Elezioni 2022 schieramenti. Perché la minaccia Russia può cambiare l’esito del voto

Elezioni politiche in Italia, programmi partiti e coalizioni. Dalla Meloni a Salvini fino a Paragone, ecco chi sono i più vicini a Putin.

Schieramenti elezioni nazionali 2022. A poche ore dalla fine della campagna elettorale, in vista delle votazioni di domenica 25 settembre dalla ore 7:00 alle 23:00, la politica estera assume un ruolo fondamentale. Infatti, dopo la minaccia di Putin di usare armi nucleari, gli elettori vogliono sapere quali sono le posizioni dei partiti candidati a governare l’Italia, prima di esprimere il voto.

Elezioni, politici italiani più vicini a PutinVediamo quindi cosa prevede il programma dei vari schieramenti politici sulle relazioni internazionali e con la Russia in particolare.

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Posizione partiti di centrodestra sulla Russia

Nel programma della Meloni la coalizione di centrodestra è definita atlantista in tema di politica estera. Tuttavia Giorgia Meloni di recente ha sottolineato il suo sostegno al leader ungherese Orban, che continua a chiedere lo stop alle sanzioni al governo di Mosca. Inoltre, la leader di FDI si dice vicina al partito di estrema destra Vox in Spagna. Quindi anche se per ora sostiene che le decisioni contro la Russia devono proseguire, la sua posizione in politica internazionale appare poco chiara.

Inoltre, il suo alleato Matteo Salvini della Lega, ha più volte detto che bisogna rivedere le sanzioni contro Mosca. Perfino Berlusconi, leader di Forza Italia ha dichiarato che Putin è stato costretto ad intervenire in Donbass. Insomma, il programma di politica estera dello schieramento di centrodestra sembra avere posizioni diverse e non essere contro Putin come gran parte dell’Europa.

Posizione e programma di Calenda sulla Russia

Carlo Calenda, leader del partito Azione e candidato con la lista detta “Terzo polo” (in alleanza con Italia Viva di Matteo Renzi) sulla politica estera vuole continuare quanto fatto dal governo Draghi. In altre parole, la posizione del suo schieramento è quella di restare fermi nel condannare la Russia per l’invasione in Ucraina, proseguendo con le sanzioni contro il governo di Mosca senza esitare.

Posizione partiti di centrosinistra su Putin

Il programma del Partito Democratico del segretario Enrico Letta, è simile a quello appena visto nel terzo polo. Vale a dire privilegiare l’alleanza atlantica e sostenere con forza l’azione UE contro la Russia. Quindi nessuna concessione a Putin, soprattutto ora che minaccia di usare armi nucleari.

Tuttavia anche in questo caso, come per il centrodestra, i partiti che fanno parte della coalizione hanno idee politiche diverse. Se + Europa è sulla stessa linea del PD o quasi, non altrettanto si può dire per Sinistra Italiana, che vorrebbe maggior dialogo con la Russia. Anche in questo schieramento quindi c’è poca compattezza sulla politica internazionale. Non a caso il PD sosteneva il governo Draghi, mentre Sinistra Italiana no.

Posizioni M5s e Italexit sulla Russia

Infine, per quanto riguarda il programma del Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, c’è una posizione più dialogante con la Russia. L’ex premier ha spesso dichiarato che le sanzioni dovrebbero essere riviste e bisognerebbe cercare con più insistenza la pace, evitando di armare ancora l’Ucraina.

C’è poi un ex 5 stelle, ovvero Gianluigi Paragone leader del partito Italexit, che nel suo programma prevede scelte ancora più nette: niente più armi all’Ucraina e via le sanzioni alla Russia.

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Elezioni 2022 in Italia, posizioni UE

Ovviamente anche l’Unione Europea attende l’esito del voto in Italia, per sapere quale sarà il nuovo governo. Al riguardo la presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen ha avvertito che se l’Italia dovesse prendere posizioni contrarie a quelle attuali rischierebbe non solo di isolarsi politicamente, ma addirittura di perdere il fondi del PNRR (come sta succedendo all’Ungheria). Il riferimento sembra destinato allo schieramento di centrodestra, ovvero il favorito alla vittoria. Insomma, il nuovo esecutivo dovrà fare attenzione alle sue azioni.

In sintesi, le posizioni di schieramenti e partiti rispetto ai rapporti di politica internazionale con la Russia, sono molto diversi fra loro. Tanto che perfino all’interno delle stesse coalizioni ci sono idee diverse. Questo rischia di essere un problema per il prossimo governo italiano e gli elettori potrebbero tenerne conto quando sceglieranno chi votare domenica. Anche in ottica europea.

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