Mondiali 2014: Italia Lussemburgo pareggiano, e se non fosse un brutto segno?

Vi ricordate un Italia-Nuova Zelanda finito con un pareggio? E il 2-2 con Haiti dell’anno scorso? Il nome di Pak Doo Ik vi dice qualcosa? Eppure, a volte, fare brutte gare  prima significa vincere poi…

gol marchisio

Italia Lussemburgo non è andata benissimo: uno scialbo pareggio con una squadra che certamente non è tra le top mondiali, anzi. L’1-1 è arrivato dopo un’altra partita non esaltante contro l’Irlanda, finita anch’essa con un pareggio (e l’infortunio a Montolivo).

L’Italia è andata in vantaggio con Marchisio dopo 10 minuti di gioco, subito dopo ha colpito due traverse con Balotelli e Candreva. E poi ha fatto tanta fatica subendo persino il pareggio di Chanot a 5 minuti dal termine da azione nata da calcio d’angolo. Parziali cose positive della serata di ieri: le prove di De Rossi, Verratti e soprattutto il brio portato in attacco da Cassano.

Comunque non disperiamo. Spessissimo è capitato che la nazionale azzurra prima di appuntamenti importanti, poi finiti con buoni risultati, giocasse male e facesse prestazioni non esaltanti anche con nazionali di seconda o terza fascia.

Basta partire da quanto successe l’anno scorso con Haiti. Un pareggio eclatante (2-2) che però non compromise la successiva Confederation Cup dove gli Azzurri arrivarono terzi, eliminati in semifinale ai rigori dalla Spagna e poi vincenti nella finalina contro l’Uruguay.

Anche nel 2006 in due amichevoli premondiali pareggiammo contro Svizzera e Ucraina, salvo poi fare uno dei più bei mondiali della storia, con vittoria. E come non ricordare la fase a gironi del mondiale 1982. L’Italia arrivò seconda a pari merito con il Camerun dopo 3 pareggi e passò solo per il numero maggiore di reti segnate. E anche qui alla fine arrivò il titolo mondiale. Addirittura nell’edizione statunitense del 1994 fummo terzi nel girone, perdendo con l’Irlanda all’esordio e passando tra le migliori terze. Anche in questo caso poi il mondiale andò bene e si arrivò alla finale.

Certo in qualche caso le sconfitte storiche sono restate tali, senza “lieti fini”. Basta ricordare il gol del professore di educazione fisica Pak Doo Ik che nel 1966 condannò l’Italia all’eliminazione dalla Coppa in Inghilterra. Fu la tremenda sconfitta con la Corea del Nord, forse il punto più basso del nostro calcio.

Anche il 2010 fu un annus horribilis. Eliminati nella fase a gironi arrivando da campioni del mondo in carica. E se l’1-1 col Paraguay poteva starci, il pareggio contro la Nuova Zelanda ci stava un po’ meno. Finimmo ingloriosamente con un 3-2 subito dalla Slovacchia.

Vedi anche: Nazionale le foto prima della partenza

 

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