento previdenziale compreso tra 2.000 e 2.999,99 euro
  • 9,6% riceve un importo dai 3.000 euro mensili lordi in su.

Da questi dati si evince che la maggioranza dei pensionati provenienti dal pubblico impiego percepiscono una pensione compresa fra 1.000 e 2.000 euro.

Abbiamo visto quali sono i requisiti anagrafici e contributi per andare in pensione nel 2022 per le lavoratrici statali. Ricordiamo che oltre alla domanda, è necessaria la fine del rapporto di lavoro dipendente, per iniziare a percepire l’assegno pensionistico.

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