Amicizia uomo e donna. Esiste davvero? Sì e no.

Esiste l’amicizia uomo e donna? Esiste, ma è complicata. Vediamo di capire perché, in base a ciò che dice la scienza e alle nostre esperienze reali. E proviamo anche a rispondere a una domanda difficile: si può essere amici dei propri ex?

Chiedersi se esista l’amicizia tra uomo e donna è un po’ come chiedersi se sia nato prima l’uovo o la gallina, se proveniamo da Adamo ed Eva o dal Big Bang o se vogliamo più bene a mamma o a papà. Un dubbio antico quasi quanto l’esistenza stessa della società civile, a cui chiunque si è trovato una volta a dover dare una risposta, che sia per la propria o altrui vita.

La questione rappresenta davvero un problema? La risposta è una sola e cioè sì: chiunque di noi abbia più di sedici anni si porta appresso il fardello di un “dovremmo restare solo amici” subìto o detto a qualcuno che aspirava a un livello più alto di scambio sentimentale e di fluidi corporei.

Amicizia uomini e donne, cosa dice la scienza

Il quesito è talmente tanto dibattuto e centrale che persino la ricerca scientifica ha voluto dedicargli dello spazio: uno studio della Norwegian University of Science and Technologyavrebbe messo un punto alla questione affermando che l’amicizia tra uomo e donna non possa esistere. Perchè?

Molto semplice: detto scientificamente sembrerebbe che, quando c’è di mezzo l’evoluzione, la necessità di adoperarsi per la riproduzione della specie diventi preponderante nell’universo del bisogno maschile.

In soldoni, l’amicizia uomo donna sarebbe ostacolata irrimediabilmente dal fatto che i maschi pensino, per gran parte del loro tempo con una donna, solo al sesso. Molto ma molto di più di quanto faccia una donna nella stessa posizione. Non me ne vogliate, lo dice la scienza.

Altre ricerche sostengono che l’amicizia tra uomo e donna è considerata da entrambi piacevole e gradevole, così come la tensione sessuale che quasi inevitabilmente si crea. Ma – anche qua – sembrerebbe che gli uomini si preoccupino meno delle possibili conseguenze. Il problema, a quanto pare, è l’attrazione. Cioè…

Il “problema” dell’attrazione nell’amicizia tra maschi e femmine

Tanti dei miei amici (o presunti tali 😀 ) maschi, quelli più onesti con se stessi e con il prossimo, sarebbero d’accordo con i risultati della ricerca scientifica. Più ancora, sarebbero d’accordo con la sfumatura più sottile che ci ha tramandato quel capolavoro di cultura pop che è il film “Harry ti presento Sally” (1989), in cui il tutto si illustra con la meravigliosa semplicità di queste tre battute:

– Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente, vuole sempre portarsela a letto.

– Allora stai dicendo che un uomo riesce ad essere amico solo di una donna che non è attraente?

-No, di norma vuole farsi anche quella.

Qui siamo di fronte a una specie di rivoluzione copernicana. Il 90% delle letture sullo stesso tema vi riporteranno tra le motivazioni principali che favoriscono l’amicizia tra i due sessi la scarsa bellezza di uno dei due.
Il bravo Harry invece ci rivelava già nel 1989 che non è l’avvenenza fisica a creare la complicazione.

Un uomo vuole possedere anche una donna brutta, se ne è attirato per altre ragioni o per il puro istinto della “caccia”.

Questo perché siamo animali complessi e l’attrazione – per fortuna di tutte quelle che, come me, non sono esattamente la sosia di Claudia Schiffer – passa per meccanismi meno immediati dell’aspetto esteriore.

Ecco quando un’amicizia uomo donna è possibile

Siamo onesti, è sicuramente vero che le condizioni che rendono più semplice la nascita di un’amicizia autentica tra i due sessi sono tutte legate all’assenza di un’attrazione sessuale. Da cosa deriva quest’assenza?

I fattori che aiutano a far nascere un’amicizia uomo donna

Gusti sessuali diversi: è difficile creare le condizioni per trovarsi sullo stesso “campo da gioco” se non si sta partecipando alla stessa partita, nè allo stesso campionato, nè proprio allo stesso sport.

Totale mancanza di attrazione per la persona posto che l’uomo mette ancestralmente al centro dei propri bisogni il sesso, molto più di quanto faccia una donna (e questo non ce lo dice solo la scienza, amici miei, ce lo dice la vita), quello stesso uomo può rinunciare a quel bisogno molto più facilmente se la persona che ha di fronte lo disturba per ragioni diverse dal suo aspetto estetico. Tanti anni fa un amico mi rivelò, complice la notte e l’intimità dell’abitacolo della sua auto, che sarebbe anche fisicamente riuscito a fare sesso con la ragazza, piuttosto bruttina, di una nostra comune conoscenza, se non fosse stato per i modi di lei, terribilmente irritanti.

Castrazione platonica di tipo morale: sei la ragazza/fidanzata/moglie/ragazzo/fidanzato/marito di una persona a me cara e quindi per me nel basso ventre sei piallato come un Big Jim o una Barbie in carne e ossa. Non funziona sempre, non funziona per tutti, ma in alcuni casi decisamente sì. Soprattutto in quelli in cui il meccanismo non lo si decide a priori e con raziocinio, ma il transfert verso il mondo delle bambole asessuate avviene naturalmente, con il click di un qualche interruttore interiore.

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Gli uomini e le donne interpretano i segnali in modi differenti

Il capolavoro della complicazione nella gestione del rapporto uomo donna e nella sua evoluzione verso una qualche forma di pura amicizia senza non-detti, sta nel camaleontico mondo dell’interpretazione dei segnali. E questo perché non si possono trovare in Natura due esseri più diversi di un uomo e una donna.

Questa diversità, che in una relazione scevra da ambiguità potrebbe rappresentare una ricchezza, si rivela la più spaventosa mina anti-uomo per la serenità di un rapporto normale.

Semplificando molto, quello che ho imparato dalle mie amicizie femminili, oltre al fatto di essere un coacervo di equilibri delicatissimi da mantenere mentre ci si districa tra sbalzi d’umore di natura ormonale e competitività a fiotti su la qualunque, è che noi donne mettiamo al centro di tutto l’interpretazione, la convinzione che un gesto o una parola ne sottintendano sempre altre tre o quattro diverse, se non proprio dal significato opposto.

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Le mie amicizie maschili mi hanno portato invece nel meraviglioso mondo della semplicità, di A che vuol dire proprio A e solo A, della totale assenza delle strategie o delle dietrologie. E mi hanno quindi fermamente convinta che, superato il gigantesco iceberg delle implicazioni di natura sessuale, un’amicizia uomo donna può esistere e – incredibile – persino funzionare, quando ci si sforza di pensare come l’altro/a. Può costare un significativo numero di neuroni, ma ne vale la pena ed è serissimamente istruttivo.

Anche qui esistono le eccezioni, sia chiaro. Una volta un uomo, a cui non avevo dato alcun segnale di interesse, interpretò come un invito di natura sessuale un post-it con la scritta “accendimi” che avevo attaccato sulla macchinetta del caffè lasciata pronta per l’uso sul fornello di casa. Ed io che pensavo di aver fatto un gesto gentile.

Amicizia uomo e donna: cosa succede quando lui è “impegnato”

La vera minaccia alla propria sanità mentale, però, arriva quando si ha a che fare contestualmente, in un rapporto di amicizia, con entrambi i sessi. Essere amici di un uomo sentimentalmente impegnato è un capolavoro di equilibrismo e di diplomazia. La preoccupazione principale, mentre si gestisce il rapporto con “lui” con le difficoltà di cui sopra, deve essere non invadere spazi di intimità e confidenza della coppia.

Cioè garantire a “lei” il riconoscimento costante del suo ruolo e della sua importanza, dedicarle una quota parte del nostro interesse. Che va ancora bene se lei è simpatica, ma quando invece non lo è affatto l’unica salvezza è invocare il metodo Stanislavskij e cercare di immedesimarsi in Mary Poppins o Madre Teresa.

Si può essere amici dei propri ex? Dipende

E’ possibile invece fare “marcia indietro”? Instaurare un rapporto d’amicizia sincero con qualcuno con cui si è avuto un trascorso sentimentale? Anche qui, tutto dipende da alcuni macrofattori:

Come ci si è lasciati

E’ evidente che nel caso di una separazione non consensuale la difficoltà non starà tanto nel costruire un rapporto di amicizia, ma nel cercare di mantenere la propria incolumità mentre l’altro cerca di metterci sotto con l’auto alla prima occasione utile

La presenza di un nuovo partner accanto all’ex

Prendete il trafiletto di sopra sull’amicizia con un uomo impegnato, spostate la levetta della difficoltà sul livello “codice rosso” e avrete una vaga idea di cosa intendo.

Il discorso non si applica a contesti con livelli di intelligenza e consapevolezza oltre la media. Tra le mie amicizie ci sono alcune delle precedenti fidanzate di miei ex, persone con cui forse ad oggi ho più a che fare io di loro, donne con vite risolte altrove, squisitamente intelligenti. Brave loro e brave noi, ma non vi illudete, è una condizione rara come la neve ad Agosto.

Di lui/lei ci importa ancora?

Alcune relazioni finiscono perché finiscono. E non è che finisca solo l’amore. L’interesse per l’altro si spegne a tutti i livelli. A quel punto il legame si sfilaccia e francamente non ci si prende più la briga di districarsi tra la giungla di una relazione che già nella normalità richiede un impegno e un livello di attenzione non comuni.

Tra il mio primo grande amore dell’adolescenza, con cui ancora ci scambiamo confidenze dopo più di vent’anni e il mio ultimo ex storico, con cui ho la grandissima fortuna di condividere ancora un sincero affetto e interesse per le sorti dell’altro documentate quasi settimanalmente, ci stanno in mezzo un paio di casi di amicizia a distanza, una pletora di facce con cui conservo le regole minime dell’educazione nelle occasioni formali di incontro e una serie di soggetti di cui potrei sapere qualcosa solo andando da “Chi l’ha visto?”

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Amicizia uomo e donna: i vantaggi per entrambi

Dunque, l’amicizia uomini e donne è possibile? Nonostante tutte le non poche difficoltà che la costruzione di un rapporto di amicizia uomo donna comporta, continuo però a pensare non solo che questo possa esistere, ma che possa anzi rivelarsi di una estrema funzionalità.

Un amico insegnerà a una donna come prendersi meno sul serio, come risolvere i conflitti senza discussioni che riportino in auge ere geologiche trapassate, come si può sopravvivere anche con un numero di paia di scarpe inferiore alle tre cifre, come conquistare un altro maschio, come smetterla di pensare che lui ci voglia mentre ci sta chiaramente dicendo il contrario.

Un’amica insegnerà invece a un uomo quanto è importante e utile cominciare a prestare attenzione ai dettagli, ricordarsi le cose, ascoltare. Gli insegnerà come difendersi dalle insidie della sindrome premestruale e tutto quel rutilante e variopinto mondo di ragioni che stanno dietro ad una fidanzata imbronciata che alla domanda “Cos’hai?”, ti risponde “NIENTE”.

E questa è solo una breve e non esaustiva lista di esempi.

Hai detto niente, appunto.

Vedi anche:

© copyright (01/02/2019)

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