Måneskin – Zitti e buoni: testo e significato

Zitti e buoni dei Måneskin. Video, testo e significato della canzone che ha vinto Sanremo ed Eurovision

Zitti e buoni dei Måneskin, tratta dall’album “Teatro d’ira – Vol. I”, è il brano con cui la band romana ha vinto non solo il Festival di Sanremo 2021 ma anche l’Eurovision Song Contest 2021. Quella dell’Eurovision è una vittoria importante, se si considera che la competizione è stata vinta dall’Italia solo altre due volte (nel 1964 con “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti e nel 1990 con “Insieme: 1992” di Toto Cutugno). All’Eurovision i Måneskin hanno anche vinto il premio per il miglior testo.

Zitti e buoni è un brano arrabbiatissimo, irriverente e decisamente rock, sia nella musica che nel testo. Inizialmente la canzone, a cui lavoravano già nel 2016, era stata pensata dal gruppo come una ballata ma è stata in seguito rielaborata in chiave più rock. Come hanno dichiarato in un’intervista: «È nata come un ballata e poi ci siamo andati giù pesanti». Ma prima di vedere testo e significato ascoltiamo la canzone!

Zitti e buoni – Måneskin. Video canzone

Måneskin, Zitti e buoni. Testo della canzone

Loro non sanno di che parlo
Voi siete sporchi, fra’, di fango
Giallo di siga fra le dita
Io con la siga camminando
Scusami, ma ci credo tanto
Che posso fare questo salto
E anche se la strada è in salita
Per questo ora mi sto allenando
E buonasera, signore e signori, fuori gli attori
Vi conviene toccarvi i coglioni
Vi conviene stare zitti e buoni
Qui la gente è strana, tipo spacciatori
Troppe notti stavo chiuso fuori
Mo’ li prendo a calci ‘sti portoni
Sguardo in alto tipo scalatori
Quindi scusa mamma se sto sempre fuori, ma
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Io ho scritto pagine e pagine, ho visto sale poi lacrime
Questi uomini in macchina e non scalare le rapide
C’è scritto sopra una lapide, in casa mia non c’è Dio
Ma se trovi il senso del tempo risalirai dal tuo oblio
E non c’è vento che fermi la naturale potenza
Dal punto giusto di vista, del vento senti l’ebrezza
Con ali in cera alla schiena ricercherò quell’altezza
Se vuoi fermarmi ritenta, prova a tagliarmi la testa perché
Sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cosa parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Parla, la gente purtroppo parla
Non sa di che cazzo parla
Tu portami dove sto a galla
Che qui mi manca l’aria
Ma sono fuori di testa, ma diverso da loro
E tu sei fuori di testa, ma diversa da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Siamo fuori di testa, ma diversi da loro
Noi siamo diversi da loro

Måneskin, Zitti e buoni: significato del testo

Zitti e buoni come abbiamo visto è una canzone decisamente rock. Erano in tanti negli ultimi anni a dire che il rock ormai era morto, ed ecco quale è stata la risposta dei Måneskin (che si pronuncia “Móneskin” e significa “chiaro di luna” in danese, per chi se lo chiedesse).

Parlando del significato di “Zitti e buoni” i Måneskin hanno dichiarato in una intervista che “Non bisogna sentirsi soli o sbagliati perché magari si è diversi o si viene presi in giro da quella che è la maggioranza, ma anzi bisogna cercare di farne una forza”.

Zitti e buoni parla quindi proprio di questo: della rivendicazione della propria unicità come forza, come marcia in più. E se qualcuno ci chiude la porta in faccia perché non siamo come ci si aspetta non bisogna abbassare la testa ma andare avanti restando autentici.

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Si tratta quindi anche di una critica piuttosto esplicita rivolta a chi non comprende e non valorizza i giovani, che si trovano quasi sempre costretti a dover fare fatiche immani e soprattutto a modificare radicalmente il proprio modo di essere per corrispondere a canoni prestabiliti e riuscire ad emergere.

Ma con “Zitti e buoni” i Måneskin dicono (anzi gridano) che è fondamentale restare se stessi e tuttavia andare avanti. “Se vuoi fermarmi ritenta, prova a tagliarmi la testa”. Cioè, parafrasando: se vuoi fermarmi, l’unico modo per riuscirci è tagliarmi la testa, perché finché avrò una testa la userò a modo mio.

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