Ultime sulle pensioni: quota 100, quota 41 e la proposta Fornero

Le ultime notizie sulle pensioni di oggi: tra quota 100 e quota 41, una proposta della Fornero e il futuro di opzione donna. Ecco le novità.

Pensioni, quali sono le ultime notizie? La discussione sulla riforma delle pensioni non conosce sosta, nemmeno in questi giorni di mezza estate in cui il Governo sembra dover affrontare altre grane. Tuttavia, quello della pensione anticipata, rimane uno degli argomenti di maggiore interesse fra i lavoratori, specie per quelli direttamente interessati.

Anche per questo l’esecutivo e i due partiti che lo sostengono, ovvero Lega e Movimento 5 Stelle, stanno pensando a delle novità. Ma non solo loro avanzano delle proposte, infatti nelle ultime ore anche la professoressa Fornero (che firmò la drastica riforma pensionistica adottata dal Governo Monti) ha lanciato un’idea. Di tutte queste ultime notizie sulle pensioni e molto altro ci occuperemo nel proseguo di questo articolo.

Pensioni, le ultime notizie su quota 100

Partiamo da quota 100, provvedimento cardine approvato dal Governo nella scorsa Legge di bilancio. Ci sono infatti dei nuovi dati inerenti il mese di giugno, che riportano l’arrivo di 162.000 richieste di adesione da parte dei lavoratori.

Quota 100 dunque sta coinvolgendo un discreto numero di persone e la sua sperimentazione dovrebbe andare avanti per altri 3 anni, ossia fino al 2021. Inoltre. la riduzione dei costi verificatasi fino ad ora, rispetto a quanto previsto, rappresentano un vantaggio per il provvedimento, che non sta gravando eccessivamente sulle casse dello Stato.

Infatti, la riforma durante l’anno in corso è costata oltre 2 miliardi in meno rispetto a quanto preventivato. Tale somma è stata impiegata per realizzare una manovra che ha consentito al nostro paese di evitare la procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. Anche per questo l’esecutivo sta pensando di mettere in atto quota 41 per il futuro.

Quota 41: lavoratori in pressing per averla subito e senza penalizzazioni

Il vantaggio di quota 41 (proposta ancora allo studio) consisterebbe nello slegare l’accesso alla pensione anticipata rispetto ad ogni requisito anagrafico. Per questo si tratterebbe di un’opzione favorevole a quei lavoratori che hanno iniziato la loro attività da molto giovani.

Il numero di coloro che vorrebbero avere quota 41 già l’anno prossimo, senza subire penalizzazioni, è elevato. In particolare c’è chi propone addirittura un blocco dei contributi oltre i 40 anni, con il versamento di tali somme direttamente in busta paga, rendendola così più pesante.

Ovviamente un meccanismo simile sembra difficile possa essere utilizzato, ma l’esecutivo sta ragionando su come modellare l’iniziativa per la legge di bilancio 2020, dunque tutte le strade sono ancora percorribili.

La proposta della Fornero: contributi dallo Stato per i disoccupati

L’attuale sistema pensionistico e le complicate condizioni lavorative dei giovani e dei quarantenni di oggi, rendono difficile immaginare un futuro pensionistico adeguato per questa generazione. Infatti, per loro è altamente probabile ottenere la pensione ben oltre i 70 anni e con un importo minimo al limite della sopravvivenza. Questo a causa dei buchi contributivi che si creano nei periodi di inattività lavorativa o per le assunzioni part time, molto comuni oggigiorno.

Una situazione difficile, a cui parzialmente ha contribuito anche la riforma delle pensioni firmata da Elsa Fornero (che ha alzato sensibilmente l’età pensionabile). Proprio l’ex Ministro del lavoro ha affrontato questo tema in un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva Uno Mattina Estate.

La Fornero ha affermato: “visto che la vita lavorativa di molti è frammentata e lo stipendio percepito è basso, ci vorrebbe un intervento di sostegno e assistenza che guardi al futuro dei cittadini”. In altre parole, secondo la Fornero, sarebbe necessario l’intervento dello Stato per pagare i contributi di coloro che hanno questi buchi.

L’ex ministro ha affermato che ciò sarebbe realizzabile tramite un corrette utilizzo della tassazione generale. Ossia aumentando la tassazione sui ricchi, in base al principio proporzionale sancito dalla Costituzione italiana.

Insomma, si tratta di una proposta destinata a dividere, che da un lato potrebbe raccogliere consensi dai lavoratori in questa situazione e dall’altra potrebbe creare malumore verso coloro che vedrebbero aumentare le tasse a loro carico.

Vedi anche: Pensione sociale donne, requisiti e informazioni

I problemi con opzione donna

Infine, trattiamo il tema della pensione anticipata per le lavoratrici, collegata alla cosiddetta opzione donna. Questa legge consente di ottenere l’assegno pensionistico all’età di 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 per quelle autonome, che hanno versato 35 anni di contributi.

Si tratta di una possibilità accolta favorevolmente da molte lavoratrici, tuttavia nell’ultimo periodo stanno emergendo delle perplessità da parte del CODS (Comitato Opzione Donna Social). Esso, sottolinea  il rischio che questa misura diventi assistenziale, visto che rimane l’unica possibilità disponibile per molte lavoratrici arrivate verso il termine della propria carriera.

Vedi anche: A che età si va in pensione in Italia?

L’amministratrice ha spiegato che sono molte le donne che invocano la possibilità di sfruttare l’opzione alla maturazione dei 35 anni contributivi, a prescindere dall’età anagrafica. Questo in quanto tale opzione è l’unica percorribile quando non sono stati raggiunti i requisiti previsti per l’uscita di anzianità oppure ci si trova disoccupati.

Un’altra richiesta del comitato è quella di prolungare la legge fino al 2023, visto che attualmente è prevista solo per il prossimo anno.

Di certo per il futuro il Governo dovrà tenere conto di queste richieste e provare a trovare un equilibrio in grado di garantire il diritto alla pensione anticipata alle lavoratrici, senza gravare troppo sui conti. Staremo a vedere se si riuscirà a realizzare questa operazione tutt’altro che semplice.

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