Champions Femminile, la Juve domani contro il Chelsea la squadra che ha vinto tutto

Juventus – Chelsea. E’ il momento del primo vero big match stagionale per la squadra bianconera, che dopo tanti test arriva all’esame di maturità per eccellenza.

Champions femminile – Ecco quello che la Juventus voleva a tutti i costi, confrontarsi con le squadre più forti, alzare il proprio livello, spingersi al limite. Una sensazione che fino a oggi la Juventus femminile ha toccato solo in poche occasioni. Lo scorso anno, quando con l’Olympique Lione uscì nell’ultima eliminatoria prima di accedere alla fase a gironi. E quest’anno, con il Barcellona campione d’Europa in amichevole estiva.

Chelsea femminile
Kerr e Harder, i simgoli del Chelsea, cinque trofei negli ultimi quattro anni (Chelsea Official Twitter)

Come gioca Il Chelsea donne

Inutile sottolineare che il Chelsea è parecchi giri avanti rispetto alla Juve. Una struttura ricchissima, consolidata da anni di esperienza e che da tempo si confronta al massimo livello in uno dei campionati più importanti a livello mondiale, la Super League femminile. La divisione donne del Chelsea, così come la conosciamo ora, esiste da quasi trent’anni. In realtà le Blues esistono da molto più tempo e il Chelsea è stata uno dei primi club ad avere una propria organizzazione al femminile, anche se i campionati veri e propri sarebbero arrivati solo dopo il 1992.

Il club di proprietà del magnate russo Roman Abramovic investe molto nel calcio femminile, soprattutto a livello giovanile. Un club che muove molto denaro, una piccola multinazionale con giocatrici che arrivano da ogni parte del mondo. Sono ben 14 le giocatrici non inglesi del Chelsea, con qualche eccellenza assoluta.

Dal 2015 il Chelsea ha collezionato trofei in Inghilterra: quattro titoli nazionali di Super League – tra i quali quello dello scorso anno, due FA Cup e due edizioni di Coppa di Lega consecutivi nelle ultime due stagioni, oltre a una Community Shield, la Supercoppa.

L’allenatrice del Chelsea Emma Hayes

Cresciuta nel mito di Pia Sundhage, ma soprattutto di Vic Akers, il tecnico che mise a segno il famoso ‘quadruplo’ con l’Arseal, Emma Hayes – 44 anni – ha studiato negli USA (Long Island, New York), è cresciuta nell’Arsenal, è maturata definitivamente di nuovo negli States a Chicago per imporsi definitivamente nel Chelsea. Assunta nel 2012 ha incassato la fiducia di una società che ha creduto ciecamente nella sua capacità.

E ha saputo aspettare. Tre, quattro anni di crescita sua e del club. E oggi il Chelsea che ha vinto tutto in Inghilterra è maturo per conquistare successi a livello internazionale. Qualsiasi giocatrice farebbe carte false per vestire la maglia delle Blues. Una testa raffinata, colta: Emma Hayes parla perfettamente tre lingue. Sa sempre come tirare fuori il meglio dalle sue atlete. Un po’ psicologa ma preparatissima sia da un punto di vista tecnico che tattico e atletico, Emma Hayes rappresenta il futuro del calcio femminile non solo per il Chelsea con cui ha appena rinnovato il contratto per altri cinque anni.

Il suo successo di allenatrice passa dalla frustrazione di una carriera di giocatrice stroncata a soli 17 anni, un incidente sugli sci compromise la sua caviglia.

Un dato che vale la grandezza organizzativa e di comunicazione di questo club. Il Chelsea femminile ha un patrimonio social di quasi due milioni di follower, 400mila solo su Twitter.

La partita Juventus – Chelsea si giocherà domani 13 ottobre alle 21:00, all’Allianz di Torino

Articoli Correlati

Add New Playlist