In tempo di crisi, le donne non rinunciano al fondotinta

Diverse ricerche dimostrano che l’industria dei cosmetici è in crescita, nonostante la recessione economica

Trucco  viso

(25 ottobre 2009) – Altro che recessione e crisi delle vendite. L’industria della bellezza non è mai stata così florida. A confermare la tendenza del mercato, i dati resi noti dall’Unipro, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche. Soltanto nel 2007 il mercato è cresciuto del 2,5%, mentre il 2008 si è concluso con un guadagno stimato intorno ai 9 milioni di euro, con una crescita dello 0,8% rispetto al 2007. Dati confortanti se si leggono anche sotto il profilo dell’occupazione: l’Italia è il quarto paese dell’Unione per il numero di aziende (più di 500) che producono cosmetici, dando lavoro a più di 35.000 dipendenti che diventano 100.000 se si considera anche l’indotto. La bellezza, una volta lusso per poche elette, ormai è affare quotidiano.


Ed è proprio nella quotidianità il segreto di tanto successo: le donne risparmiano sulla spesa, sulla vacanza, sui divertimenti, sulle bollette ma non rinunciano a creme, profumi, fondotinta, bagnoschiuma, deodoranti e quant’altro. Senza contare l’ottimo rapporto qualità/prezzo che mette a dura prova la scelta, anche per i prodotti di nicchia venduti in farmacia ed erboristeria, ormai accessibilissimi a tutte. Per dirla in parole povere, acquistare un lucidalabbra o una crema antirughe non aiuterà di certo a risolvere i problemi ma a rendere meno depresse, questo si. Acquistare un cosmetico fa sentire bene, l’ego è soddisfatto e il portafoglio non piange lacrime amare. È d’accordo anche Fabio Franchina, presidente della Unipro, il quale ribadisce il rafforzamento del concetto di nesting: durante un periodo di crisi  economica o dei valori,  tendiamo a rifugiarci nel consumo di beni che più rappresentano il nostro intimo e la nostra indole, nel suo “nido” il consumatore tenderà a posizionare, e quindi acquistare, beni che lo soddisfano dal profondo, tralasciando il superfluo e il troppo costoso.

I prodotti più venduti? I profumi femminili con un fatturato di 545 milioni di euro, seguiti dai dentifrici (487 milioni di euro), shampoo (480 milioni di euro), bagnoschiuma (453 milioni di euro) e infine le creme antirughe (444 milioni di euro). Oltre al profumo, le donne non rinunciano al fondotinta. La multinazionale L’Oreal ha registrato un aumento delle vendite addirittura del 15%. C’è poi il piacere dell’acquisto diretto, testimoniato dalla significativa diminuzione delle vendite per corrispondenza (meno 55 milioni di euro pari al -25%). Curiosità: tra la profumeria e l’erboristeria, la scelta cade su quest’ultima (il settore ha avuto un aumento degli introiti del 3,03%, ovvero più di 2 milioni di euro), benissimo anche le farmacie con +3,8%, pari a 1 milione e mezzo di euro. L’unica nota stonata il calo delle esportazioni dovuto al caro euro.

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