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Diane von Fürstenberg: storia e DFV oggi

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Diane von Fürstenberg: dal matrimonio con Egon alla creazione di un marchio noto per le stampe e i colori sgargianti. Vita privata e Dfv oggi

Diane Von Furstenberg

Diane von Fürstenberg è uno dei nomi della moda mondiale più celebri e rivoluzionari. Nata in Belgio nel 1945 ha avuto una vita personale complicata, sposando Egon von Fürstenberg, anche lui stilista, battezzato alla nascita da colui che poi sarebbe diventato papa Giovanni XXIII e figlio di Clara Agnelli, in un intreccio tra famiglie cardine dello sviluppo europeo del Novecento. Diane divorzierà da Egon solamente dopo tre anni di matrimonio.

Diana e Egon Von Fürstenberg

Diane alla nascita si chiamava Diane Simone Michelle Halfin. Il matrimonio, per quanto di breve durata, portò alla nascita di due bambini, il primogenito Alexander Egon (venuto al mondo nel 1970) e l’anno successivo la principessa Tatiana Desirèe. Egon parlò poi apertamente negli anni Duemila della propria bisessualità.

Diana von Fürstenberg stilista

Diana avviò il suo progetto imprenditoriale nella moda nel 1970 creando una prima linea di abiti DVF nel 1972, linea che subito fece parlare di sé e dette uno scossone all’ambiente. Diventeranno in particolare iconiche le fantasie colorate e le stampe, tratto distintivo ancora oggi della moda Furstenberg.

Il 1974 fu l’anno in cui la stilista confezionò l’abito avvolgente, che diventerà non solo un simbolo dello stile DVF, riconosciuto in tutto il mondo, ma anche l’emblema dell’affermazione di indipendenza femminile in un decennio fondamentale per la conquista di diritti civili.

Vedi anche: Perché Miuccia Prada è la donna più importante della moda italiana.

Diane von Fürstenberg  a 29 anni sulla copertina di Newsweek

Il successo travolgente è dimostrato da un dato eclatante: nel 1976, a soli 6 anni dalla fondazione, si potevano contare già oltre cinque milioni di vestiti DFV venduti. Diane ottenne, non ancora trentenne, l’onore di comparire sulla copertina di Newsweek.

Nel 1985 Diane fondò anche una casa editrice, la Salvy.

Il rilancio negli anni Novanta

Dopo una pausa di un decennio, tra il 1987 e il 1997, alla fine degli anni Novanta il marchio fu totalmente rilanciato: una nuova collezione e in seguito il premio Lifetime Achievement Award ottenuto dal Council of Fashion Designers of America (di cui la Fürstemberg ora è presidente). 

La casa DFV iniziò ad occuparsi non solo di produzione di abiti di alta moda ma anche di cosmetici, accessori, pelletteria, scarpe, gioielli, sciarpe.

Diane von Fürstemberg: abiti e creazioni

diane von furstenberg

Grande vivacità, colori accesi, ampie stampe floreali, linee femminili ma abiti sempre comodi e fluenti, che valorizzano la silohuette e contemporaneamente lasciano grande libertà.

Un’attenzione alla donna, per esaltare bellezza, eleganza, dolcezza. Un’alta moda comunque “accessibile”, basta vedere le quotazioni sul sito web ufficiale dove si trovano abiti a 250 dollari.

Diane von Fürstenberg

Vedi anche: Coco Chanel, storia e vita privata e Chanel oggi.

La maison Fürstenberg oggi

La casa di moda Fürstenberg oggi ha sede a New York City. Il marchio DVF può vantare una capillare rete distributiva diffusa a livello mondiale, con presenza in 55 paesi e oltre 1500 punti vendita (148 negozi di proprietà e altri partner DVF sparsi nel Nord e Sud America, in Europa, in Medio Oriente e nell’Asia e nel Pacifico.

Diane è ancora co-presidente e segue le creazioni insieme a numerose iniziative di ordine filantropico.

Dal 2010 sono stati creati i Dfv awards che vanno a premiare (e sovvenzionano) donne che hanno dimostrato leadership e coraggio nell’impegno per cause di alto valore sociale.

Sulla vita di Diana e sulla storia della sua casa di moda nel 2014 è anche uscita una biografia, La donna che desideravo essere. Time ha inserito Diane tra le 100 persone più influenti. Nel 2001 la Fürstemberg
celebrò il suo secondo matrimonio con il produttore Barry Diller
I figli di primo letto le hanno dato quattro nipoti a proposito dei quali ha detto: “I bambini sono la mia più grande creazione”.

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