Donne dirigenti ALDAI: intervista a Paola Poli

Paola_11
Una vita in Italia e all’estero prima in Pirelli con un ruolo strategico in formazione internazionale e poi comunicazione e marketing per 15 paesi, poi in Accenture a gestire grossi cambiamenti aziendali e nel 2010 un libro dedicato alle donne in carriera : ” Donne che cambiano” edito da Franco Angeli, ora coordinatrice del gruppo Donne dirigenti Aldai – Associazione lombarda dirigenti Aziende industriali che fa capo a Federmanager.

Una vita professionale intensa la sua Paola, con Pirelli,  Accenture, un ruolo a cui ambirebbero in molti, perchè cambiare?

Volevo cambiare e dare spazio a dimensioni della mia vita per le quali avevo avuto poco tempo: ho pensato che dopo 10 anni di Pirelli e 10 di Accenture, un’attività di consulente mi avrebbe permesso di crescere meglio i figli e di fare anche qualcosa di socialmente utile.

Perchè creare un gruppo di donne dirigenti all’interno di Aldai, sembra quasi una necessità quella di far sentire la propria voce all’interno dell’Associazione….

Come dimostrato dallo studi condotto da Federmanager sulla situazione delle donne dirigenti, siamo davanti ad un universo di donne manager tendenzialmente più giovane, più istruito e da meno tempo in azienda rispetto all’universo maschile.
Abbiamo pensato che come rappresentante di 1200 donne dirigenti, ALDAI potesse avere un ruolo costruttivo sia nell’evidenziare esigenze sia nel promuovere esperienze positive.
Vogliamo far emergere i modelli di successo, riprendere esperienze positive, segnalare opportunità di informazione, formazione, networking

Le donne hanno più etica nel gestire ruoli manageriali rispetto ad un uomo?

La crescita del managment femminile che è avvenuta in questi ultimi 10 anni ca vede l’affermarsi di un mgmt giovane che ha dimostrato di essere più aderente ad un’etica moderna, più simile allo stile di gestione internazionale. Magari le donne prese come sono da mille impegni tra il lavoro e la famiglia non se ne rendono conto, ma sono portatrici di un nuovo stile di mgmt, un tema cui voglio dare risalto nel libro che sto scrivendo.

Sono in molti a sostenere che l’economia può ripartire dalle donne. L’economista Zamagni sostiene che il paese per la sua ripresa ha bisogno della creatività e della capacità di innovare delle donne. Secondo lei quali sono gli ostacoli?

Siamo un paese da svecchiare, troppa burocrazia, vincoli, regole, le donne arrivano con la loro freschezza manageriale e si chiedono subito perchè non può essere piu semplice. se posso aggiungere: in Italia la maggioranza delle donne non lavora e il 25% delle donne si ritira dal lavoro dopo la nascita del 1′ figlio a causa anche di in una prassi lavorativa rigida. L’auspicato ingresso di molte donne ai vertici aziendali non può che migliorare questo aspetto.

foto_borrini2_Accanto a lei Paola nel gruppo donne dirigenti in ALDAI un’altra donna con una brillante carriera Elisabetta Borrini oggi titolare di uno studio professionale ma anche una mamma con due bimbe di 5 anni, viene spontaneo chiedere ad Elisabetta come riesce a conciliare il suo ruolo di mamma con l’attività del suo studio, oltre al ruolo di moglie e l’impegno in ALDAI?

Conciliare famiglia e lavoro è una sfida quotidiana e il grande vantaggio di essere un lavoratore autonomo è proprio la flessibilità. Certo gli aiuti in famiglia sono importanti come sono fondamentali i servizi come scuole e asili a tempo pieno. Su questo ultimo punto c’e’ ancora molta differenza tra domanda e offerta, specialmente nelle città come Milano dove il lavoro femminile è più diffuso. L’impegno in Aldai invece ha a che fare con la volontà di costruire qualcosa per le donne di oggi e domani e per questo progetto dedico volentieri parte del mio tempo lavorativo.

A giorni ci sarà la prima edizione dell’evento “Merito e Talento” – Premio Donne 2013, un contributo alla crescita del management donna, ma oltre il Premio quali sono gli obiettivi del Gruppo Donne dirigenti?

In particolare in questa prima fase siamo focalizzati su:
1) creare sinergie con enti e organizzazioni locali per offrire alle nostre associate più opportunità di networking, aggiornamento e formazione
2) far emergere modelli positivi: donne dirigenti di talento portatrici di valori positivi, esperienze che possano contribuire al miglioramento.
Vogliamo collaborare con le istituzioni, le associazioni, gli enti di formazione e le università, su soluzioni ed idee che possano aiutare la crescita delle donne, ci siamo rivolti e importanti istituti e associazioni nazionali e internazionali.
Siamo alla ricerca di modelli femminili manageriali positivi con l’obiettivo di promuoverli, diffonderli e premiarli.
Pensiamo che networking, mentoring e coaching possano essere di grande aiuto nelle varie fasi della carriera.

Related Posts

Ben tornato!