Accordo sulle tariffe commerciali Europa-Stati Uniti: il nuovo elenco di prodotti colpiti da dazi al 15%, con alcune esenzioni.
L’accordo sui dazi Europa Usa è stato formalizzato con un testo congiunto che illustra come funzionano le tariffe e su quali prodotti vengono applicati. La Commissione Europea ha pubblicato un elenco aggiornato di beni con dazi al 15%, ma anche i settori con esenzioni.

Dazi americani sui prodotti europei: lista
L’accordo bilaterale tra Unione Europea e Stati Uniti ha sancito un tetto unico del 15 % sulle tariffe, valido per la maggioranza delle esportazioni europee verso gli USA. Questo regime prevede una tariffa massima “all‑inclusive” che copre settori strategici come:
- automobili e componentistica automobilistica (su cui Trump minacciava una tariffa del 27,5%)
- prodotti farmaceutici
- semiconduttori
- alimentari
- legname
Il patto inoltre prevede che non si aggiungeranno ulteriori dazi per quei prodotti già soggetti a tariffe MFN (nazione più favorita) pari o superiori al 15 %.
Esenzioni dazi e settori esclusi (per ora)
Il presidente della Commissione UE Von der Leyen ha illustrato le esenzioni “dazi zero per zero” che riguardano:
- aeromobili civili
- alcuni prodotti chimici,
- alcuni farmaci generici
- apparecchiature per semiconduttori.
Solo in questi casi le tariffe al 15 per cento non si applicano. E’ una forma di esenzione mirata a settori ad alta tecnologia o strategici.
Ma non tutti i comparti europei sono stati salvati: per esempio i vini, gli alcolici e la birra restano fuori dalle esenzioni attuali. Questo significa che per esempio un vino italiano esportato in USA subirà una tassa del 15% che ne aumenterà il prezzo. Tuttavia, la dichiarazione congiunta prevede un impegno a rivalutare questi settori in futuro.
Vedi anche: Tariffe commerciali sui prodotti cinesi
Tabella dazi Europa Usa e esenzioni
La seguente tabella riassume le decisioni sui dazi Europa Usa e quali sono i prodotti esenti (per ora).

Cosa c’è ancora da negoziare sui dazi
Come si vede dalla tabella l’accordo del 15 % è considerato una roadmap politica, non ancora un trattato definitivo. Restano da definire ambiti come:
- digital regulation, tra cui il Digital Market Act e il Digital Service Act, rimasti esclusi dai negoziati tariffar
- acciaio e alluminio, su cui persiste una visione divergente: l’UE punta a ridurre le tariffe dal 50 % a livelli storici tramite contingenti, mentre gli Stati Uniti intendono mantenerle invariate
- standard fitosanitari, norme automobilistiche, e riconoscimento reciproco delle valutazioni di conformità industriale, con differenze nelle versioni UE e USA dell’accordo.
Cosa costa di più con i dazi Europa Usa: esempi pratici
Ma cosa cambia davvero per chi esporta verso gli Stati Uniti? Facciamo un esempio concreto per capire l’impatto dell’accordo. Immaginiamo un’automobile europea destinata al mercato americano: con l’introduzione del dazio unico al 15 %, i costi di esportazione aumentano, incidendo sul prezzo finale. Questo significa che, a parità di prodotto, l’auto europea risulterà meno competitiva rispetto a una statunitense prodotta localmente, a meno che non venga compensata da politiche di prezzo o strategie commerciali.
Più marcato l’effetto nel settore agroalimentare: una bottiglia di vino italiano da 20 euro, esportata negli USA, può arrivare a costare almeno fra 23 e 25 euro al dettaglio, solo per effetto del dazio. Lo stesso vale per birra artigianale, alcolici e liquori, rimasti esclusi dalle esenzioni. Si tratta di aumenti che potrebbero ridurre l’appeal di questi prodotti nei supermercati e nei ristoranti americani.
Per il comparto farmaceutico, la situazione è mista: alcuni farmaci saranno soggetti al dazio del 15%, ma altri – come i generici destinati agli ospedali – sono inclusi tra le esenzioni. Le aziende dovranno quindi verificare caso per caso se i propri prodotti rientrano nelle categorie agevolate.
Nell’elenco aggiornato della Commissione Europea compaiono anche prodotti legati alla moda, dai tessili alla pelle fino alle plastiche. I dazi possono quindi pesare non solo sui capi finiti, ma anche su materiali e forniture usati per abbigliamento, scarpe e accessori, con effetti sulla moda mondiale.
Diverso il discorso per settori strategici come semiconduttori e macchinari industriali, dove sono previste esenzioni selettive: in questi casi, la tariffa non si applica, preservando la competitività delle aziende europee ad alta tecnologia. Queste in sintesi tutte le novità dopo l’accordo sui dazi Europa Usa.

Roberto D’Eugenio è nato in provincia di Teramo nel 1989. Laureato in economia e commercio presso l’Università G.D’Annunzio Chieti-Pescara e redattore da diversi anni, scrive articoli di economia e attualità per Donne Sul Web