Decreto ristori 5. Quando arrivano bonus e ristori

Decreto ristori 5, aiuti e indennizzi alle attività chiuse in zona rossa e arancione per ora solo a parole. Ecco quando arrivano i soldi di bonus e ristori.

Decreto ristori 5. Una delle priorità del premier Draghi, è quella di erogare i ristori lasciati in sospeso dal governo precedente. L’ultimo ristori della serie era previsto per il mese di gennaio, ma la crisi del Conte bis ne ha ritardato di molto l’approvazione.

Si tratta di un provvedimento atteso da buona parte degli italiani, visto che contiene le risorse per rifinanziare la CIG covid e gli aiuti economici per le attività costrette a chiudere.

Insomma, le attività rimaste ferme non hanno ristori, dai bar ai ristoranti fino alle stazioni sciistiche e via dicendo. Ovviamente anche lavoratori e aziende in crisi, hanno necessità di risposte sulla cassa integrazione gratuita.

Draghi è consapevole di tali problematiche, per questo ha chiesto ai suoi ministri lavoro e sobrietà nelle comunicazioni. Intanto però emergono le prime news su cosa intende fare l’esecutivo. Facciamo quindi il punto della situazione qui di seguito. Dai bonus ai ristori, fino alla cassa integrazione covid, ecco quando arrivano.

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Ristori zone rosse e arancioni, non ci sono

Il decreto ristori è uno dei problemi più gravi da affrontare per il governo Draghi. Infatti, esistono attività rimaste chiuse per diverso tempo (o che lo sono attualmente), per cui non sono previsti ristori da inizio 2021.

Stiamo parlando delle regioni inserite in zona rossa o arancione nelle ultime settimane o che lo sono tuttora: Lombardia, Lazio, Abruzzo, Umbria, Sicilia e via dicendo. In tutti questi territori c’è stata (almeno per un periodo) la chiusura di bar e ristoranti, dei centri commerciali nel fine settimana ed altre restrizioni.

Tuttavia fino ad ora, a differenza del passato, non è stato ancora approvato alcun ristoro per tali attività commerciali. In altri termini, ad oggi, le decisioni restrittive del governo precedente, non sono state accompagnate dall’erogazione di ulteriori aiuti. Ora però Draghi e i suoi ministri stanno per sbloccare la situazione.

Chiusura impianti sciistici

L’urgenza dell’arrivo dei ristori riguarda settori particolarmente penalizzati, come quella della montagna. Situazione aggravata dalla nuova ordinanza firmata dal ministro della salute Speranza, che ne ha decretato la chiusura fino al 5 marzo 2021.

Il ministro ha dichiarato che il governo si impegna a compensare il settore con ristori e aiuti al più presto. Intanto però operatori e regioni sono infuriati per questa scelta dell’ultimo minuto. Non a caso i neo ministri della Lega Giorgetti e Garavaglia, chiedono di dare alla montagna priorità assoluta, indennizzando i danni subiti nel nuovo decreto.

Ristori 5 quando esce?

Insomma, è chiaro che l’erogazione dei ristori non può più attendere. Il governo precedente ha utilizzato le risorse disponibili per bonus di varia natura, ma ora la priorità andrà ai risarcimenti e agli aiuti selettivi, in base alle indicazioni che emergono dalle ultime news.

Ricordiamo che per finanziare il decreto ristori 5 il parlamento ha già approvato un nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro (1,8% del Pil). Questa era la condizione necessaria ma non sufficiente per il decreto, infatti i ristori sono rimasti solo a parole, quelle del governo precedente.

Ora però che il nuovo esecutivo è nel pieno delle sue funzioni, il ristori 5 arriverà davvero. Stando alle ultime notizie questo provvedimento potrebbe essere approvato entro fine febbraio o al più tardi entro la prima settimana di marzo 2021.

Ristori 5 cosa prevede

Per quanto riguarda il contenuto del decreto ecco gli aspetti principali:

  • Indennizzi, con nuovi contributi a fondo perduto basati sulla perdita di fatturato 2020. L’obiettivo è risarcire le imprese in modo più selettivo possibile per le perdite subite causa covid.
  • Rinnovi di bonus per partite iva e indennità covid per i lavoratori che non accedono alla cassa integrazione.
  • Riscossione, con il neo ministro dell’economia Franco che intende rinviare di 2 mesi la ripresa delle attività di riscossione. Infatti, senza questo intervento dal 28 febbraio riprenderebbero ad arrivare le cartelle esattoriali. In alternativa potrebbero riprendere, ma con un meccanismo progressivo diluito nel tempo (si ipotizza nell’arco di due anni). In generale però le categorie più colpite dal covid saranno agevolate e non dovrebbero ricevere notifiche in sequenza.

Quindi, molte delle risorse saranno destinate per ristori e indennizzi, al comparto produttivo e alberghiero legato allo sci. Ma anche la proroga dello stop alle riscossioni avrà un costo non trascurabile. Infine, il governo Draghi dovrà decidere su altri temi spinosi, dalla proroga del blocco dei licenziamenti al rinnovo della cig covid.

PER APPROFONDIRE VAI A: TUTTI I BONUS 2021 ELENCO AGGIORNATO

Cassa integrazione covid 2021

Gli ammortizzatori sociali e il blocco dei licenziamenti sono le altre priorità indicate dal premier Draghi. Per questo il decreto ristori 5 potrebbe contenere il rifinanziamento della CIG fino a 26 settimane, come chiedono i sindacati.

Tuttavia l’erogazione della cassa integrazione covid gratuita potrebbe essere più selettiva e legata proprio al blocco dei licenziamenti. In altre parole il divieto di licenziare potrebbe valere solo nelle imprese che utilizzano gli ammortizzatori sociali.

Oltre al premier, su questi aspetti stanno ragionando il nuovo ministro del lavoro Orlando e gli altri ministri competenti. In ogni caso Draghi intende tutelare chi ha perso il posto di lavoro, ma ora bisognerà trovare una sintesi efficace fra le posizioni dei partiti di maggioranza.

Insomma, è necessario che il ristori 5 arrivi presto e il premier lo sa perfettamente. Tuttavia ad ora non è ancora chiaro quando arrivano davvero bonus, ristori e nuovi fondi per rifinanziare la cassa integrazione. Servono risposte immediate per lavoratori e attività, perché la crisi economica pesa sempre di più su di loro.

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