Separazione conviventi con figli, quando e come dirlo ai bambini

Separazione conviventi con figli: come dirlo ai bambini e gestire con serenità le loro domande. Consigli e testimonianze di chi ci è passato

La differenza fra la separazione tra conviventi e quella di una coppia sposata che divorzia si gioca sul piano burocratico e legale, ma i timori certamente non cambiano al momento di parlare con i bambini. Non cambia, per fortuna, neanche la possibilità di gestire la situazione al meglio per loro.

separazione convinti con figli

Abbiamo raccolto i pareri dei genitori separati che hanno attraversato questo passaggio delicato e hanno ricevuto consigli attendibili. Se ti trovi nella stessa situazione puoi trarre indicazioni dalle loro scelte, ma non dimenticare di chiedere aiuto a un professionista se hai dubbi!

Naturalmente non esiste una formula perfetta per dire ai figli che il matrimonio è finito e i genitori divorziano, ma ci sono alcuni elementi che è importantissimo includere nel momento in cui si rivela ai bambini l’intenzione di separarsi.

 Separazione conviventi con figli come scegliere il momento giusto

Si tratta di una notizia importante che deve essere compresa e “digerita”: richiede un ambiente tranquillo e confortevole, e un momento della giornata in cui i bambini o i ragazzi non siano troppo stanchi e deconcentrati.

Alcune coppie hanno ricevuto un consiglio utile: è meglio comunicare l’intenzione di separarsi fuori dalle mura di casa, per non caricare l’ambiente domestico di un ricordo potenzialmente traumatico. Paola e Giacomo per esempio hanno scelto di portare il figlio in un prato poco distante e parlargli lì: “è stato un bene, perché lui ha poi espresso il desiderio di non tornare più in quel posto e sarebbe stato difficile accontentarlo se la notizia fosse stata data in salotto!”.

Comunicarlo insieme e apparire concordi

Nonostante ci siano dei conflitti anche forti dentro la coppia, è importante cercare di comunicare la decisione insieme, in modo pacato, facendo capire che entrambi i genitori sono consapevoli e concordi e “sanno cosa stanno facendo”.

Apparire decisi e solidi aiuta i bambini a percepirsi al sicuro anche all’interno del “terremoto” che stanno vivendo.

Vedere un genitore accusare il partner, alzare la voce o identificarsi come vittima di un’ingiustizia addosserebbe ai bambini la responsabilità di schierarsi, amplificando la loro confusione e sofferenza.

Spiegare bene ai bambini che cosa succederà

Chi ci è passato lo sa, ma questo aspetto potrebbe sorprendere: le domande più immediate che sorgeranno soprattutto nei più piccoli forse non sono le prime a cui penserebbe un adulto. Proprio per questo devono ricevere più e più volte una risposta rassicurante:

  • Chi si prenderà cura di me?
  • Non vedrò più la mamma/il papà?
  • Vi lasciate perché ho fatto qualcosa io?

Ci lasciamo, ma non lasciamo te

È fondamentale rassicurare subito i figli sul fatto che nessuno dei genitori smetterà di prendersi cura di loro e dei loro bisogni. Non pensate che il bambino sia “egoista” nel fare domande su questo argomento: semplicemente alla sua età vede se stesso al centro del proprio mondo e la prima risposta che vorrà avere riguarderà il fatto che lui è al sicuro, che ci sarà sempre qualcuno pronto a proteggerlo, nutrirlo e amarlo.

La coppia si separa, la famiglia no

L’idea che un genitore esca di casa può essere molto spaventosa se il bambino dà per scontato che ciò significhi non vederlo più.

“Quando Anna mi ha subito chiesto se non avrebbe mai più rivisto papà ero sconvolta: non immaginavo che potesse pensare una cosa simile, avevo dato scioccamente per scontato che lei sapesse come gli adulti gestiscono l’affidamento e cose del genere”, spiega Lara.
Occorre allora chiarire subito questo aspetto senza lasciare dubbi: anche se la convivenza viene interrotta, i bambini potranno vedere tutti i familiari come prima, solo… uno per volta.

Naturalmente questo aspetto sarà diverso nel caso di situazioni molto delicate che richiedono l’allontanamento come casi di violenza domestica e abusi; in questo contesto l’intervento di un professionista sarà indispensabile.

Non è colpa tua

È sconcertante per un genitore rendersi conto che spesso i bambini si attribuiscono la colpa della situazione, con una logica che a volte è così lontana dal mondo adulto da non essere compresa.

Potrebbero pensare di aver provocato la rottura a causa di capricci o brutti voti, ed è davvero importante assicurare loro che non è così: la responsabilità della scelta di separarsi è dei grandi, ed è possibile e giusto dare una spiegazione alla portata della loro età, che li aiuti a “scagionarsi”.

Massimo lo ha notato ascoltando per caso una conversazione: “Ho sentito i miei bambini parlare della ‘novità’ nella loro stanza, e chiedersi se ‘era perché loro bisticciavano sempre’. Ero molto turbato dall’idea che potessero credersi responsabili e ho deciso di spiegargli apertamente che l’unica causa della separazione erano le liti fra me e la mia compagna per cose di cui loro non potevano avere colpa”.

Sei genitori litigavano spesso, è generalmente più facile trasmettere l’idea che lasciarsi è necessario per vivere tutti con più armonia.

 Separazione conviventi: quando dirlo ai bambini

La scelta di quando comunicare ai figli la separazione nasconde delle insidie. Verrebbe la tentazione di preparare i bambini per tempo, iniziando a parlare con loro mesi prima dell’uscita di casa del genitore che si trasferisce.

Non rivelare con troppo anticipo

Clara era sorpresa da questo consiglio: “Io pensavo che fosse meglio parlare con i ragazzi con molto anticipo, per prepararli. In realtà, sia la pedagogista che li seguiva sia il mio psicoterapeuta mi hanno suggerito di aspettare che la situazione dei genitori fosse già definita e che io avessi trovato un nuovo appartamento, lo avessi arredato e fossi pronta a coinvolgerli in una nuova routine”.

Apprendere con tanto anticipo che mamma e papà stanno per lasciarsi è in effetti fonte di angoscia soprattutto per i più piccoli.

Possono infatti vivere da un lato la frustrazione di non riuscire a evitare l’evento, e dall’altro immaginare di riuscire a far cambiare idea ai genitori mettendo in atto (più o meno consapevolmente) comportamenti problematici e dolorosi, come rifiutare di andare a scuola, scappare di casa, sviluppare sintomi psicosomatici e disturbi del sonno, avere crisi di rabbia.

Tenere conto del senso del tempo dei bambini

Occorre ricordare che il tempo, nella mente di un bambino piccolo, è qualcosa di molto meno concreto che per un adulto. Luigi ha spiegato alla sua bambina di 4 anni: “Porterò fuori la mia valigia quando saranno passate due nanne lunghe”; questo è sicuramente più comprensibile e sopportabile di “sto cercando una nuova casa e fra qualche mese andrò a viverci”.

Paradossalmente questo aspetto è più semplice per chi convive rispetto a chi deve affrontare una separazione legale, che ha tempi spesso lunghi e burocrazia complicata.

Come non far soffrire i figli dopo una separazione

La domanda che affligge tutte le coppie che si separano, che siano sposate o conviventi, riguarda naturalmente la serenità dei bambini dopo la separazione.

Ci sarà tempo per ricostruire un buon equilibrio sul lungo periodo, ma qui ci stiamo concentrando sulla gestione delle loro emozioni subito dopo che hanno appreso una notizia così ingombrante.

Rispondere alle loro domande

Nella prima infanzia le domande sulla separazione verranno ripetute mille volte. Per quanto sia doloroso, il genitore è tenuto a dare risposte coerenti tutte le volte che serve perché i concetti si fissino e il bimbo si senta rassicurato.

Dice Lucia: “Non è stato facile per me rispondere alle loro domande molto precise e ripetute all’infinito: avevo ‘subito’ la separazione e ogni volta mi veniva da piangere, avrei voluto scappare. Ma con tanta pazienza ho capito che per loro era importantissimo farsi ripetere a parole che cosa stava succedendo e perché”.

Alcuni, soprattutto preadolescenti e adolescenti, tenderanno a chiudersi e non parlare dell’accaduto, o avranno bisogno di molto tempo per elaborare le informazioni. Dimostrarsi disponibili ad ascoltarli è già molto, anche se non vogliono parlare in quel momento.

“Luca a 13 anni era molto chiuso come carattere e non accettava nemmeno di sollevare l’argomento. Ero preoccupato e ho chiesto consiglio allo psicologo della scuola, che mi ha suggerito di ripetergli, di tanto in tanto, che semplicemente io sarei stato disposto ad ascoltarlo se aveva da dirmi qualunque cosa e non lo avrei deriso o rimproverato” racconta Alberto.

Non confonderli o illuderli

Una volta che la decisione è presa, sarebbe controproducente per la serenità dei bambini illuderli che si tratti di una situazione temporanea, che si risolverà presto, o mentire raccontando di viaggi di lavoro per nascondere la realtà. Oltre tutto, si accorgerebbero che non state dicendo la verità, e questo comprometterebbe la loro capacità di fidarsi di voi, in un momento in cui ne hanno invece un gran bisogno.

“Io e il mio ex abbiamo commesso l’errore di dire ai bambini che papà aveva comprato una casa nuova, senza spiegare che questo significava che ci lasciavamo. Ci sembrava che fosse andato tutto liscio, invece molti mesi dopo il grande ha chiesto quando sarebbe tornato papà a dormire con noi ed è andato in crisi, perché ha realizzato solo in quel momento che ci eravamo lasciati. Si è sentito preso in giro” spiega Adele, alle prese con una separazione conflittuale.

Mantenere il controllo

Dopo l’interruzione di una convivenza che ha portato alla creazione di una famiglia è naturale e comprensibile stare male emotivamente.

Dimostrarsi capaci di mantenere il controllo e di “fare l’adulto” agli occhi dei bambini e dei ragazzi è però davvero di aiuto al loro equilibrio: cercate di dominare la vostra emotività davanti a loro, non trascurate le abitudini e le cure che riservate loro, e chiedete voi stessi aiuto se sentite il bisogno di un supporto psicologico, pratico ed economico.

“Io ero veramente a pezzi” spiega Elisa “e a volte non ho potuto evitare di piangere davanti alle bambine. Ma ho capito che loro erano più a pezzi di me e che stavano osservando il mio comportamento per ‘decidere’ se avere davvero paura del futuro o no. Mi sono sforzata di rassicurarle e sono andata in terapia per rimettermi in carreggiata”.

Questi consigli sono tratti dalle parole di famiglie che hanno affrontato una separazione fra conviventi: se stai attraversando una separazione ti saranno di aiuto per accompagnare i tuoi figli in questo passaggio delicato, insieme alle indicazioni degli specialisti in pedagogia e psicologia dell’infanzia.

Articoli correlati

Related Posts

Ben tornato!