Finanziaria 2019: Fmi, Banca d’Italia, Ue, Inps, perché tutti sono contrari?

Finanziaria 2019: Inps, Fmi, Europa, Ragioneria dello stato… Le voci contro la manovra sono numerose. Capiamone i motivi e i rischi per le nostre tasche

La Finanziaria 2019 è in fase di progettazione e entro fine anno dovrà vedere la luce. Il Def ha aperto uno squarcio di dibattito e preoccupazioni, nonché di aspre polemiche, che non hanno riguardato solo l’Italia ma tutte le istituzioni di cui facciamo parte. Vediamo dunque i punti di vista più “tecnici” relativi alla manovra e cerchiamo di capire quali sono gli elementi maggiormente critici messi in evidenza.

I dubbi della Ragioneria dello stato

Una parte importante delle risorse per le tante misure di spesa in preventivo nel Def (reddito di cittadinanza, superamento della Legge Fornero, avvio della Flat Tax) è legato al capitolo di maggiori introiti derivanti dal nuovo condono, chiamato “pace fiscale”, che secondo le previsioni del governo dovrebbe portare 2,3 miliardi di gettito.

La Ragioneria Generale dello stato ha pero fatto notare che, a fronte di questo nuovo incasso, si rischia di avere 2,1 miliardi in meno dalla riscossione ordinaria, effetto del “disincentivo” a versare le tasse dato dalla possibilità che si ripete periodicamente nel tempo di rimediare all’evasione con condoni che, tra l’altro, consentono di pagare molto meno del dovuto originario.

Vedi anche: Pace fiscale 2018, conviene o non conviene il nuovo condono?

Le critiche dell’Inps alla riforma delle pensioni

Il presidente dell’Inps Tito Boeri, durante l’audizione alla Camera dei deputati, ha parlato della nuova quota 100 (somma di età e anni di contributi versati, quindi minimo62 anni di età per andare in pensione purché si siano versati 38 anni di contributi). Nella sua previsione il debito pensionistico potrebbe aumentare di 100 miliardi di Euro.

Dalla misura, secondo Boeri, risulterebbero penalizzati giovani e donne, poiché la quota 100 premierebbe uomini e dipendenti pubblici e in generale chi ha pensioni più alte. Quale la ragione della penalizzazione per il gentil sesso? Hanno carriere lavorative con più interruzioni o con minore contribuzione totale dovuta a ricorso a part time o a pause dal lavoro per seguire i figli, spesso non coperte dai periodi di maternità.

Banca d’Italia: la crescita sarà più bassa

La speranza del governo è quella che, dando più potere di spesa ai cittadini con il reddito di cittadinanza e la minore tassazione, i cittadini stessi possano spendere di più e possano contribuire a far crescere maggiormente l’economia. La Banca d’Italia però ha espresso un parere differente e molto più cauto: “L’aumento dei trasferimenti correnti per reddito di cittadinanza e pensioni così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”.

Anche in tema di spread la Banca d’Italia sostiene che i titoli di stato che sono parte del portafoglio delle banche, se vengono valutati meno, incidono anche sulla possibilità di dare credito alle famiglie. Il valore patrimoniale della banca diminuisce se cala il valore dei titoli che possiede e da queste deriva un’operatività inferiore (meno mutui erogati, richieste di maggiori garanzie per prestiti ecc.).

Vedi anche: DEF 2019 reddito di cittadinanza

Fondo Monetario Internazionale: la crescita sarà più bassa

Il Global Financial Stability Report dell’Fmi parla anche del nostro Paese e riporta una valutazione simile a quella della Banca d’Italia: la presenza nei bilanci degli istituti bancari di molti bond è elemento di grande vulnerabilità. Le banche hanno numerosi titoli di stato che se perdono di valore (cioè devono ricorrere ad aumenti considerevoli di interesse per essere venduti) diventano un capitale di base molto più fragile per loro stesse.

L’Fmi inoltre ha rivisto al ribasso la stima di crescita italiana (e questo è fondamentale per il famoso rapporto defict/Pil) che salirà al’1,2 quest’anno e si attesterà all’1% l’anno prossimo con una riduzione di 0,3% quest’anno e 0,1% l’anno prossimo rispetto a quanto annunciato dal governo. Minore crescita con più spesa significa aumentare in generale il debito dello stato, che per quanto ci riguarda è già a dimensioni monstre.

La preoccupazione del’U.E.

Una lettera rivolta all’Italia con la precisa indicazione a rispettare i vincoli del patto di stabilità e le promesse fatte all’Europa. La preoccupazione della Commissione è stata formalizzata con un atto molto chiaro e diretto. La lettera è arrivata dai commissari Moscovici e Dombrovskis, “Il Def a prima vista sembra costituire una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue il che è motivo di seria preoccupazione. Chiediamo alle autorità italiane di assicurare che la manovra sia in linea con le regole fiscali comuni della zona Euro”.

L’ulteriore fonte di grande preoccupazione è la cessazione del QE, cioè dell’acquisto di titoli di stato da parte della Bce che negli ultimi anno aveva fortemente contribuito a tenere bassi i tassi di interesse dei titoli di stato.

Vedi anche: Fmi Italia, una bomba economica a tempo pronta ad esplodere

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