Vaccino contro l’influenza? No, grazie

Le future mamme inglesi rifiutano la vaccinazione. Il timore è che il farmaco sia stato prodotto troppo in fretta

(25 ottobre 2009) – Paura di effetti collaterali che possano danneggiare il nascituro: per questo quasi la metà delle future mamme inglesi rifiuta di farsi vaccinare contro l’influenza A/H1N1. Il dato è stato raccolto durante un sondaggio curato dal sito Mumsnet.com. Per l’esattezza, il 48 per cento delle intervistate ha risposto con un no secco alla possibilità di vaccinarsi. Il 22 per cento non ha escluso di farlo in futuro, mentre le mamme convinte di ricorrere al vaccino sono solo il 6 per cento. A rendere inaffidabile il farmaco sarebbe la troppa fretta con cui è stato prodotto, testato e immesso sul mercato. Neanche a farlo apposta, le percentuali sono quasi identiche se a rispondere sono le mamme, che intervistate sulla possibilità di vaccinare i propri bambini, hanno opposto un “no” nel 46 per cento dei casi. Il 22 per cento vuole valutare meglio, ma non esclude il vaccino, mentre il 5 per cento delle mamme è disposto a far subito la punturina.

Intanto, secondo studi condotti sulle donne americane, proprio le donne in gravidanza rischiano maggiori complicazioni in caso di contagio. Le donne intervistate sono state quasi 1.500: il 15 per cento di loro ha rivelato di avere avuto almeno un caso di influenza in famiglia. Probabilmente le donne britanniche sono più preoccupate per l’affidabilità del vaccino che per la pericolosità del virus, visto che la prima ondata di infezioni non è stata grave come avevano prospettato le autorità sanitarie. Le stesse fonti però prospettano una seconda ondata per ottobre, molto più pericolosa della prima.

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