Pensioni lavoratori precoci: le ultime novità 2019 2020

Pensioni lavoratori precoci: le novità di oggi. A chi spetta lo scivolo, requisiti, ultime news

Fra le possibilità rimaste utilizzabili per conseguire la pensione anticipata, a seguito del varo della Legge di bilancio 2020, oltre a quota 100 e opzione donna, spicca la possibilità destinata ai lavoratori precoci.

Si tratta di una forma di scivolo pensionistico destinato a determinate categorie di lavoratori che possiedono requisiti ben precisi. Per questo è importante conoscere le caratteristiche necessarie e le novità previste per il prossimo anno.

Lavoratori precoci: chi sono

I lavoratori precoci sono coloro che hanno iniziato la carriera lavorativa fin da molto giovani e perciò hanno accumulato molti anni di contributi.

Nello specifico, parliamo di chi possiede almeno un anno già versato prima del compimento di 19 anni di età anagrafica. In questo caso, in presenza di 41 anni di contributi versati, questi lavoratori potranno conseguire la pensione anticipata.

Si tratta solitamente di lavoratori che hanno circa 60 anni, dunque un’età anagrafica ben diversa rispetto a quella prevista dalla Legge Fornero (pari a 67 anche per il 2020).

Pensioni precoci 2020: tutte le ultimissime news

Questo scivolo pensionistico è stato confermato nella Legge di bilancio 2020, voluta dal governo giallorosso e viene incontro a coloro che hanno iniziato a lavorare in giovane età.

Tra i requisiti previsti per poter sfruttare questo anticipo pensionistico figurano (in alternativa):

  • il fatto di svolgere attività particolarmente faticose. Si tratta però di mansioni svolte necessariamente dal diretto interessato almeno per 7 degli ultimi 10 anni lavorativi.
  • Essere caregivers (ossia coloro che assistono un loro congiunto o familiare ammalato e/o disabile).
  • Risultare invalidi civili almeno al 74%, sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi.
  • Essere disoccupati ed aver esaurito la disoccupazione Naspi, passando un ulteriore trimestre di inoccupazione.

Per coloro che rientrano in questi casi, è prevista una finestra di 3 mesi, dal maturamento dei requisiti, nel 2020. Essa è quindi più breve rispetto ad altre opportunità, come ad esempio opzione donna o in alcuni casi quota 100. Una volta trascorso questo periodo, il lavoratore sarà in pensione e godrà del trattamento pensionistico calcolato in base ai contributi versati.

Vedi anche: Rivalutazione pensioni 2020: le ultime dell’Inps sull’aumento

L’Ape volontaria potrebbe essere abolita

Restando in materia di pensioni anticipate per il prossimo anno potrebbe non essere confermata l’Ape volontaria. Questo non consentirebbe più, a chi lo volesse, di sfruttare l’anticipo finanziario per andare in pensione con 63 anni d’età e un minimo di 20 anni di contributi già versati.

Vedi anche: A che età si va in pensione in Italia

Questo anticipo pensionistico potrebbe dunque sparire, sia per chi intendeva fruirne singolarmente, sia nella versione prevista per le aziende. Tale scelta potrebbe essere giustificata dal non elevato numero di adesioni riscontrate nel 2019 e dalla necessità del Governo di salvaguardare le casse dello Stato. Questo ultimo aspetto, in particolare, ha creato parecchi problemi in sede di redazione della nuova manovra finanziaria e potrebbe essere il motivo principale dell’eventuale abolizione.

Al momento sono queste le ultimissime notizie sulle pensioni precoci e anticipate per il 2020. Vi invitiamo a non perdere gli aggiornamenti su questo tema, che non smette di animare il dibattito politico.

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