Juve 36esimo scudetto nessuno nella storia come la vecchia signora

Juventus-Sampdoria 2-0 e festa scudetto, il nono di fila. Ronaldo decide il campionato di serie a, la partita e i top e flop della Juve

La Juventus vince il suo 36esimo scudetto ed entra – ancora una volta – nella storia. Dopo la vittoria per 2-0 contro la Sampdoria, i bianconeri conquistano matematicamente il campionato di Serie A.

È il nono tricolore di fila, il primo con Maurizio Sarri in panchina. La Juve mette così in bacheca il 36esimo scudetto e aumenta il divario con il resto d’Italia: dietro ai bianconeri, infatti, troviamo a pari merito Milan e Inter con 18 successi, la metà di quelli della Vecchia Signora.

La Juventus, mai così cannibale in patria, ha sbloccato la partita col suo campione più decisivo, quel Cristiano Ronaldo arrivato a 31 gol in campionato e in piena lotta con Ciro Immobile per il titolo di capocannoniere.

È stato un CR7 a tratti inedito, molto più vicino alla porta, in un ruolo che – anche a gesti – ha mostrato spesso di non digerire. Anche l’esultanza è stata rabbiosa, quasi uno sfogo per un gol-scudetto che sembrava non voler arrivare e che vale tanto sia per il portoghese che per la Juve.

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Alla fine, come nelle favole, è stato l’acuto del suo eroe a portare in salvo la Vecchia Signora, fuori dalle sabbie mobili di un campionato che iniziava a mettersi male per gli uomini di Sarri. Tutto bene quel che finisce bene. E se, conoscendo CR7, il portoghese probabilmente penserà un po’ rabbuiato al rigore sbagliato nel finale, per la Juve, invece, la festa scudetto andrà avanti per tutta la notte.

Juventus-Sampdoria: la formazione

Contro la Sampdoria, la Juve scende in campo col solito 4-3-3. Cambiano, però, alcuni interpreti rispetto ai titolari visti nelle ultime uscite. In porta nessuna sorpresa, gioca Szczesny. Davanti a lui, Sarri schiera Danilo sull’out di destra, mentre a sinistra c’è Alex Sandro. Tornato Bonucci dalla squalifica, a fargli compagnia nei centrali difensivi è Matthijs de Ligt.

Si rivede da titolare anche Miralem Pjanic, nonostante l’affare ormai concluso col Barcellona. A sorpresa, turno di riposo per Rodrigo Bentancur: gli scudieri del bosniaco sono Matuidi e Rabiot.

In attacco, fuori Bernardeschi, Sarri sceglie Juan Cuadrado nell’insolita posizione – almeno per quest’anno – di esterno destro. Il tridente è completato dalla solita coppia di stelle, Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo.

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Juventus-Sampdoria: la partita

Dopo una fase di studio, la partita Juve-Sampdoria si accende al 9’. Rabiot recupera un pallone a centrocampo e punta l’area dei blucerchiati: il francese ignora Dybala, meglio posizionato, e serve Ronaldo che sbaglia lo stop e perde l’attimo per concludere a rete.

A metà del primo tempo, Sarri è costretto a ricorrere a una sostituzione forzata. Brutto scontro nell’area della Juventus fra Danilo e Ramirez: ad avere la peggio è il brasiliano che chiede il cambio. Finisce così l’esperimento di Cuadrado esterno alto, che viene abbassato di nuovo a terzino destro, e dentro Bernardeschi.

Al 37’, arriva la risposta della Samp. Jankto va via a Cuadrado e mette un buon pallone in mezzo per Quagliarella: il capitano dei blucerchiati si gira e batte a rete, ma blocca tutto Szczesny.

Una Juve sfortunata è costretta subito dopo al secondo cambio obbligato: fuori Paulo Dybala, dolorante all’adduttore della gamba sinistra, e dentro Gonzalo Higuain. Un problema non da poco per la Joya, anche in ottica Champions League: la speranza è che l’argentino si sia fermato in tempo.

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Nel finale di primo tempo, squillo della Juventus. Pjanic recupera palla in pressing e appoggia a Ronaldo in area. Il portoghese vede Bernardeschi e lo serve al limite: forte, ma centrale il tiro, deviato da Audero.

Al 51’, nell’ultimo dei 6 minuti di recupero, la Juve sblocca la partita. Rabiot parte palla al piede e si conquista una punizione dal limite. Pjanic finge di calciare e, con uno schema magnificamente eseguito, serve Ronaldo dentro l’area: destro all’angolino basso del portoghese, niente da fare per Audero.

Il secondo tempo riprende con la Sampdoria in pieno controllo del gioco. Brividi per la Juve quando, al 50’, Jankto riesce a liberarsi sulla sinistra e fa partire un cross sul quale Leris è bravo ad anticipare tutti: pallone fuori di un soffio. Pochi minuti dopo, sugli sviluppi da calcio d’angolo, Tonelli arriva prima di de Ligt e colpisce a lato con Szczesny immobile.

Passata la tempesta, però, c’è sempre l’arcobaleno. Così al 67’, Higuain serve al limite dell’area Cristiano Ronaldo che calcia. Audero non è impeccabile e respinge male: il più veloce è Bernardeschi che, con un facile tap in, ritrova il gol in campionato dopo due anni.

La Samp, però, non ci sta e reagisce con Quagliarella. Cross dalla destra di Depaoli, sul quale si avventa il numero 27: il suo colpo di testa a botta sicura trova l’opposizione d’istinto di Szczesny. Sullo scudetto, ci sono anche i guantoni del portiere polacco.

Al 76’, le ultime speranze della Samp si spengono col rosso a Thorsby. Già ammonito, il norvegese si allunga palla ed entra a martello su Pjanic: secondo giallo e blucerchiati in 10. Poco dopo, terzo cambio obbligato per la Juve: non ce la fa a continuare de Ligt, Sarri inserisce Rugani.

La Juve potrebbe chiudere la partita all’87’. Alex Sandro si infila in area e viene steso da Depaoli: nessun dubbio per l’arbitro che indica il dischetto. Cristiano Ronaldo sceglie la potenza, ma il suo tiro colpisce in pieno la traversa.

Non cambia il risultato neanche nel finale, quando, dagli sviluppi di corner, Yoshida compie un miracolo e mura sulla linea il tiro di Bonucci. Juve batte Sampdoria 2-0 e festeggia il 36esimo scudetto della sua storia.

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