Come disattivare i servizi a pagamento del telefono (e avere il rimborso)

Trovarsi il credito del telefono scalato per servizi a pagamento non richiesti: sarà capitato a molti. Ecco come disattivarli e chiedere il rimborso (che ci spetta).

iphone 6

Molti utenti di linee di cellulari si sono ritrovati addebiti per servizi a pagamento non richiesti. L’imprevisto è stato notato magari perché finiva il credito inaspettatamente. Spesso si tratta di abbonamenti a previsioni del tempo o all’oroscopo o che scaricano suonerie e loghi. Vi diciamo come riconoscerli e come chiedere il rimborso.

Vedi anche: Canone Telcom, 1 euro di rincaro. Cresce anche il costo a minuto.

Servizi a pagamento non richiesti: come capire perché il credito si è volatilizzato

Occorre prima di tutto controllare la lista degli addebiti del telefono. Se si ha un abbonamento è più semplice, ogni bimestre si riceve un conto sul quale si possono controllare le specifiche voci.

Avendo una ricaricabile invece solitamente questi servizi sono proposti tramite sms: se non si leggono bene le condizioni possono sfuggire i costi. Il dettaglio delle nostre spese possiamo averlo online sui siti dei gestori (avendo utente e password): quasi sempre c’è la possibilità di rendiconto (fino ad almeno 180 giorni in arretrato). Alcuni operatori (ad es. Wind) hanno attivo un servizio automatico via sms (al numero 4155 per Wind): si ricevono info sul credito, servizi attivi ecc (servizio simile lo offre Tim con il numero 40915 e Vodafone con il numero 414).

Altra possibilità è quella dai numeri verdi, via risponditore automatico o con assistenza di un operatore. Oppure si possono scaricare delle app di controllo del traffico (es. quella di Vodafone è l’app gratuita “My Vodafone”, quella di Tim è la “app 119” e quella di Wind è la app “My Wind”).

Come riconoscere gli addebiti di servizi non richiesti

Nel rendiconto delle spese dobbiamo fare attenzione ad alcune voci. Su Tre i servizi a pagamento sono indicati così: “Contenuti sotto copertura 3”, “Traffico extrasoglia”, “Traffico extra portale 3”. Su Tim compaiono come “Servizi a sovrapprezzo”. Su Wind c’è la dicitura “Servizi a sovrapprezzo da… nome servizio. Infine su Vodafone la voce cui fare attenzione è “Servizi digitali contenuti mobili”.

Come chiedere l’interruzione del servizio non richiesto

Se ci accorgiamo di aver subito decurtazioni del credito non dipendenti dalla nostra volontà dobbiamo contattare subito il call center del nostro operatore e far disdire il servizio.

Occorre poi controllare che la disdetta sia avvenuta realmente (si leggono in Rete, purtroppo, tantissimi casi di clienti cui rivolgersi al call center ha dato pochi frutti).

Si può avere anche il rimborso?

Se l’addebito è avvenuto contro la nostra volontà o sfruttando banner, pop up, landing page durante la navigazione, possiamo chiedere un rimborso. Spesso basta chiamare il servizio clienti: la stessa Agcom ha recentemente emanato in merito una delibera in cui si dice che l’operatore può addebitare un servizio solo se l’utente ha espresso “esplicito consenso”. Cosa cambia? Moltissimo, perché se fino ad ora anche un involontario clic su un banner fatto facendo scorrere una pagina web poteva significare abbonamento ad un servizio non richiesto; ora si dovrà passare da un’azione chiaramente volontaria, come inserire il proprio numero telefonico in un apposito campo, per ricevere i servizi premium.

L’Agcom invita gli operatori a procedere in questi casi con rimborsi immediati e semplici. Spesso però la cosa non è ancora così semplice e nonostante rassicurazioni di assistenze clienti o mail inviate non si riesce a veder riaccreditato quando indebitamente tolto.

Aggiungiamo che di fronte ad addebiti di cifre non enormi spesso molti desistono dal chiedere il rimborso.

Se doveste avere problemi il consiglio è quello di contattare una associazione consumatori e procedere a richieste ufficiali (la “messa in mora”) tramite Pec o raccomandata con ricevuta di ritorno. Si inviano all’operatore con copia per conoscenza anche l’Agcom e si richiede il rimborso dando una data limite (solitamente 15-20 giorni).

Se questa procedura non dovesse andare a buon fine occorre fare istanza al Corecom della propria sede regionale di Agcom, meglio se con l’assistenza di un’associazione consumatori o di un legale.

Per ulteriori info si può anche contattare direttamente l’Agcom al numero verde 800.185060 (attivo tra le 10 e le 14 nei giorni lavorativi).

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