Sorrentino a Cannes riflette sulla vecchiaia e tenta la doppietta

Tre film italiani a Cannes, tra i favoriti Sorrentino e il suo “Youth”, una riflessione sulla vecchiaia con grandi star che potrebbe portare a un nuovo trionfo del regista napoletano.

Paolo Sorrentino

Quest’anno a Cannes saranno tre i registi italiani che concorreranno per conquistarsi l’ambitissima Palma d’Oro: Nanni Moretti, ormai frequentatore abituale del Festival – di cui è stato anche giurato -, Matteo Garrone, vincitore per ben due volte del Gran Premio speciale della giuria, e l’ormai notissimo nonché premio Oscar per miglior film straniero, Paolo Sorrentino.

Quest’anno il regista napoletano Paolo Sorrentino parteciperà al festival con il film “Youth – La giovinezza”, vantando un cast del tutto stellare: nelle sale il 20 maggio, il lungometraggio annovera nomi come Harvey Keitel, Rachel Weisz, Michael Caine, Jane Fonda, Paul Dano.

Dopo aver vinto l’oscar nel 2014 per la Grande Bellezza, Sorrentino è diventato uno dei più amati e apprezzati cineasti in America. Considerato erede diretto di Fellini, anche lui consacrato come genio del cinema dal grande pubblico americano, non stupisce che per questo film Sorrentino abbia deciso di avvalersi di un cast di grandi star del Nuovo Continente.

Aveva già, con successo, lavorato con l’affascinante Sean Penn per “This must be the place”, e ora ci riprova con mostri sacri come Harvey Keitel e Michael Caine.

Con “Youth” il regista punta alla doppietta: dopo l’oscar, la Palma d’Oro. Vincere a Cannes rappresenta infatti una delle più grandi soddisfazioni per un regista europeo, forse anche più importante dell’Academy Award. Cannes è famoso per la qualità dei film che vi prendono parte, e per aver ospitato, nella sua storia, i più grandi artisti del mondo del cinema.

Di produzione italiana, francese, inglese e svizzera, il lungometraggio si distingue immediatamente per lo stile raffinato ed elegante che caratterizza oramai tutti i prodotti del cineasta napoletano. Come in altri film, Sorrentino si cimenta ancora nell’indagine di questioni profonde. In questo caso, la giovinezza vista dagli occhi di due ottantenni in vacanza insieme, che volgono lo sguardo indietro, con un misto di tenerezza e nostalgia, verso tutto ciò che è stato e verso chi ha ancora tutta la vita davanti a sé.

Il tema della vecchiaia, spirituale e/o fisica, è un tema delicato che è stato affrontato da tanti nomi autorevoli, nella letteratura da Italo Svevo in “Senilità”in primis e, per fare un esempio più recente, “Ragazzo – Storia di una vecchiaia” di Massimo Fini. Sorrentino quindi si è lanciato in un progetto certamente impegnativo e tutt’altro che banale, e la difficoltà è certamente quella di riuscire a trattare una tematica così complessa con leggerezza ma senza superficialità e senza rimanere intrappolati in una forma priva di sostanza.

Vedi anche: I film più belli della storia del Festival di Cannes

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