Quello che i capelli dicono di noi tra psicologia e tipi di taglio

Solo capelli? Non proprio. I capelli possono dire molto di una persona. Ma riflettono anche cambiamenti storici e culturali. Ad esempio sapete chi ha stabilito che l’uomo dovesse avere i capelli corti e la donna lunghi? Vediamo tutto il linguaggio dei capelli

psicologia capelli
Foto: Imaxtree

Psicologia capelli –  Si dice che quando finisce una relazione sentimentale, la donna si reca dal parrucchiere per dare un taglio netto ai capelli. In pratica questo gesto dimostra la voglia di cambiare, evolvere, trasformarsi, cercare di chiudere con il passato. Gli Inglesi quando pensano a un cambiamento drastico dicono “Change your hair, change your mind”

Cosa rappresentano i capelli in psicologia, storia e cultura

In effetti la scelta di un determinato taglio, colore o pettinatura, non è frutto del caso, o solo del consiglio dell’hair stylist, ma esprime un preciso messaggio.« La capigliatura è certamente l’elemento più visibile, più saliente sul piano percettivo dell’intera figura umana. Mobilissima, colorata, voluminosa, quindi difficile da nascondere», dice Ugo Volli, semiologo e filosofo del linguaggio all’Università di Bologna.

« I capelli sono visibili ed evidenti, tanto da comunicare indizi culturali importanti: se una persona è “dei nostri”, oppure è straniera, magari nemica; dalla lunghezza si capisce se è maschio o femmina, dal colore se è giovane o anziano». I capelli sono anche lo specchio dell’anima e rappresentano il nostro modo di affacciarci al mondo, di stabilire un legame con gli altri. La carica simbolica dei capelli è altissima, nei secoli averli più o meno lunghi ha significato forza, potere, libertà e dignità. E molto hanno pesato anche gli influssi culturali e religiosi. In passato rasare la testa di un uomo equivaleva ad umiliarlo.

Numerosi preti ed ecclesiastici, invece, si tagliavano i capelli molto corti in segno di sottomissione alla propria divinità. Fu San Paolo, nella Lettera ai Corinzi, a stabilire che l’uomo dovesse avere i capelli corti mentre per la donna era normale averli lunghi.

Come simbolo di libertà i capelli hanno fatto la storia di un’epoca, quella degli hippies con le loro le loro leggende che ruotavano intorno all’era dell’Acquario e al musical “Hair”. Di contro c’è poi la tradizione del taglio cortissimo quasi rasato, delle forze militari, un concetto di ordine e di obbedienza.

Psicologia Capelli corti: voglia di sensualità

Contrariamente a quanto si pensi gli uomini trovano molto sensuale un taglio corto perché lascia scoperta la nuca, una zona erogena. Proprio per questo il pixie cut non è adatto a tutte, richiede una certa grinta e sicurezza, un viso molto curato e un’armonia dei lineamenti.

Sono molte le celebrità che hanno abbandonato le lunghe chiome a favore di un taglio corto e sbarazzino, vedi Elizabeth Moss, Miley Cirus, Anne Hathaway costretta al pixie cut per il film “Les Miserables”, Emma Watson, una delle prime, quasi a comunicarci che lei è cresciuta, cambiata, non è più Hermione, la ragazzina della saga di Harry Potter.

Psicologia capelli lunghi: esaltare la femminilità

In passato i capelli lunghi, folti e fluenti erano associati al potere e alla potenza. Indimenticabile la forza di Sansone nascosta nella sua chioma e le parrucche degli aristocratici alla corte del Re Sole. Le chiome fluenti sono sinonimo di vanto, eleganza, femminilità, in qualunque modo vengono pettinati donano alla donna un allure romantico.

Sono molto versatili e permettono diversi cambi di look. Nel recente red carpet del Golden Globe, Megan Fox e Jennifer Lopez, hanno sfoggiato chiome lunghissime e folte (merito delle extension?) .

Di grande fascino anche le acconciature raccolte. Non c’è una diva che non l’abbia sfoggiato in qualche film. Il simbolo resta la crocchia “bon ton” che Audrey Hepburn sfoggiava in “Colazione da Tiffany” . Può essere alto, a banana, basso e scarmigliato, ma in ogni modo dona sempre un tocco elegante e sensuale.

Capelli e personalità: ondulati e ricci

La forma del capello è programmata geneticamente ed scritta all’interno del bulbo pilifero: un follicolo a forma di amo genera ricci e onde. Questa caratteristica riguarda un terzo delle italiane, ma non tutte sono amanti delle chiome ribelli. Così ricorrono a piastre, stirature chimiche, asciugature lunghissime, che tendono ad indebolire i capelli. In realtà se i capelli mossi o ricci sono ben gestiti, con i prodotti giusti, donano un look dolce e languido.

Come dimenticare le vamp degli anni Quaranta come Rita Hayworth, Alida Valli, Lauren Bacall, la quintessenza della femminilità? Questo stile è stato riscoperto dalle nuove star, vedi la rossa Jessica Chastain, Jessica Alba e, Miranda Kerr (la fidanza di Orlando Bloom), che hanno anche sfoggiato la riga da una parte, lasciando libero il collo in modo malizioso.

Vedi anche: Capelli rossi curiosità miti leggende

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