Calcio femminile, la FIFA aumenta gli investimenti nei paesi emergenti

La fase finale della Champions League africana diventa l’occasione per la FIFA di rilanciare un programma di sviluppo del calcio femminile

L’anno che si chiude è stato straordinario per lo sviluppo del calcio femminile, nonostante la pandemia e le mille difficoltà legate a un mercato in forte contrazione a causa del Covid.

FIFA Femminile
La Champions League africana vinta dal Mameolodi, a sinistra Fatma Samoura (FIFA-Cosafa)

Calcio femminile, numeri in crescita

Ma i numeri che riguardano la base del movimento del calcio femminile sono in crescita esponenziale. Aumentano le giocatrici tesserate in ogni parte del mondo. Diminuisce la loro età media, il che significa una maggiore fidelizzazione nelle scuole e soprattutto nelle università che diventano il vero bacino di sviluppo in paesi guida come gli Stati Uniti, il Giappone, la Corea del Sud.

L’Europa, forte di un mercato in piena evoluzione, fa da traino con Inghilterra, Germania e Spagna che anticipano i tempi. Senza tuttavia che gli altri paesi perdono troppo terreno. I riscontri, più che evidenti che arrivano dall’Italia, ma anche dalla Francia, e da paesi come Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca per non parlare della Svezia, tradizionalmente un paese leader, dimostrano che ormai ogni paese può avere un campionato professionistico di calcio femminile.

 FIFA, il Mondiale  di calcio femminile 2023

L’obiettivo della FIFA, a questo punto, è cercare di rendere questo modello di sviluppo, che è indubbiamente di successo, un punto di riferimento per il calcio globale. E dunque non solo in Europa, dove a dettare legge sono i grandi club e le polisportive. Come negli Stati Uniti o in Estremo Oriente, dove il punto di riferimento per eccellenza sono le università e le high school.

Ma anche in Sudamerica dove lo sviluppo è più faticoso. E persino in Africa, dove gli ultimi riscontri legati non soltanto alla coppa continentale per nazioni ma anche alla Champions League africana sono stati più che positivi.

Ci apprestiamo a vivere un 2022 straordinario, con un attesissimo Europeo. Ma, la vera linea di demarcazione, sarà quella rappresentata dai Mondiali di Australia e Nuova Zelanda nel 2023.

“Portare il calcio femminile ovunque”

“Il talento non ha confini – dice Fatma Samoura, segretaria generale della FIFA, una delle più grandi sostenitrici del calcio femminile a livello mondiale – e il nostro impegno deve andare nella direzione di divulgare, finanziare e aiutare. Dobbiamo affrontare questioni di prima necessità punto il caso delle donne sportive dell’Afghanistan è stata un’emergenza che, da una parte, ci ha seriamente preoccupato. Ma dall’altra ha contribuito a fare luce su un movimento straordinario, potente e sotterraneo. Quello delle donne che vogliono a tutti i costi conquistare la loro identità sportiva. La FIFA, sotto questo aspetto, non può chiamarsi fuori da quella che è, soprattutto in questo momento, una battaglia culturale. Ma anche economica. Dobbiamo portare risorse là dove non ce ne sono. Dobbiamo portare il calcio ovunque, soprattutto nei paesi dove, in questo momento, giocare e riunirsi è ancora più difficile”.

Interessi e investimenti

La forbice che divide le sovvenzioni tra calcio maschile e calcio femminile è ancora enorme. Basti pensare alle differenze dei premi che vengono distribuiti nelle varie competizioni. Mondiale, Europeo ma anche Champions League. Ma il meccanismo, a poco a poco, sta cambiando: “La verità dei fatti è che il calcio femminile non è mai stato così popolare – dice Sarai Bareman, responsabile organizzativa della federazione internazionale del calcio – lo dimostrano gli ascolti registrati durante le ultime Olimpiadi. E il fatto che moltissimi diritti televisivi siano stati rinnovati non solo a livello locale ma anche internazionale. Abbiamo esempi concreti che ci dicono che il calcio femminile ha un mercato e soprattutto una base solida. Dobbiamo estenderla ancora e renderla ancora più competitiva. Il mondiale del 2023, sotto certi aspetti, sarà un trampolino di lancio sensazionale”.

La Champions League africana si è conclusa con la vittoria della squadra sudafricana del Mamelodi Sundowns Ladies, 2-0 sulle ghanesi dell’Hasaacas Ladies. É stata l’edizione di maggiore successo di sempre con 33 squadre iscritte e una Final Eight ospitata in Egitto trasmessa interamente in diretta su tutte le principali televisioni continentali con ascolti da record per il calcio femminile.

La festa per il titolo continentale delle Mamelodi Sundowns

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