Calcio. Quanto vale l’industria del pallone in Italia e perché non può fermarsi

Quanto vale oggi il calcio in Italia?  Fra diritti Tv, sponsorizzazioni, abbonamenti l’industria del pallone è uno dei business più importanti del paese che porta miliardi di euro nelle casse dello stato. Cifre, impatto economico e principali società di calcio quotate in borsa .

Il calcio in Italia è molto più che uno sport basti pensare che sono ben oltre 28 milioni gli appassionati di calcio nel nostro paese. l’industria del pallone è in costante crescita  genera 4,7 miliardi di euro. Questo è solo un indicatore che ci fa capire perché il campionato di Serie a non può fermarsi, nemmeno di fronte ad eventi straordinari come la pandemia da Covid – 19

Lo sport, secondo le stime del Coni vale l’1,7% del Pil italiano, e il calcio in questo svolge un ruolo primario. I 4,7 miliardi citati, sono frutto dal bilancio della Figc, come riporta il Sole 24 ore. Un ammontare enorme che rappresentano il 12% del Pil del calcio a livello mondiale. Questo genera 1,2 miliardi di euro, che fra fisco e previdenza, finiscono nelle casse dello stato.

Tali numeri rendono bene l’idea dell’importanza di questo sport in Italia, non solo per le società calcistiche, ma anche per lo Stato, viste le entrate che garantisce. Non dimentichiamo neppure tutti coloro che lavorano attorno al mondo calcistico, dunque tv, giornali, centri scommesse e via discorrendo.

Insomma, sono tanti i motivi per cui il calcio non può fermarsi e vanno oltre la passione dei tifosi. Ve ne illustriamo tre relativi alla stagione in corso, che ancora non sappiamo se potrà essere terminata, vista l’emergenza coronavirus.

3 motivi per cui il calcio non può fermarsi

1) I diritti tv

Buona parte degli introiti delle società di calcio sono legati ai diritti tv, pagati dai broadcaster che trasmettono le partite di calcio. In Italia, la Serie A viene trasmessa da Sky e Dazn, che si sono ripartiti i pacchetti di partite disponibili per ogni giornata.

Le due emittenti televisive garantiscono circa 300 milioni alle società di calcio italiane. Quindi in questo momento stanno cercando di capire come muoversi, qualora il campionato di Serie a non dovesse terminare regolarmente.

In altre parole c’è il rischio che le tv non paghino i club qualora la stagione non finisca regolarmente?

A questa domanda ha risposto l’avvocato Antonello Martinez,  sul sito calcioefinanza.it. Ecco le sue parole: “sui contratti dei diritti audiovisivi vale il principio della causa di forza maggiore. Ritengo che ci siano delle clausole esaustive che regolamentano esattamente chi deve pagare, a chi e in che misura. Solitamente anche tali ipotesi sono per sicurezza coperte da specifiche polizze assicurative”.

Insomma, da queste dichiarazioni si evince che se il calcio dovesse fermarsi ci sarebbero delle conseguenze sui pagamenti dei diritti tv, nei confronti delle squadre.

2) Gli abbonamenti da restituire ai tifosi

Pure gli abbonamenti da restituire ai tifosi, nel caso la serie A venga interrotta definitivamente, rappresentano un problema per le società di calcio. In questo caso, sempre secondo l’avvocato Martinez “gli abbonati allo stadio hanno diritto al rimborso del prezzo pagato, rispetto al corrispettivo unitario di ciascuna partita non goduta”.

Questo significa che gli abbonati delle squadre di serie A, dovrebbero ricevere un rimborso parziale rispetto a quanto pagato per l’intera stagione. Si tratta di cifre non trascurabili per i club italiani.

Per fare un esempio, la Juventus, una delle società che incassa di più da questa voce, ha guadagnato 30 milioni di euro con gli abbonamenti nel 2019. Insomma, pure il rischio di dover rimborsare gli abbonamenti ai tifosi rappresentano un buon motivo per non fermarsi.

3) Le società di calcio quotate in borsa in Italia

Anche la finanza gioca un ruolo importante nel calcio italiano. Infatti, ci sono 3 squadre (Juventus, Roma e Lazio), le cui azioni sono nelle mani di investitori ma anche di piccoli azionisti.

Non portare a termine una stagione o non giocare per un periodo prolungato di tempo, comporta ripercussioni negative sul bilancio delle società.

Questo per gli azionisti significa una diminuzione innanzi tutto il valore delle azioni e in secondo luogo la mancata possibilità di conseguire un dividendo. Ossia quelle somme di denaro che vengono erogate loro, qualora la società dovesse conseguire un utile nel proprio bilancio.

Calcio, neanche la champions league può fermarsi

Dai motivi che vi abbiamo descritto si capisce perchè il calcio italiano e la serie a non possa permettersi lo stop. Ma ci sono ovviamente motivi che varcano i confini nazionali, ci riferiamo alla necessità di giocare le coppe europee e in particolare della champions league.

Anche per questa competizione valgono i motivi prima descritti. In particolare i diritti tv generano un volume d’affare ancora più elevato, viste le tante nazioni ed emittenti coinvolte. Insomma, ci sono miliardi, di euro e di motivi, per cui il calcio non può permettersi di fermarsi, neanche di fronte a una pandemia globale.

Vedi anche: Juventus date partite serie A

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