Primi – Maccheroni alla gonzaga, la ricetta originale

MACCHERONI_ALLA_GONZAGA-serena-30.5.11

I macccheroni alla  Gonzaca sono  una ricetta  mantovana  ideata da Bartolomeo Stefani il cuoco ufficiale dei Gonzaga nel seicento. Si preparano con  la frutta secca: uva passa, mandorle , noci e  nocciole .

I maccheroni alla Gonzaga hanno un gusto dolce-salato molto riconoscibile: frutta secca e spezie (cannella e noce moscata) bilanciate dal formaggio. Non è un “pesto” verde classico: qui la salsa è un’emulsione ricca, profumata di limone e basilico, da scaldare con delicatezza e da legare con l’acqua di cottura. Nell nostro contenitore salse per pasta trovate altre varianti.

Questa preparazione viene ricondotta alla cucina di corte dei Gonzaga a Mantova e alla figura di Bartolomeo Stefani, autore de “L’arte di ben cucinare” (pubblicato nel Seicento). È uno di quei piatti che raccontano un’epoca in cui spezie e frutta secca entravano anche nei primi, non solo nei dolci.

  • Preparazione: 15 minuti
  • Cottura: 10–12 minuti
  • Difficoltà: media (più per controllo della salsa che per tecnica)

Strumenti

– pentola per la pasta

– mixer piccolo o mortaio + coltello (il mortaio dà una grana migliore)

– padella capiente per mantecare

Ingredienti per 4 persone :

  • 320 gr. di maccheroni al pettine
  • un cucchiaio di uva passa
  • la scorsa di un limone
  • 60 gr. di mandorle
  • 30 gr. di noci
  • 30 gr. di nocciole
  • qualche foglia di basilico
  • un pizzico di noce moscata
  • un pizzico di cannella
  • brodo vegetale q.b.
  • una noce di burro
  • grana grattugiato q.b.
  • sale e pepe nero un pizzico
  • olio extravergine d’oliva q.b.

Maccheroni alla Gonzaga ricetta originale

  1. Mettete l’uvetta in acqua tiepida 10 minuti, poi scolatela e asciugatela bene. Se resta bagnata, annacqua la salsa. (Sul sito avete lo stesso principio in altre ricette con uvetta.)
  2. Scaldate mandorle e nocciole 2–3 minuti in padella asciutta: devono profumare, non scurire. Se le bruciate, la salsa diventa amara e non si recupera.
  3. Nel mixer (a impulsi) o nel mortaio pestate: uvetta, frutta secca, scorza di limone e basilico. Fermatevi quando vedete una pasta grossolana: deve restare leggermente granulosa. Se frullate troppo, ottenete una crema pesante che “impasta” la pasta.
  4. Aggiungete cannella, noce moscata, un pizzico di sale e pepe. Versate olio e burro fuso e lavorate ancora pochi secondi. A questo punto allungate con 1–2 cucchiai di brodo caldo: la consistenza corretta è quella di un pesto “morbido”, non liquido.
  5. Cuocete la pasta e tenete da parte l’acqua. Lessate al dente. Prima di scolare, tenete da parte almeno 1 tazza di acqua di cottura.
  6. Mettete la salsa in padella a fiamma bassissima. Aggiungete subito 2–3 cucchiai di acqua di cottura e mescolate: deve solo scaldarsi e diventare setosa.
  7. Unite la pasta in padella e saltate 30–60 secondi aggiungendo altra acqua di cottura se serve. Spegnete il fuoco, poi aggiungete Grana/Parmigiano. Assaggiate e regolate:  il sapore di questo piatto deve restare equilibrato, non dolce.

Varianti

– Senza burro: usate solo olio evo, ma tenete la salsa più morbida con acqua di cottura.
– Con ricotta (versione moderna): 1–2 cucchiai per rendere più cremosa; non è obbligatoria e cambia il profilo.
–  Rigatoni o mezze maniche sono i tipi di pasta che reggono bene una salsa granulosa.

Conservazione

I maccheroni alla gonzaga è meglio mangiarli subito: la frutta secca assorbe e la salsa si asciuga. Ma se avanzano, conservateli in frigo 1 giorno e scaldate in padella con poca acqua calda, non al microonde.

Ben tornato!