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Offerte telefonia: 7 infallibili regole per scoprire ed evitare tutti i costi nascosti

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Offerte telefonia: alcune semplici regole per evitare tutti i costi occulti che pesano sugli abbonamenti del telefono

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Offerte telefonia mobile, offerte telefonia fissa, offerte Internet: ogni giorno veniamo tempestati di proposte commerciali per sottoscrivere nuovi abbonamenti per il nostro telefono. Ci chiamano direttamente, magari anche se abbiamo sottoscritto l’adesione al registro delle opposizioni che in teoria dovrebbe impedirlo. Vediamo offerte per telefoni arrivare nelle caselle di posta elettronica, vediamo le pubblicità sui siti in cui navighiamo, in tv, ovunque. E magari poi l’abbonamento lo sottoscriviamo, ma non teniamo conto che dobbiamo stare molto attenti a tanti costi nascosti che magari non sono ben segnalati.

I costi di attivazione

Chi vi scrive ha sottoscritto un abbonamento con un grande operatore nazionale direttamente in uno store. Abbonamento molto conveniente: 9 euro con minuti illimitati e un buon traffico web. L’offerta era certamente migliore di quella che aveva. Il problema è che si è ritrovato, per altro con domiciliazione diretta in banca (altra nota dolente, ma ne parliamo più avanti) un costo di attivazione di 15 euro (oltre ai 5 euro di costo Sim, anche essi sempre da considerare) che né era stato inserito nel contratto firmato, né tanto meno era stato detto a voce dal venditore al negozio.

I tentativi di avere il rimborso attualmente non sono andati a buon fine dato che l’app per comunicare i problemi e le ripetute segnalazioni al servizio clienti non hanno portato a nulla se non a un “ci invii il contatto via fax” (contratto che ovviamente l’operatore ha già e che era stato comunque inoltrato tramite app…). E ovviamente poi si viene smontati dai tempi e dai costi del ricorso per cifre comunque piccole.

  • Quindi prima regola: leggere attentamente il contratto, note comprese e chiedere come prima domanda, C’è un costo di attivazione? C’è un costo di installazione della linea (se se stiamo sottoscrivendo un abbonamento fisso)?

Non fermarsi alla cifra pubblicizzata

La pubblicità ha dinamiche che puntano a massimizzare l’effetto del numero. Spesso viene ampiamente pubblicizzata una cifra che può non essere il costo “finito” dell’abbonamento.

Ad esempio Tim pubblicizza la nuova Fibra+ a 24 Euro e 90 (ogni 4 settimane). Aprendo la pagina “Maggiori dettagli” si scopre che l’abbonamento è riservato solo ai nuovi clienti, che l’opzione 1000 mega è gratis solo per un anno (poi costa 5 euro e il vincolo contrattuale è di 24 mesi, quindi dal secondo anno si paga 29,90), che va aggiunto il costo per le chiamate (per averle comprese con minuti illimitati si paga 10 euro in più ogni 4 settimane), che se si vogliono anche le chiamate via cellulare sono altri 10 euro in più ogni 4 settimane… Tutto assolutamente normale e legittimo ed è la modalità che utilizzano tutti gli operatori.

  • Seconda regola: controllare molto bene tutti i costi nelle informative più dettagliate.

I costi occulti: sms a pagamento

Può esservi capitato: vi arriva un sms a pagamento e vi scala magari 2,50 dal credito, così di colpo. Come sia arrivato e perché non lo sapete. Magari navigando avete cliccato da qualche parte e vi siete abbonati a questi servizi di news, oroscopo, invio wallpaper e quant’altro. Sta di fatto che è frequentissima questa modalità di perdere soldi dal credito e ve ne accorgete solo a fatto compiuto, a credito scalato.

  • Terza regola: appena la Sim è attiva, subito chiamare il servizio clienti e chiedere il barring sms, cioè di  far disattivare gli sms a pagamento (chiamati anche sms premium).

Il costo nascosto dei servizi “chi ha chiamato”

Ma ci sono altri costi nascosti del telefono parecchio odiosi. Uno di questi è il servizio che vi avverte di chi vi ha chiamato (nominato in modi diversi dagli operatori, “Chiamami” di Tim, “Ti ho cercato” di Tre e Vodafone ecc.). Fino a poco tempo fa era gratuito e ora invece si paga. Se lo volete togliere dovete anche qui chiamare il servizio clienti perché praticamente sempre è di default inserito nelle impostazioni e ve ne accorgerete solo al primo avviso di pagamento.

Premesso che il telefono vi indica già se qualcuno vi sta chiamando mentre state a vostra volta chiamando o se avete avuto una telefonata cui non avete risposto, ci sono anche app come Phone Funky che tengono traccia di chiamate ricevute a telefono spento o non raggiungibile (come fanno i servizi a pagamento).

  • Quarta regola: appena attivata la Sim disdire il servizio che avverte di chi ci chiama a telefono spento e in generale tutti i servizi a pagamento.

Roaming

Se la nuova normativa ha notevolmente ridotto i costi delle telefonate dall’estero occorre però essere molto attenti nel conoscere la tariffazione in roaming, in particolare quella dati, che potrebbe dare spiacevoli sorprese. Attenzione anche al fatto che ci sono nazioni, come la Svizzera, che non rientrano nel nuovo accordo U.E. e quindi in essi può succedere di vedersi applicata un notevole tariffazione supplettiva.

  • Quinta regola: attenzione al roaming, informarsi sulle tariffe prima di attivarlo.

I costi addebitati direttamente sul conto corrente

Una novità degli ultimi tempi è quella che le offerte di telefonia sono quasi sempre legate ad una domiciliazione bancaria. Questo significa che i soldi non vengono scalati da una ricaricabile (e quindi sono ben visibili e al limite l’abbonamento per il mese successivo non riparte con la sim non ricaricata) ma che passano nelle righe di tutti i nostri movimenti bancari. L’utente non molto attento quindi potrebbe farsi scappare qualcosa (ad es. i costi di attivazione non previsti citati a inizio articolo).

  • Sesta regola: controllare sempre l’estratto conto bancario e segnalare eventuali differenze di costo riscontrate e scalate sul conto.

Non è mai facile poi farsi restituire i soldi ma le domiciliazioni si possono togliere dal proprio home banking o in filiale impedendo che così siano scalati in futuro anche ulteriori costi occulti non previsti o non comunicati. Attenzione però che se avete sottoscritto un abbonamento di 12 o più mesi ci sono sempre penali per l’uscita anticipata.

Nessuna penale per recesso anticipato: La legge Bersani e la sua ambiguità

Premessa: se le tariffe del vostro abbonamento fossero modificate dal gestore nell’arco di validità dello stesso potete recedere senza problemi e senza penali.

Se volete recedere voi anticipatamente invece potrebbe esservi richiesta una penale. La legge Bersani in teoria vieta questo genere di pratica ma con un’ambiguità di fondo: la disdetta anticipata di un abbonamento non comporta alcuna spesa, eccetto eventuali spese giustificate, scritte nel contratto, che l’utente deve saldare al momento dello scioglimento dei vincoli. Tipicamente queste spese sono le rate del telefono non ancora versate (se lo si acquista con l’abbonamento) o una penale perché il gestore ha offerto al cliente una tariffa più conveniente, a patto che restasse abbonato per un certo periodo.

Se nel primo caso (rate telefono) non c’è storia, va pagato il telefono fino in fondo, nel secondo, con una disdetta fatta nei modi corretti (raccomandata A.R., meglio se fatta prima del mese finale dello stesso) teoricamente non dovreste avere alcuna penale. L’Autorità per le comunicazioni ha scritto esplicitamente che i gestori possono chiedere solo i costi effettivamente sostenuti per la disattivazione del servizio, e tale spesa deve essere dimostrabile. Ha scritto anche che in caso di passaggio di operatore questi costi sono sostanzialmente già fatti propri dal nuovo operatore e quindi non dovuti.

Questa la teoria. La prassi è che ormai tutti gli operatori mettono già a contratto questi costi di disattivazione anticipata. Quindi occhio, leggere bene prima di firmare, perché li dovrete pagare.

  • Settima regola: attenzione alla penale richiesta per il recesso anticipato.

Ricorso al Corecom

In tutti i casi in cui pensate che vi siano stati addebitati costi non dovuti il primo passo è la conciliazione presso il Corecom che agisce su controversie per utenze fisse, mobili ma anche per le pay tv. La domanda può essere presentata anche senza ricorrere ad un avvocato, può essere inviata anche con raccomandata A.R. e il procedimento è totalmente gratuito (naturalmente se ci si affida ad un legale si pagherà il suo onorario).

Riassumendo:

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Vedi anche: Come eliminare (o quasi) i costi dei conti correnti.

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