Donna Summer. Vita e successi della regina della disco music

Donna Summer, la regina della disco. Biografia, vita e successi di questa grande artista, talentuosa e icona di stile.

Donna Summer ci ha lasciato il 17 maggio del 2012, all’età di sessantatré anni. È stata un’icona della musica disco, ma non solo: la sua carriera musicale ha avuto inizio con il gospel e il rock, e ha inciso anche una versione di Don’t cry for me Argentina. È una delle donne più famose della storia della musica pop.

Nel 1975 ha scandalizzato il mondo con la canzone Love to Love You Baby, epocale pezzo realizzato con il “nostro” Giorgio Moroder, con cui ha ottenuto un enorme successo, e nel 1977, con I Feel Love, ottiene la prima nomination agli American Music Award.

Durante la sua carriera Donna Summer ha vinto cinque Grammy Awards, sei American Music Awards, un Premio Orcar e un Golden Globe, oltre ad aver ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. Con oltre cento milioni di dischi venduti, 24 dischi d’oro e di platino negli Stati Uniti e 19 dischi d’argento in Gran Bretagna, Donna Summer ha sicuramente fatto la storia della musica disco.

1. Donna Summer: gli inizi

Donna Summer (nome d’arte di LaDonna Adrian Gaines) nasce a Boston il 31 dicembre del 1948, terza di sette fratelli, da una famiglia religiosa e di origini piuttosto modeste. Comincia a cantare nel coro della chiesa e pian piano si rende conto che la musica è la sua strada. Inizialmente canta principalmente gospel, poi, all’età di 17 anni, si unisce a un gruppo rock di Boston, i Crow.

Nel 1968 abbandona gli Stati Uniti e si trasferisce in Germania, dove recita nella versione tedesca del musical Hair e dove conosce e poi sposa l’attore austriaco Helmut Sommer, da cui ha la figlia Mimi. Donna prende il proprio nome d’arte dal cognome del marito, ma da lui divorzia abbastanza presto, e non potendo occuparsi di Mimi e contemporaneamente della carriera, porta la figlia a Boston perché cresca coi nonni.

Poi, per caso, avviene il fondamentale incontro con Giorgio Moroder e Pete Bellotte, che cambierà la sua vita. I tre insieme producono nel 1974 Lady of the Night, che contiene la canzone The Hostage, primo successo di Donna Summer. L’album si afferma però principalmente in Olanda e non negli Stati Uniti.

2. Donna Summer: lo scandalo

Se con Je t’aime moi non plus Serge Gainsbourg nel 1969 aveva scandalizzato mezzo mondo cantando e sospirando insieme a Jane Birkin, Donna Summer scandalizza l’altra metà nel 1975 con Love to Love You Baby.

Scritta da Donna Summer e Pete Bellotte con la fondamentale collaborazione del produttore Giorgio Moroder, la canzone, tratta dall’album omonimo, dura circa 17 minuti e ben presto ne viene vietata la circolazione radiofonica, perché risulta troppo sexy ed esplicitamente erotica.

Questo però non basta a impedire a Love to Love You Baby di diventare un successo in quasi tutto il mondo: nel gennaio del 1976 il singolo è ai primi posti di molte classifiche, e poco dopo raggiunge la seconda posizione nella Billboard Hot 100, la prima nel Regno Unito, Canada e Francia e la sesta in Italia.

Questa è sicuramente la canzone con cui Donna Summer è diventata davvero famosa, ma pare che se non fosse stato per l’insistenza di Moroder e Bellotte, la Summer non avrebbe mai accettato di inciderla.

Vedi anche: Le canzoni più belle di Donna Summer

3. Donna Summer: regina della disco

Dal 1976 al 1979 Donna Summer continua a collezionare successi e canzoni che diventano immediatamente delle hit, tanto che viene chiamata “The queen of disco”. In realtà il titolo di regina della disco music è sempre stato, forse pari merito, sia suo che di Gloria Gaynor.

Nel 1977 con I Feel Love Donna Summer ottiene un altro grande successo. Il brano è molto sperimentale, quasi visionario, con cenni di musica techno ed elettronica.

Nel 1978, all’apice della carriera, recita nel film Grazie a Dio è venerdì di Robert Klane interpretando il ruolo di Nicole Sims, una cantante sconosciuta che cerca di ottenere un’audizione.

Poi, nel 1979, esce Bad Girls che è probabilmente il suo album di maggior successo. Qui Donna Summer aggiunge al sound disco anche qualche nota di rock. L’album contiene la canzone Hot Stuff, hit che arriva a superare i cinque milioni di copie vendute e con il quale Donna Summer vince il suo secondo Grammy.

Ma siamo alla fine degli anni Settanta e si sta sviluppando tra i fan della musica rock un forte sentimento anti-disco. Negli Stati Uniti i fan del rock gridano gli slogan “Disco sucks” (la disco fa schifo) e “Death to disco” (morte alla disco). Il clima è teso: David Bowie, che aveva aggiunto elementi disco a qualche sua canzone, viene accusato di essere un venduto.

E poi arriva il 12 luglio 1979, il giorno della Disco Demolition Night, una manifestazione anti-disco che assume forme anche abbastanza violente: è “Il giorno in cui la disco morì”. A luglio del 1979 la disco era ancora in cima alle classifiche, e a settembre non c’era neanche una canzone disco nella top 10 degli Stati Uniti.

4. Donna Summer: gli anni ottanta

Certo è che Donna Summer non si lascia scoraggiare dalla Disco Demolition Night. Nel 1980 lascia la Casablanca Records e comincia a lavorare per la Geffen Records. Nello stesso anno si sposa con Bruce Sudano, da cui avrà altre due figlie, Amanda e Brooklyn.

Sempre nel 1980 pubblica l’album The Wanderer, in cui coraggiosamente affronta temi diversi da quelli che l’hanno resa famosa. È un disco maturo, in cui Donna Summer è consapevole dei propri mezzi vocali.
Ma siamo nei primi anni Ottanta e la musica punk sta già travolgendo tutto.

Per questo e per alcune controversie (fu ingiustamente accusata di disprezzare la comunità gay) la carriera di Donna Summer rallenta molto.

Negli anni successivi torna però in cima alle classifiche con l’album She Works Hard For The Money e soprattutto con il singolo This Time I Know It’s for Real, del 1989, in cui getta le basi della musica dance degli anni Novanta.

Vedi anche: 10 canzoni di cantanti donne anni 80

5. Donna Summer: gli ultimi anni

Negli anni Novanta Donna Summer collabora con vari artisti e si esibisce in molte cover. Pubblica poi, nel 1991, Mistaken Identity, album piuttosto diverso dai precedenti che nonostante sia interessante si rivela un flop commerciale.

Così, fino al 2008, Donna non incide più nuova musica e si concentra sull’attività live. Nel 2003 scrive la propria autobiografia, Ordinary girl, in cui rivela molti particolari della propria vita e della carriera.

Nel 2008 pubblica Crayons, che sarà il suo ultimo album. L’album contiene la canzone The queen is back (La regina è tornata). In realtà Donna Summer non se ne è mai andata, e stava registrando un nuovo album poco prima di morire a causa di un tumore ai polmoni, a soli 63 anni.

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