Dolci fritti: 3 ricette internazionali

 

Il periodo di Carnevale trasforma le cucine italiane in friggitorie: la quasi totalità dei dolci tipici di questa ricorrenza è fritta in copioso olio, dalle frappe ( o chiacchiere, cenci, bugie…) ai frati , dai Krapfen agli strauben, dalle tagliatelle fritte alla cicerchiata. Se di anno in anno avete esaurito le ricette regionali italiane con cui deliziare bambini mascherati (per una volta, un po’ di frittura si può concedere!) e colleghi di lavoro, perché non rubare qualche idea dalle tradizioni di Carnevale del resto del pianeta?

Frittelle di Banane

Se noi siamo affezionati alle frittelle di mele, quelle di banane sono un must del carnevale più famoso del mondo, quello di Rio de Janeiro, in Brasile. Ne esistono diverse versioni, sia con le banane frullate insieme all’impasto e cotte in modo simile a dei pancakes, sia invece con le banane intere o a grossi pezzi, immerse in una pastella e fritte nell’olio – irresistibili, e comode fra l’altro per smaltire le banane troppo mature –. Per friggere 4 banane preparate una pastella con 200 g di farina (per caricare la nota esotica, mescolate invece 150 g di farina 00 con 50 g di farina di cocco), 200 g di latte (o latte di riso), 50 g di zucchero e un pizzico di cremor tartaro o, se non lo trovate, di bicarbonato. Montate tutti gli ingredienti con la frusta, lasciate riposare in frigorifero per almeno mezzora, quindi tagliate a grossi pezzi le banane, tuffatele nella pastella e poi subito nell’olio di semi bollente. Scolate, asciugate e servite.

Buñuelos

Sempre di fritto si tratta, e di nuovo abbonda il tocco di esotismo: i buñuelos sono nati in Spagna, tipici delle Baleari, e sono migrati in tutto il Nuovo Mondo ispanofono, dall’Argentina a Cuba, assumendo mille varianti pur restando legati – nella versione dolce – al periodo di Carnevale. Sostanzialmente hanno lo stesso sapore delle nostre zeppole (regionalmente note anche come tortelli, castagnole, favetti, frittelle) e si preparano come segue. Si fanno scaldare in una pentola 250 g di acqua, profumata con qualche scorzetta di limone, e 30 g di burro; raggiunto il bollore si aggiungono 125 g di farina tutti in un colpo, e si toglie la pentola dal fuoco. Quando il composto è freddo si uniscono gradatamente 4 uova intere. A questo punto, aiutandosi con l’apposito attrezzo o con un coppapasta e un cavatorsoli, si “tagliano” dall’impasto degli anelli che si friggeranno nell’olio di semi ben caldo. Infine si scolano i buñuelos dall’olio in eccesso e si rotolano nello zucchero, preferibilmente mescolato a cannella.

Gaufres

Più vicine a noi, le gaufres sono tipicamente francesi e tipicamente carnevalizie. Sono approdate anche in Italia, dove spesso sono vendute per strada col nome teutonico di waffel, o storpiate i “wafer”, sormontate da uno spesso strato di Nutella. Non sono, questa volta, fritte nell’olio, bensì nel burro. Per ottenere la forma a nido d’ape è necessaria una piastra elettrica, ma l’impasto può anche essere cotto in padella in modo simile ai pancakes o alle crêpes. Per ottenerne 4 occorrerà montare 3 tuorli con 50 g di zucchero, 140 g di farina 00, una bustina di vanillina e 110 g di burro fuso intiepidito; a parte si monteranno a neve gli albumi con altri 50 g di zucchero e una presa di sale (per stabilizzare il composto). Si ungerà poi la piastra o la padella con abbondante burro, vi si verserà l’impasto e lo si lascerà cuocere per circa 5 minuti

Vedi anche: Dolci di carnevale i Frati

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