Vasco Rossi: Se ti potessi dire – Testo e significato

Cosa significa il testo della bellissima canzone “Se ti potessi dire” di Vasco Rossi? Scopriamo insieme il significato dell’ultimo singolo firmato dal cantautore emiliano.

Nell’ottobre 2019 Vasco Rossi ha rilasciato il video della canzone “Se ti potessi dire”. Il brano è in verità stato composto nel 2009, ma il Blasco ha deciso, non sappiamo perché, di tenerlo nel cassetto per alcuni anni. E poi nell’ottobre del 2019 ecco la decisione: Vasco pubblica il video sul suo canale YouTube, che in pochi giorni accumula oltre 2 milioni di visualizzazioni.

Il brano è sicuramente una composizione di grandissima portata, sia musicale sia dal punto di vista del testo, mentre il video, piuttosto semplice ma estremamente efficace, coglie perfettamente lo spirito di questo pezzo così potente e profondo. Ascoltiamola e poi vediamo testo e significato di Se ti potessi dire.

Vasco Rossi – Se ti potessi dire

Testo e significato di “Se Ti Potessi Dire”

“Se ti potessi dire
Quante volte ho voluto morire
Quante volte camminando sul filo
Sono stato, sono arrivato vicino
All’inferno
Della mente
Quell’inferno
Che esiste veramente”

Vasco è un artista che non ha mai avuto paura di scandagliare l’abisso: ci si è sempre calato coraggiosamente per poi uscirne e raccontarlo. In questo pezzo, decisamente autobiografico, Vasco si apre alla riflessione senza vergogna, ragionando sui momenti più bui che ha attraversato, che noi tutti attraversiamo nel corso delle nostre vite.

Vasco si rivolge ad un ipotetico interlocutore ed interlocutrice e si confida. Si confida su ciò che ha vissuto e che l’ha portato a volte vicino al desiderio di sparire, forse di togliersi la vita, quando la vita sembra non voglia offrirci alternative e quando la mente diventa una gabbia da cui sembra impossibile liberarsi.

“Se ti potessi dire
Quante volte ho pianto per capire
Quante volte sono stato sul punto
Di lasciarmi andare
All’inferno
Della mente
Quell’inferno che esiste veramente
Esiste veramente”

Vasco usa l’immagine forte dell’inferno per descrivere la sensazione di annientamento che a volte proviamo nel corso della nostra esistenza. Usa la figura retorica dell’anafora per rendere ancora più incisivi i suoi versi, e apre il proprio cuore confessando la propria vulnerabilità, senza paura di scoprirsi come uomo che si è lasciato andare al pianto.

L’inferno secondo Vasco Rossi

Noi tutti conosciamo bene queste sensazioni, quando le lacrime ci solcano il viso come un fiume ininterrotto e ci fanno affondare in un lago di oscurità. Di nuovo, l’oscurità senza luce che è l’inferno della mente, quella mente carnefice che ci costringe al suolo e da cui solo con immensa fatica e con grande forza possiamo affrancarci.

“Se potessi raccontarti per davvero
Le abitudini di cui non vado fiero
Le malinconie, le nostalgie perfino dei rimpianti
Per le cose che se avessi adesso ancora qui davanti
Le rifarei esattamente così sì
Stessi errori stesse passioni
E le stesse delusioni

Se ti potessi dire
Quante volte ho voluto rischiare
Da una parte l’equilibrio mentale
E dall’altra volare
Sull’inferno
Della mente
Quell’inferno
Che esiste veramente
Esiste veramente”

Secondo Vasco lo scopo della vita è vivere

Ma come sappiamo, Vasco racconta il buio per poi raccontare la luce. Per Vasco ciò che è stato è stato, la vita vanno presi così, i nostri errori accettati e non rinnegati perché fanno parte di noi. Noi stessi e noi stesse dobbiamo accettarci. Senza rimpianti.

E Vasco ci tiene a sottolineare che lui non ha rimpianti, e che proprio essere così vicino all’inferno, come lo chiama lui, gli ha permesso di andare davvero in profondità, di sentire la vita nel suo scorrere con pienezza e intensità. Vasco non vuole vivere a metà, è un uomo che non ha paura del buio e che sa che a volte per volare in alto bisogna anche planare vertiginosamente in basso.

“Vivere per amare
Vivere per sognare
Vivere per rischiare
E vivere per diventare
Vivere per adesso
Vivere lo stesso
Vivere per errore
E vivere con passione
Vivere solamente
Vivere continuamente
Vivere senza ricordo
E senza rimpianto”

Lo scopo della vita, è vivere. Vasco, da rockettaro anarchico, conferma ancora una volta ciò che ci racconta in quasi ogni sua canzone: che la vita va vissuta, va attraversata in modo affermativo, con coraggio, e questo non significa sottrarsi anche alle sue durezze, alla sua amarezza, ai dolori che per natura la compongono.

Vedi anche: Concerti Vasco 2020: le date del tour e i biglietti

Un Vasco senza veli

Ciò che rende Vasco un artista così unico è la sua capacità di mostrarsi senza veli, di mostrare il suo volto perché quello che è, con le sue rughe, i segni, le sue cicatrici, le cicatrici di un uomo che è sceso all’inferno, che lo conosce bene come le sue tasche, un inferno che forse ha imparato ad amare. Il video della canzone ci racconta questo Vasco, un uomo alla fine semplice che dona la sua arte a chiunque lo voglia ascoltare, mentre canta dentro il microfono nello studio di registrazione, in parte forse la sua casa. La sua band lo accompagna fedelmente come per tutti questi anni ha sempre fatto.

Se ti potessi dire, la musica

Se ti potessi dire è una delle canzoni del momento, tra le più passate in radio. L’intensità del del testo e la sua profondità vengono valorizzati da un accompagnamento musicale semplice ma energico, che ci fa subito venire voglia di alzarci dalla sedia e ballare a ritmo, magari con qualche lacrima di commozione che fa capolino dagli occhi.

L’emozione è forte, prima delicatamente introdotta da un giro di chitarra acustica per poi esplodere con la chitarra elettrica e la batteria. I versi finali della canzoni vengono quasi urlati dal cantautore, e questo urlo che è un inno alla vita tocca corde molto profonde e ci ricorda che, anche quando non ci sembra ci sia una vita d’uscita, possiamo sempre rialzarci e uscire al sole. Un pezzo strepitoso ed indimenticabile.

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