Caos Italia: perché è importante che passi la manovra. 5 motivi

Le 5 ragioni per cui l’approvazione della Legge di Stabilità è essenziale, nonostante le dimissioni di Renzi.

Le dimissioni del premier Renzi, annunciate dopo la bocciatura del referendum istituzionale del 4 dicembre, sono state congelate in attesa dell’approvazione della Legge di Stabilità che potrebbe già avvenire entro la fine della settimana. Ma perché è così importante che passi la manovra, tanto da fermare le dimissioni “irrevocabili” di un premier?

  • La Legge di Stabilità è una legge fondamentale per il funzionamento dello stato

La Finanziaria regola la politica economica dello stato, prevede i capitoli di spesa nell’ottica dei limiti di bilancio stabiliti a livello europeo. In sostanza è la legge più importante per il funzionamento della macchina statale, in coordinamento con quella locale. In essa si prevede il disavanzo pubblico, l’entità del possibile ricorso al finanziamento dal mercato (tradotto: la quantità di titoli di stato e di debito da mettere in circolazione), i massimali di spesa per i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici, i rifinanziamenti di spese correnti, le previsioni di spesa nel lungo periodo (solitamente su base triennale).

È ovvio, tenendo conto di tutto questo, che il presidente della Repubblica non possa accettare una caduta del governo a pochi giorni dal via libera definitivo a una legge di così grande importanza.

  • Dalla Legge di Stabilità dipendono anche bonus bebè 2017, bonus asilo nido 2017 e gli altri aiuti

Chiaramente tutti i provvedimenti di assistenza sociale, come i bonus bebè e i bonus asilo nido dipendono da questo passaggio parlamentare. Ultimamente si è anche approvato (in Commissione, ma ancora non in aula) un tetto Isee inizialmente non previsto per questi bonus (in sostanza non saranno dati a tutti ma solo a chi rientra in una soglia massima di reddito, si era parlato di 13 mila euro per il bonus nascita e di 25 mila euro per il bonus baby sitter). Quindi anche per avere un quadro certo di questi aiuti occorrerà aspettare almeno l’approvazione definitiva della Legge (e i successivi decreti attuativi che stabiliranno tempi e modalità di richiesta, ma anche in questo caso servirà un governo nel pieno delle sue facoltà).

  • Che novità ci sono nella Legge di Stabilità 2017?

Vediamo in breve le principali novità della Legge di Stabilità 2014: nella Manovra 2017 è inserita una previsione di deficit al 2,3%. 4,2 miliardi sono previsti in arrivo dalla nuova voluntary disclosure (in sostanza la possibilità di far rientrare capitali non dichiarati). 0,4 punti di deficit in più saranno inseriti a bilancio, Europa permettendo, per finanziare gli interventi post-sisma e per l’accoglienza dei migranti. L’agenzia Equitalia chiuderà i battenti, proseguiranno gli ecobonus (detrazione del 50%) per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi di diminuzione del rischio sismico, compresi quelli effettuati nelle zone 3 (quelle con possibilità rara di terremoti) oltre che nelle zone 1 e 2.

  • 14esime più corpose per le pensioni minime?

Un provvedimento di cui si è parlato molto nei giorni precedenti il referendum, e che da tanti era stato considerato elettoralistico, era la volontà di accrescere di una quota dai 20 ai 50 euro le quattordicesime delle pensioni minime (in sostanza si è ampliata la fascia della no tax area, cioè di chi non paga le tasse, e questo ha portato un piccolo incremento in busta per le pensioni più basse).

  • Bonus bebè 2017 anche per i cittadini extracomunitari con permesso di lavoro

Altra novità correlata alla Finanziaria è quella che hanno introdotto diverse sentenze nelle scorse settimane: alcuni ricorsi presentati contro l’Inps hanno stabilito che il criterio del possesso della carta di soggiorno (il permesso per soggiorni di lungo periodo) per percepire l’assegno è discriminatorio. In sostanza basta il semplice permesso di lavoro di breve periodo. Ora è arrivato anche un giudizio di secondo grado da parte della Corte di appello di Brescia.

Dalla Corte è stato indicato che la normativa europea vigente parifica chi ha un permesso unico di lavoro e chi è a tutti gli effetti cittadino di uno stato membro (quindi con l’equiparazione anche dei sussidi e dei bonus sociali, come appunto il bonus bebè).

 

Articoli correlati

Related Posts

Ben tornato!