La donna cannone di De Gregori. Di cosa parla davvero? Testo e significato

Testo e significato di “La donna cannone” di De Gregori. Una delle canzoni italiane più belle e famose di sempre. Ma sapete di cosa parla?

La donna cannone uscì nel 1983 ma è ancora oggi una delle canzoni italiane più amate. Come tante altre canzoni scritte da De Gregori il significato del testo non è immediato da interpretare. De Gregori comunque, negli anni, ne ha parlato in molte interviste.

«La donna cannone? E’ la canzone che mi ha salvato un po’ la vita» ha detto «e me la salva tutt’ora, perché se mi chiamano a fare le serate è anche perché l’ho scritta». Ma prima di vedere il significato del testo, ascoltiamo la canzone, sempre bellissima!

De Gregori – La donna cannone. Video canzone

De Gregori – La donna cannone. Testo della canzone

Butterò questo mio enorme cuore
tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò.
E oltre l’azzurro della tenda
nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone
d’oro e d’argento diventerà,
senza passare per stazione
l’ultimo treno prenderà.

E in faccia ai maligni e ai superbi
il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte
il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante
lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone
una canzone suonerà.

E con le mani amore,
per le mani ti prenderò
e senza dire parole
nel mio cuore ti porterò.
E non avrò paura
se non sarò bella come dici tu,
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più.
E senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete
voleremo via.

Così la donna cannone,
quell’enorme mistero volò,
tutta sola verso un cielo nero nero
s’incamminò.
Tutti chiusero gli occhi
nell’attimo esatto in cui sparì.
Altri giurarono e spergiurarono
che non erano mai stati lì.

E con le mani amore,
per le mani ti prenderò
e senza dire parole
nel mio cuore ti porterò.
E non avrò paura
se non sarò come bella come vuoi tu
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più.
E senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete
voleremo via.

La donna cannone: significato del testo

La donna cannone può sembrare a un primo ascolto una canzone d’amore, e sicuramente è d’amore che parla, anche se cela un messaggio più profondo. Per scriverla, De Gregori prese spunto da un articolo di giornale intitolato “La donna cannone molla tutti e se ne va”, nel quale si raccontava di un circo in crisi perché la donna cannone, il numero di maggior successo, era fuggita per inseguire il suo grande amore.

La vera storia della donna cannone

«Avevo letto in un trafiletto di un giornale locale che una “donna cannone”, principale attrazione di un piccolo circo, era fuggita per amore» racconta De Gregori in un’intervista. «Mi aveva colpito soprattutto la disperazione del circo, ora ridotto in malaparata. Una storia un po’ felliniana».

Nella versione di De Gregori la storia diventa struggente: nel testo non viene detto in modo chiaro, ma il ritornello, sotto l’apparente lieto fine, sembra celare un viaggio senza ritorno, cioè detto più chiaramente il probabile suicidio della donna per amore.

“Tutta sola verso un cielo nero nero s’incamminò”, dice il testo. Si parla di un viaggio verso un cielo nero, quindi verso l’ignoto – comunque più sopportabile della realtà quotidiana fatta di dolore e sofferenza – ma anche appunto verso la morte. Così, senza nessun timore, la donna cannone decide di “volare via”, portando il suo amore nel cuore.

De Gregori e “La donna cannone”. Il rapporto tra testo e musica

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, De Gregori ha parlato dello stretto rapporto tra testo e musica in una canzone, e proprio riguardo a “La donna cannone” ha spiegato: «Non mi piace quando dicono che sono poesie. La poesia è ben altro e se leggi La donna cannone senza pensare alla musica, è una boiata pazzesca, non sta in piedi». E precisa poi: «È tra le [mie canzoni] più belle, ma questo non vuol dire che il testo da solo regga. Tutti quegli accenti tronchi, “butterò questo enorme cuore, giuro che lo farò, nell’azzurro io volerò”… Nemmeno un bambino scrive così. È la musica che dà potenza e qui, devo dire, c’è una bella invenzione melodica, non banale. No, nemmeno degli autori più famosi si può leggere il testo come una cosa autonoma, nemmeno Bob Dylan che è tra quelli che amo di più».

La donna cannone: un brano che non invecchia mai

Sono passati ormai molti decenni dal 1983, anno in cui uscì “La donna cannone”. Eppure questo brano è ancora amato e ascoltato come se fosse stato scritto ieri. La canzone uscì come estratto dall’EP che raccoglieva le musiche scritte da De Gregori per il film “Flirt” di Roberto Russo, uscito quello stesso anno.

Con il tempo “La donna cannone” è diventata un autentico classico della canzone italiana. In passato si disse che il brano fosse stato scritto per Mia Martini, ma nel 1996 in un’intervista De Gregori negò di aver scritto questa canzone per lei. Mia Martini comunque negli ultimi anni della sua carriera la interpretò. Il brano fu interpretato anche da moltissimi altri artisti, tra cui Ornella Vanoni, Anna Oxa, Ivana Spagna e Gianna Nannini.

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