Pensione minima 2021 donne. Ultimissime sulle pensioni

Pensione minima donne. Come cambiano le pensioni minime nel 2021 con e senza contributi. Requisiti e importi inps.

Pensione minima 2021 – I titolari di pensioni molto basse, cioè sotto i limiti previsti dalla legge, possono ottenere un’integrazione denominata trattamento minimo Inps. Il conseguimento di questo è legato al possesso di determinati requisiti, che permettono ai beneficiari di farne domanda.

aumento pensioni minime

Vediamo quindi quali sono le novità previste nel 2021 per le pensioni minime donne. A partire dall’aumento degli importi della pensione, passando per i trattamenti minimi con e senza contributi, fino ad arrivare alle novità per le pensioni minime di invalidità.

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Aumento importi pensione minima 2021

L’importo minimo della pensione non è fisso, ma varia ogni anno sulla base di un meccanismo di adeguamento automatico del trattamento al costo della vita. La variazione è individuata annualmente da un apposito indice ISTAT.

Ma per il 2021 a quanto ammonta la pensione minima inps? In base al meccanismo di cui vi abbiamo detto, c’è un leggerissimo aumento pari a 0,51 euro, rispetto al 2020. In virtù di questo l’importo della pensione minima è passato da 515,07 a 515,58 euro al mese per 13 mensilità.

Ricordiamo che questi importi spettano totalmente ai pensionati con un reddito annuo non superiore a 6.702,54 euro. Mentre per redditi più elevati l’integrazione spetta solo in misura parziale.

Pensione minima con 20 anni di contributi

Le lavoratrici con un’età anagrafica di 67 anni, in possesso di almeno 20 anni di contributi versati, possono accedere alla pensione di vecchiaia. Tali contributi si possono raggiungere anche tramite versamenti volontari, per i disoccupati che intendono farlo.

L’importo della pensione in questo caso sarà proporzionato alla quantità di contributi versati. Se l’ammontare della pensione maturato in questo caso non consente alla pensionata di avere un reddito annuo superiore a 6.702,54 euro, allora potrà accedere al trattamento minimo inps.

Pensione minima donne senza contributi

Le donne che non hanno contributi perché casalinghe o per altri motivi, potrebbero accedere alla cosiddetta pensione sociale. Si tratta di un trattamento assistenziale che richiede il possesso di 67 anni di età, la residenza in Italia ma anche un requisito reddituale.

Infatti, spetta solo a coloro che si trovano sotto una determinata soglia reddituale determinata ogni anno. Come riporta il sito dell’Inps per 2021 Il limite di reddito è pari a 5.983,64 euro annui per i single e 11.967,28 euro, per i soggetti coniugati. Chi non possiede tali requisiti economici non potrà accedere a questo trattamento, pari a 460,28 euro per il 2021.

VEDI ANCHE: PENSIONE SOCIALE DONNE

Pensione minima invalidità importi

Per il 2021 esistono anche trattamenti pensionistici che spettano alle persone con un’invalidità riconosciuta. In questo caso non si tratta di un assegno ottenuto per aver versato contributi, ma di una misura assistenziale riservata agli invalidi.

Come stabilito dalla circolare inps n. 148 del 18 dicembre 2020, per gli invalidi civili l’assegno mensile ammonta a 287,09 €, in presenza di un limite di reddito pari a 16.982,49 euro. Mentre le indennità di accompagnamento sono fissate a 522,10 € al mese.

Queste tutte le ultime novità per quanto riguarda le pensioni minime 2021 donne. Come abbiamo visto gli importi hanno avuto un minuscolo aumento per via dell’adeguamento del costo della vita. Mentre esistono delle differenze per il trattamento riconosciuto con e senza contributi. Infine, per tutti gli approfondimenti necessari sui trattamenti minimi, vi consigliamo di recarvi sul sito dell’inps.

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