Cozze, tutto quello che c’è da sapere: proprietà, controindicazioni, ricette

Cozze, il frutto di mare preferito dagli italiani. Sono molto gustose e abbastanza economiche. Vediamo proprietà, controindicazioni, metodi di cottura e conservazione e tutte le curiosità sulle cozze.

Le cozze sono tra i molluschi preferiti dagli italiani e non solo. I mitili (questo il nome scientifico delle cozze) sono uno degli ingredienti di mare più amati in tutto il mondo.

Sono abbastanza economiche, si possono cucinare in tanti modi, sono gustose e semplici da preparare. Sono diffuse nei mari dove sono presenti scogli e rocce, ma la maggior parte di quelle che mangiamo provengono da allevamenti a mare.

Le cozze, nelle varie regioni italiane, possono avere anche altri nomi: vengono chiamate anche “cozzeca”, “muscoli”, “mòscioli”, “peoci” o “pedoli”.

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questi meravigliosi frutti di mare. Le proprietà e i benefici delle cozze, le calorie, le modalità di cotture, gli errori da evitare, le controindicazioni, le ricette e tante altre curiosità.

Indice

Benefici e proprietà delle cozze

Le cozze hanno molte proteine magre, ma anche un alto contenuto di colesterolo. Le calorie? Le cozze sono poco caloriche. Ad esempio, 100 gr di cozze (senza guscio) apportano circa 80 kcal. Sono inoltre una buona fonte ferro, vitamina C e di sali minerali, fosforo e potassio. Altre proprietà e benefici? Tra le vitamine presenti si segnala in particolare la notevole presenza della vitamina b12 (o cobalamina), motivo per cui le cozze – senza esagerare – vengono spesso suggerite a chi ha una carenza di questa vitamina.

Cottura delle cozze

Sulla cottura delle cozze si possono dire due cose molto semplici: 1) non mangiatele crude, però 2) non fatele cuocere troppo! Il tempo ideale di cottura delle cozze è quello necessario all’apertura dei gusci (valve), quindi pochissimi minuti. Non devono spurgare. Ma la domanda è: quanto devono cuocere le cozze? Poco. Dopo la pulizia è sufficiente metterle in un tegame coperto, farle cuocere 3 o 4 minuti massimo a fuoco vivace e le cozze sono pronte. Si possono mangiare anche così, magari condendole con un po’ di prezzemolo o limone. Detto questo, molte ricette con le cozze prevedono una successiva cottura. Però attenzione: più la cottura è lunga e più le cozze diventano gommose e perdono il loro tipico sapore intenso e gustoso.

Controindicazioni delle cozze

Vediamo brevemente alcune controindicazioni delle cozze. Una è senza dubbio la presenza di sodio. Se soffrite di ipertensione dovreste evitarle o consumarle con moderazione. A questo aggiungiamo, come già detto, la presenza di colesterolo. Alcune persone inoltre potrebbero essere intolleranti, come per tutti i molluschi. In generale però è un alimento sano che può essere consumato con moderazione, ovviamente sempre cotto e conservato correttamente, per evitare problemi di origine batterica come ad esempio l’Escherichia Coli. Siccome le cozze filtrano l’acqua di mare molte persone temono che possano assorbire sostanze inquinanti e di conseguenze trasmetterle a chi mangia. In realtà, se la provenienza delle cozze è sicura (ad esempio molti degli ottimi allevamenti a mare italiani) e le cozze si mangiano cotte, il rischio è davvero minimo.

Cozze in gravidanza o durante l’allattamento

Per gli stessi motivi appena visti, le controindicazioni delle cozze porterebbero a sconsigliare il consumo alle donne in gravidanza o durante il periodo di allattamento. Anche qua, ciò che conta è la provenienza, la sicurezza, la cottura e la moderazione. Una donna in gravidanza deve senza dubbio seguire una dieta corretta. Ma consumare delle cozze sicure – per provenienza, conservazione e cottura – in quantità moderate, non mette a rischio in alcun modo la gravidanza. Se proprio volete sentirvi stra-sicure, allora evitate le cozze. Altrimenti ricordatevi di controllare la provenienza (devono essere in una retina e avere l’etichetta), di conservarle correttamente, di cuocerle e di limitarne il consumo sia per quantità sia per frequenza. Vedi anche: Si possono mangiare le cozze in gravidanza?

Pulizia e conservazione delle cozze

Prima di essere cotte e consumate le cozze vanno pulite con cura. In pescheria vengono spesso pulite a mano o con la centrifuga prima di essere vendute, ma vi consigliamo comunque di pulirle ancora a casa, eliminando le barbette e tutti i possibili residui sulle valve. Quelle già aperte è meglio buttarle, e prima di metterle in pentola date una sciacquata con acqua fredda a tutte.

Vedi anche: Come pulire le cozze

Ma come conservarle? Molte persone si chiedono se si possono conservare in frigorifero e per quanto tempo. Premesso che l’ideale è consumarle subito dopo averle comprate, la risposta è sì, le cozze si possono conservare crude in frigorifero per qualche giorno. Vanno appunto lavate e conservate in un recipiente coprendole con un asciugamano umido. Se superate le 24 ore probabilmente troverete del liquido sul fondo del recipiente, dunque svuotatelo, pulitelo e rimettete le cozze in frigorifero. Così si può arrivare a 3 o 4 giorni massimo. Ma ripetiamo: l’ideale è consumarle subito.

Se invece le avete già cotte, potete conservarle in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica per qualche giorno, 2 o massimo 3, ma sappiate che col tempo la consistenza e il sapore perderanno di qualità.

Le ricette con le cozze

Il sapore intenso delle cozze ne ha fatto uno degli ingredienti base della cucina di mare italiana e mediterranea. Le ricette sono tante. Un tempo si usava mangiarle crude, magari con un po’ di limone (come con le ostriche e altri frutti di mare), cosa che oggi si tende a evitare visti i rischi sanitari. E’ preferibile dunque consumarle sempre cotte. Una volta pulite, le cozze devono cuocere poco: il tanto giusto da aprirle ed eliminare i rischi di eventuali batteri, ma non tanto da renderle spugnose, gommoso e insapore. Uno dei modi più semplici di cucinarle è metterle in un tegame coperto con aglio, prezzemolo e olio, farle cuocere 3 o 4 minuti, e consumarle così. Ma esistono tante ricette: con la pasta, con il riso, con le patate, fritte, al forno, in zuppa e via dicendo. Le cozze vengono spesso associate al pomodoro o al prezzemolo. Dettaglio importante: avendo molto sodio, non vanno mai salate.

Vedi anche: 11 ricette per cucinare le cozze

Curiosità sulle cozze

  • Perché alcune cozze sono più saporite e altre meno? Dipende da vari fattori. Alcuni esempi: la stagione di prelievo, in primavera ed estate sono più buone; le dimensioni: le più grandi e vecchie possono avere un sapore meno gradevole; il luogo dove vengono pescate o coltivate, da cui dipende l’alimentazione e di conseguenza la qualità della cozza.
  • Le cozze possono essere grandi anche 15 centimetri, ma quelle che noi normalmente acquistiamo e mangiamo raramente superano i 5 centimetri.
  • Le cozze hanno un sesso, possono essere maschi o femmine. Le femmine sono più arancioni, i maschi più gialli. Quelle considerate più buone – cioè quelle con un sapore più intenso, dolce e gradevole – sono proprio le femmine.
  • Lo sapevate? Gli esseri umani mangiano le cozze da millenni, si pensa già dal Paleolitico, sia in Europa sia nel continente Americano. I primi ad allevarle però sarebbero stati i francesi, già nel ‘700.
  • Alcuni errori nel trattare le cozze: non cuocerle; cuocerle troppo; non pulire con attenzione; lasciarle esposte all’aria e al calore; non buttare quelle già aperte; acquistarne di dubbia provenienza. Questi sono gli errori da evitare con le cozze.
  • Cozze fresche o cozze surgelate? La risposta è ovvia: sono preferibili quelle fresche. Però lo sappiamo, a volte non c’è tempo di comprarle ed è comodo avere qualcosa in freezer. E allora si opta per le cozze surgelate e già sgusciate. Il consiglio è di seguire le indicazioni sulla confezione e magari abbinarle ad altri ingredienti, in modo da esaltare i sapori. Però, nel rapporto qualità/prezzo, le cozze fresche comprate in pescheria restano la prima scelta.

Cozza è un complimento? Cosa vuol dire quando qualcuno dice “sei una cozza”?

Cozza è un complimento? La cozza non è solo il mollusco prelibato che si trova nei mari, ma anche un simpatico (a volte non del tutto…) modo di dire che ha molteplici significati. Scopriamo perché si usa questa buffa espressione quando ci si rivolge a qualcuno.

Sei una cozza o fare la cozza, non è esattamente un complimento

Qual è il significato di “sei una cozza”o di “fare la cozza”? Per strada, ma anche al lavoro, tra amici o in famiglia, vi sarà capitato almeno una volta di sentire questa espressione. O forse vi è successo di essere proprio voi l’oggetto di questo bizzarro “insulto”, rimbeccati magari dalla vostra compagna o dal vostro compagno. Allora, sorpresi, vi sarete chiesti: ma che diavolo vorrà dire “sei o fai la cozza”?

“Cozza” è anche un modo di dire?

Sì. Quando si dice “sei una cozza” o “fai la cozza” ovviamente non si intende la cozza in senso letterale, ma si usa l’espressione in modo metaforico. L’immagine che ci viene in mente è di qualcosa non troppo piacevole a vedersi, e che sta appiccicato al “guscio” in modo molto tenace e ostinato. Può quindi venire staccato soltanto con la forza. Ecco allora perché si usa l’espressione: quando una persona ci sta troppo addosso, non ci lascia mai un attimo di respiro, non fa altro che alitarci sul collo, la chiamiamo “cozza”. “Ma insomma, vai a farti un giro, sei proprio una cozza!”, ecco un esempio di locuzione dove potreste ben impiegare questa espressione.

“Sei una cozza” fa riferimento anche all’aspetto fisico?

Sì, a volte quest’espressione non si riferisce solo alla pesantezza e all’attitudine collosa di qualcuno, ma anche all’aspetto fisico. Siccome le cozze non rispettano esattamente i canoni di bellezza dell’Antica Grecia, ma anzi, seguono una moda tutta loro, quando si vuole far riferimento all’aspetto di qualcuno che non ci piace, usiamo la parola “cozza”. Seguire una moda tutta nostra non è però necessariamente un male, anzi. Essere diversi e un po’ alieni è una qualità.

Cosa hanno di buono le cozze?

Le cozze, non dimentichiamocelo, sono però deliziose da mangiare. Da sole con un pizzico di sale e limone, oppure con sughi, o ancora con gli spaghetti, sono considerate delle vere e proprie leccornie. Sono molto proteiche (quindi attenzione se avete il colesterolo alto) e sono anche ricche di vitamine. Quindi chissà, quando qualcuno ci dice “sei una cozza”, forse fa proprio riferimento alla nostra prelibatezza! Sarebbe più corretto dire “sei buona come una cozza”. Allora sì, sarebbe un complimento.

Cosa sono le cozze?

Cozza è la variante meridionale della parola “coccia”, il nome che si usa per chiamare una determinata specie di molluschi bivalvi (cioè con la conchiglia formata da due valve), facendo riferimento particolare ai mitili. I mitili sono i molluschi che hanno una conchiglia nera a forma ellittica che si restringe nella parte anteriore a mo’ di punta.. Sono di colore arancio, giallo o bianchiccio, a seconda del sesso.

Il loro aspetto attorcigliato, un po’ “alieno” e, diciamolo, non particolarmente gradevole, e il fatto che per essere mangiati vadano letteralmente succhiati dalla conchiglia (cui sono attaccati tramite un piccolo organo) dà origine ai modi di dire di cui abbiamo parlato.

Vedi anche: Ricetta cozze gratinate

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