Vasco Rossi: Liberi… liberi – Testo e significato

Cosa si nasconde dietro una delle canzoni più note del più grande rocker italiano? Ecco spiegato il significato della canzone “Liberi Liberi” di Vasco analizzando il suo bellissimo testo.

Nel 1989 Vasco Rossi pubblicava il suo nono album in studio da cui nel 1991 estrae il singolo omonimo Liberi Liberi, brano che riscosse molto successo e che ancora oggi rimane uno dei grandi classici del cantautore emiliano. Su Youtube il video della canzone conta al momento ben 21 milioni di visualizzazioni, in continua crescita e il brano è certamente uno dei cavalli di battaglia di Vasco, che ha cantato con immensa passione anche in occasione dell’incredibile concerto tenutosi per festeggiare i suoi 40 anni di carriera al Parco Ferrari di Modena, il Modena Park 2017.

Il significato di Liberi…liberi

Vasco è noto per essere un maestro nel creare testi semplici e di impatto ma di una grande profondità, capaci di comunicare con chiunque. D’altronde, a volte è proprio con l’essenziale che si arriva al profondo, e in questo Vasco è unico perché proprio con i suoi testi così minimali è capace di catturare la sostanza delle cose.

Questo spiega perché sia uno dei più amati cantautori di sempre, perché come una freccia è sempre capace di centrare il bersaglio: il cuore delle persone. La sua straordinaria capacità comunicativa e di analisi dei sentimenti umani e della realtà emerge anche nel testo di Liberi…Liberi.

Testo e significato di Liberi Liberi di Vasco Rossi:

“Ci fosse stato
Un motivo per stare qui
Ti giuro sai
Sarei rimasto sì
Son convinto che se
Fosse stato per me
Adesso forse sarei laureato
E magari se lei
Fosse stata con me
Adesso
Sarei sposato”

Un topos della poetica di Vasco è ragionare sui rimpianti, su ciò che è stato, sulla nostalgia di qualcosa che sarebbe potuto essere ma anche alla fine non si è realizzato perché la vita ci ha condotto altrove.

Liberi… liberi – Testo e significato

Con questa prima strofa della canzone Vasco vuole dirci proprio questo, vuole riflettere su come la vita l’abbia condotto per strade che forse non tutte le volte avrebbe voluto percorrere, come talvolta ciò che ci sembra l’unica via da intraprendere, col tempo si rivela una strada che alla fine, per nostra responsabilità o delle circostanze, non abbiamo scelto. Lui riflette sui se, se un piccolo elemento diverso fosse stato abbastanza incisivo, probabilmente la strada scelta non sarebbe stata la stessa.

“Ci fosse stato
Se fossi stato
Ma non sono mai stato così
Insomma dai
Adesso sono qui
Vuoi sapere che se
Soddisfatto di me
In fondo in fondo non sono mai stato
Soddisfatto di che
Ma va bene anche se
Qualche volta mi sono sbagliato”

Dopo questa prima riflessione iniziale però, Vasco introduce un altro punto importante della sua poetica, che è l’accettazione. Preso atto che le cose, per tanti motivi diversi, sarebbero potute andare in modo differente da come sono andate, capisce che sostanzialmente è inutile porsi domande sui “se”, perché la nostra vita è una e bisogna imparare ad accettarla per ciò che è.

Anche se non si è soddisfatti come dice lui, anche se volte sappiamo di aver fatto degli errori di cui ci siamo pentiti, è inutile guardarsi troppo indietro e rimpiangere. Bisogna andare avanti, accettandoci per ciò che siamo, e ciò che siamo comprende anche i nostri errori, le nostre insoddisfazioni, i nostri sbagli.

“Liberi liberi siamo noi
Però liberi da che cosa
Chissà cos’è, chissà cos’è
Finché eravamo giovani
Era tutta un’altra cosa
Chissà perché, chissà perché
Forse eravamo stupidi
Però adesso siamo cosa
Che cosa che, che cosa se
Quella voglia, la voglia di vivere
Quella voglia che c’era allora
Chissà dov’è, chissà dov’è”

Di fatto, se lo vogliamo, possiamo essere liberi. Possiamo sgravarci del nostro passato, e ad ogni passo costruire il nostro presente e quindi il nostro futuro. Però di fronte a questa sensazione di autodeterminazione e libertà, il cantautore introduce anche una nota di malinconia, e forse un po’ di amarezza.

Quando gli anni avanzano, ci si rende conto che durante la giovinezza tutto sembrava più facile, che nell’incosapevolezza di una vita giovane non ci si ponevano troppo problemi, si viveva e basta. Andando avanti la vita diventa più difficile, le strade più impervie, e a volte è facile cadere nello sconforto e perdere la voglia di andare avanti.

“Che cos’è stato
Cos’è stato a cambiare così
Mi son svegliato ed era tutto qui
E sapere che se
Soddisfatto di me
In fondo in fondo lo sono mai stato
Soddisfatto di che
Ma va bene anche se
Se alla fine il passato è passato”

Con questa strofa, Vasco conferma quello che abbiamo detto. Di fronte a ciò che è stato, non c’è nulla da fare se non guardare avanti. Rimangono l’amarezza, rimane sempre la malinconia, ma questi sentimenti però rendono la nostra esistenza più piena, ci rendono più profondi, più compassionevoli, prendiamo la vita per ciò che è, “se alla fine il passato è passato”. Ecco il significato della canzone Liberi liberi. Ed ecco perché è una delle canzoni di Vasco più belle e famose.

Liberi Liberi, una musica per sognare

Alle prime note del sassofono soprano riverberato che apre la canzone già sentiamo scendere un brivido lungo la schiena. Questa famosissima introduzione musicale serve a creare l’atmosfera di tutta la canzone, che musicalmente cattura magistralmente ciò che Vasco vuole comunicare con le parole. Lentamente, con una rullata di piatti, entra la voce del grande rocker, che con il suo timbro graffiante ci parla della vita con una profondità senza pari.

Sintetizzatori, piatti e un timido pianoforte fanno il tappeto sonoro fino a quando la batteria la fa da padrona una volta che il cantante intona il ritornello. Il ritmo dilatato ha un tipico sound anni ‘80 ma la canzone è invecchiata benissimo perché è proprio la percussione che conferisce quella dimensione nostalgica che sottende a tutto il brano di Blasco.

Vedi anche: Le canzoni d’amore più belle di Vasco Rossi

Ed ecco una versione live di Liberi liberi, del 2003:

Vasco Rossi, il cantautore che canta la vita

Liberi…liberi è un brano estremamente potente, una riflessione sul passato e su ciò che siamo stati ma, come di consueto, Vasco ci ricorda che bisogna reagire con energia, nonostante a volte la vita sembra voglia gettarci via come uno straccio vecchio all’angolo di una strada. E’ questo che rende Vasco così amato e capito, la sua incredibile capacità di alzare gli occhi e fare un altro passo ancora, nonostante tutto, senza perdersi in stupide cantilene sulla felicità, ma raccontando l’esistenza nella sua crudezza, nella sua realtà, ricordandoci che la vita è gioia e tristezza allo stesso tempo.

Altri testi:

Vedi anche:

Related Posts

Ben tornato!