I nuovi sondaggi su partiti, coalizioni e intenzioni di voto in Italia. Quali sono i risultati e perché la legge elettorale può essere decisiva.
Gli ultimi sondaggi politici in Italia confermano Fratelli d’Italia come primo partito, davanti al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle. I partiti con le maggiori percentuali di voto sono stabili, ma i risultati nelle coalizioni stanno cambiando, soprattutto nel centrodestra.
In breve
Fratelli d’Italia resta il primo partito nei sondaggi politici italiani. Il Partito Democratico è secondo, mentre il Movimento 5 Stelle si conferma terza forza. Nel centrodestra il dato più delicato riguarda la Lega, che resta debole rispetto al passato. La possibile riforma della legge elettorale rende ancora più importante il dato delle coalizioni: con un premio di maggioranza, pochi punti di differenza potrebbero trasformarsi in un vantaggio parlamentare molto più ampio.
Sondaggi politici aggiornati al 29 giugno 2026
Ecco la tabella dei sondaggi con la media più recente delle intenzioni di voto aggiornate con i dati PolitPro.
| Partito | Percentuale |
|---|---|
| Fratelli d’Italia | 28,0% |
| Partito Democratico | 21,6% |
| Movimento 5 Stelle | 12,8% |
| Forza Italia | 8,0% |
| Lega | 6,5% |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 6,4% |
| Futuro Nazionale | 4,7% |
| Azione | 3,0% |
| Italia Viva | 2,4% |
| +Europa | 1,5% |
| Noi Moderati | 1,1% |
| Altri partiti | 4,0% |
Cosa dicono gli ultimi sondaggi politici
Il primo dato politico è la stabilità di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni resta davanti agli altri partiti e conserva un vantaggio ampio sul Partito Democratico. Questo conferma la forza personale e politica della premier, ma non basta da solo a misurare la tenuta complessiva del centrodestra.
Il Partito Democratico resta il secondo partito italiano. La distanza da Fratelli d’Italia rimane significativa, ma il PD mantiene una posizione centrale nello schieramento di opposizione. Ma per andare al governo alle prossime elezioni il centrosinistra deve sommare il consenso del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e delle altre forze di opposizione.
Il Movimento 5 Stelle si conferma terza forza politica. Il suo peso è inferiore rispetto al passato, ma resta decisivo per qualsiasi ipotesi di alternativa al centrodestra. Senza il M5S, il Partito Democratico non avrebbe numeri sufficienti per costruire una coalizione competitiva.
La parte più delicata dei sondaggi riguarda il centrodestra. Fratelli d’Italia resta forte, Forza Italia mantiene un consenso stabile, mentre la Lega è il punto più debole della coalizione. A questo si aggiunge la presenza di nuovi soggetti politici nell’area di destra, che possono togliere voti agli alleati di governo o modificare i rapporti interni alla coalizione.
La tendenza generale non indica un crollo del governo, ma una maggiore incertezza sugli equilibri futuri. Meloni resta forte nel suo partito, la coalizione di centrodestra, invece, appare meno compatta rispetto al passato.
Centrodestra e centrosinistra: chi ha più voti
Nei sondaggi più recenti il centrodestra resta competitivo, ma il vantaggio non dipende solo da Fratelli d’Italia. Il risultato finale della coalizione dipende dal peso degli alleati: Forza Italia, Lega, Noi Moderati (più eventuali nuove liste dell’area di destra).
Il centrosinistra può avvicinarsi solo se tiene insieme Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e le altre forze minori. La somma aritmetica dei partiti, però, non coincide sempre con una coalizione politica credibile: contano anche leader, programma e compatibilità tra alleati.
Per questo il dato più importante non è solo quale partito arriva primo, ma quale schieramento riesce a presentarsi come coalizione più compatta. Oggi Fratelli d’Italia resta il primo partito, ma i dubbi riguardano la tenuta degli alleati e la capacità delle opposizioni di costruire un fronte comune.
Chi sale e chi scende negli ultimi sondaggi
La parte alta della “classifica” è stabile: Fratelli d’Italia resta primo, il Partito Democratico secondo e il Movimento 5 Stelle terzo. I cambiamenti più importanti riguardano i partiti intermedi e l’area del centrodestra.
La Lega resta lontana dai livelli raggiunti negli anni precedenti e oggi sembra il partito più fragile della maggioranza. Forza Italia conserva invece un peso più stabile, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci può diventare un fattore di pressione elettorale sulla durata del governo.
Nel campo dell’opposizione, il Partito Democratico mantiene la seconda posizione, ma non riesce da solo ad avvicinare Fratelli d’Italia. Il Movimento 5 Stelle resta quindi decisivo: senza il suo contributo, il centrosinistra non può competere realmente con il centrodestra.
Perché Meloni vuole cambiare la Legge elettorale
Gli ultimi sondaggi politici vanno letti anche alla luce della possibile riforma della legge elettorale. Il governo Meloni sta lavorando a una legge con sistema proporzionale e premio di maggioranza per la coalizione vincente. In questo modo si garantirebbe la possibilità di mantenere una maggioranza in parlamento che le consentirebbe di governare ancora.

Secondo il Financial Times, la riforma prevede un premio fino al 17,5% dei seggi per la coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti, indica un candidato premier comune e si presenta con un programma unitario. Il punto politico è evidente: una differenza anche ridotta tra centrodestra e centrosinistra potrebbe trasformarsi in un vantaggio parlamentare molto più ampio.
La proposta è contestata dalle opposizioni, che la considerano una modifica delle regole del voto che favorisce la maggioranza. Meloni e i suoi alleati sostengono invece che l’obiettivo sia garantire stabilità e permettere a chi vince le elezioni di governare con numeri chiari.
Per questo la tabella dei sondaggi politici non va letta solo come classifica dei partiti. Se la legge elettorale cambiasse davvero, il dato più importante diventerebbe la forza complessiva delle coalizioni: centrodestra, centrosinistra e area dei partiti fuori dai due blocchi.
Come funzionano i sondaggi politici?
I sondaggi politici misurano l’orientamento degli elettori in un determinato momento. Gli istituti intervistano un campione di persone, costruito per rappresentare la popolazione per età, genere, area geografica e altri criteri statistici. Le risposte vengono elaborate per stimare le intenzioni di voto dei partiti.
Il risultato non è una previsione certa delle elezioni. È una fotografia temporanea del consenso, soggetta a margine di errore. Per questo due istituti possono pubblicare dati leggermente diversi nello stesso periodo.
Per leggere bene i sondaggi politici è meglio guardare la tendenza di più rilevazioni, non il singolo numero. Se un partito guadagna o perde pochi decimali, può trattarsi di una normale oscillazione statistica. Se invece più sondaggi mostrano lo stesso movimento per diverse settimane, allora il cambiamento politico è più significativo.

Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web