Pensione donne con figli. Ultime notizie sulla riforma pensioni

Pensione donne con figli, quanti contributi spettano nel 2022. Ecco quali sono le novità sulle pensioni anticipate per le lavoratrici madri.

Pensione donne news. Le lavoratrici madri hanno diritto ad uno sconto su contributi da versare per accedere alla pensione anticipata, previsto dalla riforma Dini con particolari condizioni. Tuttavia una delle ipotesi avanzate per la riforma pensioni 2023, è quella di concedere un ulteriore bonus contributivo alle donne con figli.

Pensione donne con figli

Approfondiamo allora l’argomento: quando spetta lo sconto per i figli alle lavoratrici madri e come potrebbe cambiare secondo le ultime news sulle pensioni.

VEDI ANCHE: PENSIONI 2022 GUIDA

Pensioni donne, quanti contributi spettano per ogni figlio

Attualmente, secondo quanto previsto dalla riforma Dini, alle lavoratrici che maturano la pensione esclusivamente tramite il metodo contributivo (o lo scelgono) spetta un anticipo rispetto ai requisiti previsti dalla pensione di vecchiaia. In particolare lo sconto per ogni figlio è pari a 4 mesi.

Il limite massimo ottenibile in questo caso è di 12 mesi. Questo caso riguarda le lavoratrici madri con 3 figli. In altre parole le donne possono usufruire di questa agevolazione per avere maggiore flessibilità in uscita dal lavoro, se hanno dei figli. Tuttavia si tratta di un beneficio limitato che secondo le ultime news sulla riforma pensioni 2023, potrebbe essere incrementato. Vediamo come qui di seguito.

Pensione anticipata donne con figli ultime notizie

Una delle ipotesi oggetto dell’incontro governo-sindacati sulle pensioni riguarda la possibilità di inserire un bonus per le lavoratrici madri. Si tratterebbe di una riduzione dei contributi necessari diverso rispetto a quello già esistente: 12 mesi per ogni figlio.

Più nello specifico l’agevolazione riguarderebbe le donne costrette ad assentarsi dal lavoro nei periodi di maternità. In questo modo si garantirebbe 1 anno di sconto per ogni figlio e quindi le lavoratrici con carriere lavorative discontinue o buchi contributivi, dovuti anche a queste ragioni, ne trarrebbero vantaggio.

Questa è una delle principali ipotesi la vaglio del governo per garantire maggiore flessibilità in uscita dal lavoro nel 2023. Rientra nel discorso anche la pensione di garanzia giovani, per cui si ipotizzano sconti contributivi in grado di coprire periodi di disoccupazione o di precarietà. Ma per sapere se queste proposte si trasformeranno in legge bisognerà attendere qualche mese.

Ad oggi come visto esistono già agevolazioni che permettono alle lavoratrici madri di ottenere uno sconto sui contributi per andare in pensione. Almeno per ora però non vanno oltre i 12 mesi complessivi, in attesa della nuova riforma previdenziale.

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