Come andare in pensione a 57 anni di età nel 2026: quali sono le opzioni previste dalla legge e che requisiti servono.
Chi può andare in pensione anticipata a 57 anni nel 2026? Le possibilità esistono, ma sono limitate e riservate a categorie ben precise. Nonostante le restrizioni introdotte dalla manovra, la legge prevede ancora alcune strade per il pensionamento anticipato prima dei 60 anni.

In particolare, nel 2026 le opzioni principali sono 4: ecco quali sono e quali requisiti bisogna rispettare.
Pensione anticipata a 57 anni: categorie ammesse nel 2026
Nel 2026 possono accedere alla pensione anticipata a 57 anni solo alcune categorie di lavoratori:
1. Lavoratori precoci
Rientrano in questa categoria coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto (prima dei 19 anni). In alcuni casi estremi, con carriere lunghe e continuative, è possibile raggiungere i requisiti contributivi (oltre 41 anni) già a 57 anni.
Per rientrare in questa categoria è fondamentale avere: una carriera lavorativa senza interruzioni e appartenere a categorie tutelate (disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori gravosi).
2. Ape Sociale per lavoratori precoci
L’Ape Sociale consente un anticipo pensionistico per chi si trova in situazioni di difficoltà. Possono accedervi:
- disoccupati senza Naspi
- caregiver
- invalidi con almeno il 74%
- lavoratori impegnati in mansioni gravose
Attenzione però, dal 2026 la platea è stata ridotta: alcune categorie sono state escluse, rendendo l’accesso più selettivo.
3. Pensione anticipata per invalidi
Questa è una delle poche opzioni che consente davvero di arrivare a 57 anni. Per accedervi bisogna avere i seguenti requisiti:
- invalidità pari o superiore all’80%
- almeno 20 anni di contributi
- lavoratrici del settore privato
L’età minima è 56 anni, ma con la finestra mobile di 12 mesi si arriva a 57 anni per la decorrenza della pensione.
4. Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)
La RITA non è una pensione INPS vera e propria, ma una rendita ponte per chi ha aderito alla previdenza complementare. In pratica consente di:
- ricevere un reddito prima della pensione di vecchiaia
- integrare o anticipare l’uscita dal lavoro
Questa rendita è accessibile a chi ha:
- almeno 20 anni di contributi
- un fondo pensione attivo
- pochi anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia.
Altri approfondimenti sulle pensioni:
Pensione a 57 anni: cosa cambia per le donne
Le donne hanno in alcuni casi condizioni leggermente più favorevoli:
- possono accedere prima alla pensione per invalidità
- possono raggiungere i requisiti contributivi prima (carriere precoci)
Tuttavia, Opzione Donna non è più disponibile nel 2026 nella forma che permetteva l’uscita a 57-58 anni. Le modifiche normative ne hanno limitato fortemente l’accesso.
Pensione anticipata ordinaria: è possibile a 57 anni?
In teoria sì, ma solo in casi molto rari. La pensione anticipata ordinaria richiede:
- 41 anni e 10 mesi di contributi (donne)
- 42 anni e 10 mesi (uomini).
Questo significa che si può arrivare a 57 anni solo iniziando a lavorare in giovanissima età e senza pause contributive.
Altre opzioni: a cosa è davvero possibile
Alcune soluzioni spesso citate non permettono realmente l’uscita a 57 anni, oppure lo fanno solo indirettamente, per esempio:
- Isopensione: possibile fino a 7 anni prima della pensione di vecchiaia, ma dipende dall’azienda
- Fondo casalinghe: consente una pensione a partire dai 57 anni, ma con importi molto bassi
- Ape Sociale standard: richiede almeno 63 anni.
In generale per capire quanto sia anticipata l’uscita dal lavoro a 57 anni, basta confrontarla con la pensione di vecchiaia prevista a 67 anni con almeno 20 anni di contributi versati. Quindi andare in pensione a 57 anni significa anticipare l’uscita anche di 10 anni, con una conseguente riduzione dell’assegno.
Conviene andare in pensione a 57 anni?
Non sempre. È importante considerare che:
- l’assegno pensionistico sarà più basso
- si versano meno contributi
- il periodo da coprire economicamente è più lungo.
Per questo motivo, sempre più lavoratori affiancano:
- fondi pensione
- piani di accumulo
- strumenti di pensione integrativa.
Ricapitolando, andare in pensione a 57 anni nel 2026 è possibile, ma solo per pochi. Le strade principali restano:
- lavoratori precoci
- Ape Sociale (con limiti più stringenti)
- pensione per invalidi
- RITA.
Per questo è fondamentale pianificare in anticipo e verificare la propria posizione contributiva, magari con il supporto di un CAF o direttamente tramite INPS.

Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web