Dieta: effetto yo-yo? No grazie

Dieta -Come dimagrire senza riprendere peso velocemente. I consigli del medico per mantenere il peso raggiunto in modo sano e salutare

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Le diete fanno ingrassare. Detto così può sembrare un paradosso ma certi tipi di diete, soprattutto quelle drastiche che promettono un dimagrimento rapido, sono troppo squilibrate e i chili si riacquistano velocemente. Ma perché mantenere il peso raggiunto è così difficile? Lo spiega il dottor Ramaciotti.

L’organismo di fronte a una carenza di cibo mette in atto delle difese biologiche per ostacolare il dimagrimento. Quando si segue una dieta restrittiva il nostro corpo percepisce questa diminuzione di peso come un pericolo per la sua sopravvivenza e mette in atto due meccanismi per fare fronte a questa situazione di squilibrio: uno è l’aumento della fame, l’altro la riduzione del metabolismo di base. Questo secondo elemento, tra l’altro, riduce il desiderio di fare attività fisica. In pratica la persona sente più fame e alla fine perde il controllo sulla dieta.

Conservare la massa magra
Quando si dimagrisce troppo rapidamente si perde il 50% di massa grassa e il 50% di muscoli e quando si riacquistano i chili, si riprende la massa grassa e non i muscoli, a meno che non si faccia molta attività fisica. «Un regime dietetico, invece, deve far perdere il grasso in eccesso, mantenendo però intatta la massa magra e il tono muscolare», dice il dottor Lorenzo Ramaciotti, l’ideatore del metodo Pentadiet. «Occorre allora seguire una dieta bilanciata. Un’alimentazione proteico-aminoacidica, sotto controllo medico, permette di ricondurre la persona verso una più giusta e corretta nutrizione».

Come funziona Pentadiet
Per dimagrire e apprendere un corretto comportamento alimentare e salutistico, si può ricorrere a speciali preparazioni protetico-aminoacidiche. «Queste preparazioni sono realizzate con proteine ricavate dall’albume dell’uovo, dalla caseina del latte e dalla soja (ovviamente non transgenica) con una formulazione che ricalca quella del latte materno», spiega lo specialista.

«Sono totalmente riconosciute dal nostro organismo con una biodisponibilità del 97% e producono pochissime scorie metaboliche. Più che di calorie è, infatti, corretto parlare di biodisponibilità degli alimenti per comprendere esattamente cosa succede al nostro organismo quando ci sediamo a tavola. Riportare il valore dei cibi a semplici parametri calorici è sbagliato perché è evidente che 100 calorie fornite da un piatto di pasta, 100 da uno di carne e 100 da uno di verdura abbiano, nel nostro organismo destini metabolici diversi.

Il consiglio per avere energia, forza e benessere e quello di integrare la normale alimentazione con l’apporto di almeno una preparazione proteico-aminoacidica tutti i giorni scegliendo quella che più soddisfa il nostro palato».

 

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